In chiesa targa commemorativa dell’ex-esattore di Cosa Nostra

Pubblicato: settembre 11, 2008 in Politica
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“I Salvo si sono avvalsi della mafia per raggiungere posizioni di potere di assoluto rilievo e hanno costituito uno dei fattori maggiormente inquinanti della Sicilia”, queste parole vennero scritte da Giovanni Falcone nella sentenza-ordinanza del maxiprocesso. Ma la notizia non è questa che invece si potrebbe definire amaramente “storia”. Lo scoop è la targa che compare nella chiesa Regina Pacis di Palermo, alla memoria di Ignazio Salvo, l’esattore condannato per mafia, insieme al cugino Nino, e ucciso il 17 settembre 1992 all’epoca della guerra di Riina contro i Bontade e gli Inzerillo. Sulla targa si legge: “Dono di fede e d’amore, in perpetua benedizione e memoria di Ignazio Salvo”. Quasi fosse una persona qualunque. E sta lì, sul confessionale, dal 2004.

All’epoca del maxioprocesso, un pentito del calibro di Tommaso Buscetta, sui Salvo rivelò: “sono uomini d’onore della famiglia di Salemi e come tale mi sono stati presentati da Stefano Bontade”, all’epoca capo di Cosa Nostra.

A tutto questo si aggiunge lo sconcerto dei fedeli della parrocchia Regina Pacis. Quando hanno chiesto la rimozione della targa il parroco, don Aldo Nuvola, ha ribattuto: “La vedova di Ignazio Salvo, Giuseppa Puma, è molto attiva in parrocchia, fa parte del gruppo dei Neocatecumenali. Alla chiesa ha fatto tante donazioni. Quando arrivai – continua il parroco – non sapevo che fosse la moglie dell’ex-esattore. Solo dopo mi fecero notare le vicessituidini dell’uomo”. E non è tutto: “La famiglia sostiene che è stato vittima di una persecuzione giudiziaria. Cosa possiamo dire noi? La nostra posizione deve essere sempre equanime e comunque che fastidio può dare quella targhetta, ormai Ignazio Salvo è morto. Comunque, se qualcuno ha espresso disagio, discutiamo insieme su cosa fare”. Follia, un discorso alquanto pilatesco. Un’equidistanza tutta donabbondiana che non vuole dare fastidio alla mafia. 
E infine un’ultima domanda che vorrei porre al neocatecumenale don: si è mai chiesto se le laute donazioni emesse dalla vedova fossero soldi puliti? oppure evidentemente non si è mai posto il problema?

EF

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