Sulle accuse di Fede a Saviano

Pubblicato: settembre 11, 2008 in Politica
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A margine di una sarcastica solidarietà nei confronti dello scrittore Roberto Saviano, Emilio Fede ha attaccato l’autore di Gomorra usando argomentazioni molto simili a quelle sentite ripetere dai casalesi: che Saviano andrebbe facendo le sue denunce per notorietà, soldi e film. Era il 9 settembre scorso, poco dopo la “lezione” sui rapporti tra camorra e carta stampata tenuta da Saviano al festivaletteratura di Mantova.

Il tam tam sul web è stato immediato e a dire il vero non ho sentito neanche una voce a favore dell’autorevole direttore del tg4. Che è ancora saldo sulla poltrona del suo tiggì. Nessuna richiesta di dimissioni, né di rettifica è venuta invece dalla politica, nessuna dai giornali, nessuna dalle forze dell’ordine o dalle istituzioni. Il silenzio. A riprenderlo solo la trasmissione blob. E menomale che c’hanno pensato loro.

Tornando dal faceto al serio, però, come diceva Lubrano la domanda sorge più spontanea: CHE SENSO HANNO LE SUE PAROLE? Perchè a me sono sembrate del tutto fuori luogo in un tiggì di mezzasera.
Non è che Fede abbia parlato da un blog come questo, dove l’opinione personale ci può stare, ma ha lanciato accuse da un telegiornale nazionale che sovente sembra un palcoscenico – ed è un’opinione del tutto personale – per tutti gli usi e consumi possibili ed eventuali. Anche per attaccare un giornalista del calibro di Roberto Saviano, la cui opera più celebre, Gomorra, è stata letta e tradotta in decine di Paesi del mondo. Storie di camorra. Non di facilonerie politchesche che si possono scribacchiare anche dietro ad uno schermo di pc.

Che rabbia quelle accuse! Ma la domanda mi torna ossessiva alla mente: A che pro quelle sue esternazioni? Credetemi, non riesco a spiegarmelo. Forse che i giornalisti antimafia danno il prurito?

E poi la storia della scorta. Fede potrebbe dare lezioni a Saviano…e magari anche a Lirio Abbate, a Rosaria Capacchione e ai giornalisti che denunciano le mafie a rischio della vita. Ma ecco come Fede, secondo un blogger, usa la sua di scorta.

A Fede vorrei ricordare quanto scriveva il grande Italo Calvino ne Le Città Invisibili: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”

Vai Fede, facci vedere come fai antimafia tu adesso. Vai a Casal di Principe come Sandro Ruotolo, fai nomi e cognomi sotto la casa dei boss.

EF

commenti
  1. Paolo Ribichini scrive:

    Il vero problema è che l’Ordine dei giornalisti, invece di perdere tempo (e tu hai capito come), dovrebbe intervenire contro Fede per parzialità dell’informazione. Quanto può essere credibile un esaminatore che chiede all’aspirante giornalista: “ritiene lei lecito per un giornalista iscriversi ad un partito politico? NOn c’è rischio di imparzialità?”…Ma per favore…

  2. Che senso vuoi che abbiano…

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