Anna Politkovskaja

Anna Politkovskaja

 

 

Anna Stepanovna Politkovskaja – giornalista

Nata a New York il 30 agosto del 1958

assassinata a Mosca il 7 ottobre del 2006

Uno stralcio da Diario russo (2003-2005):

‘Mi dicono spesso che sono pessimista, che non credo nella forza della gente, che ce l’ho con Putin e non vedo altro.
Vedo tutto io. E’ questo il mio problema. Vedo le cose belle e vedo le brutte. Vedo le persone che vogliono cambiare la propria vita per il meglio ma che non sono in grado di farlo, e che per darsi un contegno continuano a mentire a se stesse per prime, concentrandosi sulle cose positive e facendo finta che le negative non esistano.
Per il mio sistema di valori, è la posizione del fungo che si nasconde sotto la foglia. Lo troveranno comunque, è praticamente certo, lo raccoglieranno e se lo mangeranno. Per questo, se si è nati uomini, non bisogna fare i funghi.

[In riferimento al futuro dei russi: Ci sono due previsioni, una ottimistica e una pessimistica. La pessimistica] non viene sbandierata, ma con qualche insistenza ce la si può procurare. E’ quella che mi interessa di più perchè costringe a pensare, a spremersi le meningi per cambiare la situazione affinché così non sia, senza restarsene accucciati sotto una foglia in stato vegetativo, in attesa del vento.’

(Da Diario Russo 2003-2005, ed. Adelphi, pagg. 457, 24 euro).

Anna Politkovskaja è stata trovata morta nell’androne di casa sua, uccisa da tre colpi di pistola al petto e uno alla testa.

EF

commenti
  1. Marco scrive:

    Hanno fermato la persona, non le sue parole. In lei, nel silenzio della sua voce risuonano le sillabe di nomi che ogni morte impedisce alla memoria di dimenticare. Ramzan Kadyrov, Putin, Nord Ost, Beslan. Qui in Occidente, patria storica di “progresso” non siamo capaci di renderci economicamente indipendenti dallo scacco russo del gas d’importazione. Sbandieriamo un’identità europea nella quale galleggiano fieramente i concetti di democrazia, uguaglianza, rispetto dei diritti umani e ancora e nella fattispecia politica dell’Est post sovietico: libertà e sovranità dei popoli..ma poi? poi nulla. Si muove una base anonima di attivisti, cittadini, appassionati, giornalisti il cui impegno impedisce di aver volto noto alla vespa o alla gruber (volutamente in minuscolo). Il movente è sempre quello: il danaro. i motivi due: sbandieriamo i nostri valori con l’aggiunta untrice come nel caso di Bush , di aspersioni religiose se occorre intervenire per difendere interessi economici (assisteremo allora a sdegno potente e ad improvvisi accoramenti verso le vite disperse e distrutte come in Iraq); oppure si resta fermi, fingendo di non-vedere la realtà dei Paesi, come in Russia, credendo da stolti alle statistiche di servizi nazionali e tv sottoposti a pilotaggio e censura. Siamo ingenui, buoni, appassionati noi occidentali; quanto fintamente? quanto davvero? Ecco allora che , e l’Italia ne è esempio, si produce un fenomeno (di scala generale, vasto e di anni e anni credo ormai) per cui è la “gente” a sapere , a conoscere ad essere informata laddove le classi dirigenti di politica ed economia non sanno o fingono di non sapere. Governi agiscono secondo i condici di diplomazia il cui valore mediale è spesso autoreferenziale e volto a mantenere una stabilità di fondo fra snodi politico-geografici fondamentali per il mondo che conta lasciando che la guerra e la povertà arginino le aree di serie b alle quali segretamente la fascia ricca del mondo è attaccata. E’ incredibile e questo Anna lascia evincere dal suo Diario russo, è incredibile come l’universo nominale, burocratico, diplomatico che governi ed istituzioni generano riesca virtualmente a dare un’apparenza di normalità, ordine, stabilità ad una realtà magmatica e versante in gravi condizioni. Ecco che un Kadyrov diventa un “primo ministro”; ecco che uno zar, diventa “il presidente Putin”; ecco come madri disperate per la morte dei figli diventano “inquisite”; ecco come vittime di Beslan diventano postulanti negli uffici di sordidi funzionari. Ed è certo che questa volta non ci sarà più ne potrà più esserci nemmeno l’ombra di un nuovo Bulgakov ad affabulare, allontanare con ironia e finezza la nuova, nota, Russia.

  2. Neclord scrive:

    Il 7 ottobre a Bergamo c’era Marco Travaglio a presentare “Bavaglio”. La parte iniziale dell’incontro è stata dedicata alla memoria di questa eroica giornalista. un momento davvero toccante e importante.

  3. clau89 scrive:

    Io mi sono commossa quando hanno mostrato il video il 7 ottobre… Una grande donna ancor prima d’essere una grande giornalista.

  4. anafi scrive:

    qual’era l’unico politico italiano presente ai funerali di Anna?
    L’unico politico italiano che da più di trent’anni viene sp* un po’ da tutti.

  5. Cristiana Tomei scrive:

    Ho preso anche questo, era da tempo che cercavo qualcosa su di lei, così ho fatto prima. Scusami ma quello che scrivi è troppo interessante. Cri.

  6. Moon81 scrive:

    Ciao Emi..cioè Ef….io ricordo questa frase di Anna,parlado dell’Italia che mi ha molto impressionato:«Viviamo in uno stato di polizia, siamo arrestati e uccisi,
    le nostre radio e i nostri giornali vengono chiusi, poi arriva Berlusconi a Mosca,
    va in televisione e ci spiega che siamo in una splendida democrazia
    e che Putin è un sincero democratico»

    Che altro aggiungere…

  7. Olimpio scrive:

    Oggi sono 4 anni che Anna non c’è più…4 anni che una Giornalista ed in primi s una persona
    come lei ha avuto il coraggio di dire ab tutto il mondo le verità su vari genocidi e le più disparate sofferenze che un essere possa subire. Anna ha lasciato un eredità di grandi pensieri e ha tracciato per noi un sentiero di verità e di dignità da percorrere in sua memoria ma sopratutto per cercare con il nostro piccolo contributo a contribuire nel modificare la nostra cultura verso una qualità della vita migliore.

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