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Raggiungimento degli standard di qualità e il relativo bonus, ilsistema di protezione del treno disattivato e la prospettiva di pesanti tagli sullo stipendio ai macchinisti “disobbedienti”. È questo il mix di ingredienti che secondo la procura di Roma avrebbe portato all’incidente ferroviario della metropolitana di Roma del 17 ottobre 2006 in cui perse la vita Alessandra Lisi, giovane ricercatrice di trent’anni e 452 passeggeri rimasero feriti. (altro…)

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Le talpe hanno iniziato a trivellare il sottosuolo e il problema dei milioni di metri cubi di terreno da stoccare è diventato inderogabile per la società Metro C.
«Fino ad oggi abbiamo smaltito terre e rocce prodotte dagli scavi per la nuova metropolitana in due discariche gestite da privati – spiega l’ingegner Francesco Rotundi, direttore generale di Metro C -, la prima si trova sulla via Ardeatina, in località Porta Medaglia, la seconda è a Civita Castellana». L’obiettivo però è dar vita ad un ciclo di trasporto e smaltimento gestito in proprio, per strutturare un sistema in grado di ridurre al minimo i tempi tecnici: «I soggetti esterni – continua Rotundi – non sempre lavorano su turni coincidenti con i ritmi dei nostri cantieri. Inoltre, di notte o in caso di forti piogge non è possibile trasportare i materiali di risulta in discarica. E questo si ripercuote sulla tabella di marcia dei lavori».
Per fare fronte a questo problema, la settimana scorsa Metro C ha depositato presso la Regione Lazio, la Provincia di Roma e gli uffici del comune di Monterotondo, una richiesta di giudizio di compatibilità ambientale riguardante una cava dismessa in località Monte Uliveto, a Monterotondo. Il sito, con una superificie complessiva di 59.500 metri quadrati, dovrebbe contenere oltre un milione di metri cubi di terra (per la precisione, 1.085.000) e rientra all’interno di una «riqualificazione ambientale attraverso un progetto di discarica» che verrebbe attrezzata e messa in sicurezza. Per avere un’idea delle dimensioni, la quantità di terra sversata avrà un volume quasi pari a quello di Monte Testaccio, e sarà circa un quarto del totale dei materiali che si prevede di estrarre (4.300.000 metri cubi) per l’intera realizzazione della metropolitana.
Il progetto è ora all’esame della Regione per la valutazione di impatto ambientale (Via). Secondo il Dipartimento Regionale del Territorio, la procedura richiederà almeno tre mesi. Seguirà la Conferenza dei servizi. Il vicesindaco di Monterotondo, Paolo Bracchi, promette tempi brevi, tanto più che il progetto «è una risorsa per il Comune». Ma fa sapere che «vista la frequenza dei passaggi, i camion diretti alla cava non dovranno attraversare le strade comunali». Auspica inoltre che «una quota della riempitura venga concessa ad imprese locali». E infine, che «Metro C assicuri il ristoro ambientale».
Tra gli interlocutori chiamati a pronunciarsi sulla fattibilità del progetto, l’Azienda Regionale per l’ambiente (Arpa), che dichiara però di non essere stata ancora chiamata in causa.
Insieme alla discarica di Monterotondo, infine, la società “Metro C” prevede la realizzazione di un Piano di Recupero Ambientale in località Maglianella. Una zona, quest’ultima, recentemente nel mirino del nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri, proprio per lo smaltimento illegale di rifiuti da costruzioni e demolizioni (vedi il Sole-24 Ore Roma del 16 luglio 2008). «Il Piano per la gestione delle terre, che ha integrato il progetto originario della Metro C presentato nel 2003 – conclude Rotundi – prevede che il materiale di risulta (esclusivamente terra e rocce da scavo, ndr) sia utilizzato per riempire le cave e riqualificare la zona».
L’unico problema sembra essere il completamento dell’iter degli atti autorizzativi: «Metro C è pronta da subito ad iniziare l’opera di riqualificazione ma manca il via libera della Regione Lazio che, dalla Conferenza dei servizi del 29 maggio scorso, sta ancora predisponendo una risposta». «La differenza rispetto ai materiali che saranno smaltiti a Monterotondo – conclude il direttore generale – è minima.

EF

Pubblicato sul Sole24Ore del 06.08.08 – inserto Laziale, pagina 9

Londra due anni dopo.

Pubblicato: luglio 7, 2007 in Politica
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attentato di Londra 

52 morti e 700 feriti, questo fu il bilancio degli attentati che due anni fa squassarono Londra. Tre kamikaze si fecero saltare nella metropolitana e uno su un autobus.
E’ superfluo ricordare che l’anniversario cade proprio a pochi giorni dal fallito attentato di Glasgow e dai due sventati ancora nella capitale londinese. Le indagini hanno portato all’arresto, in Australia, di un medico (e di altri 7 in Gran Bretagna), e alla scoperta che altri 45 ‘colleghi’ erano pronti a colpire una base americana in Florida.

EF