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Curioso: il Fatto quotidiano nei confronti di Razzi si comporta esattamente al modo del Giornale (pag.4 del Fatto di oggi): apertura della prima pagina e paginone interno dedicato ai suoi guai processuali etcetera.
Domanda: fino ad oggi il parlamentare IdV per Padellaro e’ stato un bravo politico? Solo adesso al Fatto si ricordano delle beghe processuali di Razzi?

EF

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…immagino che adesso la Procura di Roma aprira’ un’inchiesta anche sull’abbandono di Berlusconi da parte di Fini. Li’ non potrebbe esserci stata corruzione? O si indaga su tutti quelli che cambiano casacca o non si indaga su nessuno…

EF

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Ha 33 anni, è un attore ed è sotto scorta dal 2008. La mafia – la ‘Ndrangheta – non gradisce gli attacchi che lancia dal palco, le verità che racconta al pubblico di quel Nord dove per molti ancora vale il ritornello: «qui la mafia non esiste». E non gradisce nemmeno quei suoi modi dissacratori di scarnificare la meschinità e la pochezza intellettuale e umana di boss e guappi mafiosiGiulio Cavalli, autore  del volume “Nomi, Cognomi e Infami”, per i tipi Verdenero, racconta a Diritto di Critica quale sia lo “stato” e le collusioni della mafia in Lombardia e nel Nord Italia, quali i lati più disonorevoli della criminalità organizzata e qualeimmagine di sé riescano ancora oggi a trasmettere i boss a media e popolazione. Non ultimo, il sorriso beffardo di Antonio Iovine, al momento della cattura. (altro…)

Quelli energetici sono spesso affari sporchi. Miliardi di litri di petrolio o di gas che diventano dollari ed euro e fanno girare intere economie nazionali e societarie. Tra i colossi energetici mondiali c’è Sonatrach, azienda statale algerina per l’energia, coinvolta un mese fa in una serie di indagini per corruzione e malversazione nell’assegnazione di alcune commesse che ha visto azzerati i suoi vertici e la messa sotto controllo giudiziario del presidente, Mohamed Meziane. Tra le aziende coinvolte in questo scandalo a molti zeri, ci sarebbe anche l’italiana Saipem, del gruppo Eni. (altro…)

Pd, questione morale, corruzioni varie. D’accordo, nella frittata politica di questi giorni sembra esserci proprio di tutto e solo da una parte: il centrosinistra. La percezione deviata di questa rediviva “questione (im)morale” però rischia di travolgere il partito di Veltroni non solo a livello legale ma soprattutto a livello mediatico. Se le mele marce si possono isolare e mandare sbrigativamente al macero (ammesso che una cosa del genere davvero accada), la percezione di illegalità che ormai ricopre come una cappa il Piddì potrebbe stritolare Veltroni, D’Alema e tutta la combriccola “riformista” del neonato Partito democratico.

A ben guardare i media, infatti, la cosidetta casalinga di Voghera ha oggi l’impressione che a destra ci siano persone linde e pinte e che l’intera corruzione italiana si sia trasferita a sinistra: tutti vecchi democristiani o – peggio ancora – eredi di Craxi! Sicuramente in parte è vero ma è necessario sottolineare e ricordare che anche a destra ci sono persone – il presidente del Consiglio in primis – che hanno subito o stanno subendo numerosi processi giudiziari per ipotesi di reato più o meno gravi. E se il Piddì crollasse sotto il peso di questa cappa mediatica, la democrazia sarebbe davvero in pericolo. Il pluralismo, a quel punto, verrebbe seriamente messo in crisi dall’incapacità di ri-formarsi di un partito che forse non è mai giunto al suo livello massimo di maturazione. Nato, cresciuto e fondato in tutta fretta, mentre Prodi agonizzava politicamente. E adesso? Dove potrà trovare le energie per ripulirsi dall’interno? L’espressione più emblematica dell’attuale congerie di interessi che covano – in tempo di crisi – nelle viscere del Partito democratico è, ad oggi, la Campania di Bassolino. Un dalemiano di ferro che si ostina a non lasciare la poltrona nonostante abbia ben presente il suicidio politico cui va incontro. Veltroni, di contro, non ha la forza per smuoverlo dal suo tronuccio. E’ questo un particolare che dà la tara della situazione generale del partito e dell’impossibilità di un veloce ricambio dall’interno della classe dirigente del Pd.

Ad oggi, dunque, il Partito democratico viene dipinto come un covo di affaristi e collusi mentre – mi riferisco sempre alla casalinga di Voghera – sembra che nel Pdl tutto scorra come un torrente puro di montagna. Attenzione, non è così. E la vicenda Bocchino – di cui si parla sempre meno – lo dimostra.

Un’ultimo particolare che chiarifica ulteriormente (in parte) la situazione attuale: Veltroni e la sinistra non hanno l’abitudine di remare contro i magistrati e di far apparire l’indagato di turno come una vittima predestinata e premeditata dei  giudici. Il Pdl sì. Alla lunga però, quello dell’attuale maggioranza è un discorso che premia e le persone per strada ti dicono che Berlusconi – poverino – è un perseguitato.  Per il Pd il discorso, invece, cambia. Molti pensano che visto che nessuno protesta, qualche fondo di verità nelle accuse deve esserci (come sicuramente c’è). Ma il confine è labile e fangoso. A destra si rifiuta qualsiasi inchiesta davanti agli elettori, a sinistra invece si dice: “questo non è il mio partito, chi deve pagare qualcosa paghi”, ma si ottiene l’effetto opposto. Forse gli italiani hanno delegato al Governo anche la personale capacità critica? Forse. Ma siamo alla retorica…

EF

Che fine ha fatto il Partito democratico? Se lo staranno chiedendo in molti in queste ore, soprattutto dopo i recenti scandali. Una collana di indagati che sta facendo apparire il Pd come il locus corrutionis della politica Italiana. Nell’ordine: Firenze, Pescara, la Basilicata e, dulcis in fundo, Napoli. Ma l’ultima vicenda (Napoli) era quantomeno intuibile.

Mentre i magistrati indagano, nel Pd ci si lava la bocca e si tenta di salvare il salvabile, inquadrando gli scandali nella formula ormai nota della “questione morale”. C’è questione morale nella sinistra italiana? No, semmai c’è corruzione, e se le indagini venissero confermate sarebbe una “questione immorale”. Mele marce.
Ci sono quindi due brevi considerazioni da fare:
1- è necessario non abbandonarsi alla dietrologia postberlusconiana del vittimismo giudiziario.
2- bisogna capire per quale motivo proprio adesso tutti i nodi sono (fortunatamente) venuti al pettine. Considerando che con le passate bravate Bevilacquesche di Vladimiro Crisafulli, il sentore che qualcosa non funzionasse a dovere c’era.
E Veltroni? Mi fa quasi tenerezza, con i suoi “sogni barackiani” insozzati del fango del denaro passato sottobanco. Ma è così. La creatura voluta e da Prodi e Veltroni è ormai logora, divorata dall’interno da una classe dirigente vecchia e stantìa, incapace di abbandonare il faccendierismo democristiano della Cosa politica. Un virus che ha contagiato ormai anche gli ex-comunisti, eredi morali di Pio La Torre. E per democristiano intendo l’accordo coatto, taciuto, rivelato semmai solo a cose fatte. Vagamente pidduista. Lo stesso accordo – per capirci – che condusse Moro alla morte. E questo è un modus corrutionis trasversale (dice bene Saviano!) che inevitabilmente trascinerà il nostro Paese nel gorgo.
Dulcis in fundo: chissà cosa ci riserverà l’ultima e più pericolosa bordata che prossimamente dovrà subire la nostra democrazia…la riforma della Giustizia.

EF

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Sono passati sei mesi da quando Berlusconi è andato al Governo. Ecco una veloce sintesi dei maggiori provvedimenti varati o “tentati” (non tutti sono andati in porto) dall’Esecutivo.

Non tracciabilità delle transazioni bancarie superiori a 5.000 euro per i liberi professionisti.

Salva Rete4.

Legge blocca processi poi divenuto Lodo Alfano che in teoria dovrebbe essere un qualcosa di concordato da maggioranza e opposizione.

– Efficientissimo pacchetto sicurezza: tagli alle forze dell’ordine ma militari per strada.

Risoluzione dell’emergenza rifiuti nel centro di Napoli. Il resto della Campania sta come prima, se non peggio. Sono stati promessi diversi termovalorizzatori “erigendi”, bisogna vedere quali società e/o imprese li costruiranno.

Lodo Consolo pro Matteoli: sarà necessaria l’autorizzazione a procedere da parte del parlamento anche per reati precedenti all’assunzione della carica ministeriale.

Legge salva manager poi sbugiardata dalla Gabanelli di Report.

– Legge (rivelata oggi da Repubblica) per il reintegro dell’ex-inquisito per mafia poi assolto, il giudice Carnevale, detto “ammazza processi”, che definì Giovanni Falcone e Paolo Borsellino “Dioscuri senza professionalità”.

Tagli alle forze dell’ordine, alla Scuola e alla sicurezza. Più 300 milioni di euro dei contribuenti per salvare Alitalia.

Ecco cosa avrebbe intenzione di fare prossimamente:

– Bloccare la maggior parte delle intercettazioni telefoniche della magistratura. La scusa è la privacy o la mania di intercettare di “certi” pm, la realtà è ben altra e si chiama potenziale illegalità diffusa.

Separare la polizia giudiziaria dai magistrati, facendo dipendere la prima dal Viminale o dal ministero della Giustizia e non più dalle decisioni dirette di chi conduce le inchieste.

Ovviamente questa è solo una provocazione a titolo personale, un invito a riflettere su quanto è stato fatto fin ora PER gli italiani. E se avete altri suggerimenti, i commenti sono a vostra disposizione.

EF

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La stangata Blocca-processi

Eccovi la lista dei reati sospesi dalla nuova legge “blocca-processi” votata oggi dal Senato della Repubblica. State tranquilli però, adesso ci sarà l’esercito nelle strade per la sicurezza e la privacy non sarà lesa perché non si potrà più intercettare quasi nessuno, criminali compresi. Possiamo dire di essere davvero il Paese della SICUREZZA DELLA PENA.

Iniziamo…

A
– aborto clandestino.
– abuso d’ufficio.
– adulterazione di sostanze alimentari.
– associazione per delinquere.

B
– bancarotta fraudolenta.
C
– calunnia.
– circonvenzione di incapace.
– corruzione.
– corruzione giudiziaria – è quella per cui Mr.B. ha fatto questo decreto.

D
– detenzione di documenti falsi per l’espatrio.
– detenzione di materiale pedo-pornografico.

E
– estorsione.
F
– falsificazione di documenti pubblici.
– frodi fiscali.
– furto con strappo.
– furto in appartamento.

I
– immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio).
– incendio e incendio boschivo.
– intercettazioni illecite.

M
– maltrattamenti in famiglia.
– molestie.

O
– omicidio colposo per colpa medica.
– omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata.

P
– peculato.
– porto e detenzione di armi anche clandestine.

R
– rapina.
– reati informatici.
– ricettazione.
– rivelazioni di segreti d’ufficio.

S
– sequestro di persona.
– sfruttamento della prostituzione.
– somministrazione di reati pericolosi.
– stupro e violenza sessuale.

T
– traffico di rifiuti.
– truffa alla Comunità Europea.

U
– usura.
V
– vendita di prodotti con marchi contraffatti.
– violenza privata.

Tutti questi, dal momento che sono puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.

E’ di oggi anche la notizia secondo cui la Commissione Internazionale dei Giuristi (International Commission of Jurists, l’Icj) ha espresso la sua “preoccupazione” per quelli che considera attacchi del governo Berlusconi all’indipendenza del sistema giudiziario. Il cosiddetto emendamento ‘blocca processi’, inserito nel decreto governativo sulla sicurezza, secondo l’Icj sarebbe contrario proprio alla divisione dei poteri. “La Commissione è preoccupata perché questa misura, apparentemente adottata con obiettivi politici, è contraria ai Principi base delle Nazioni Unite sull’indipendenza del potere giudiziario, che proibisce qualunque interferenza inappropriata e senza garanzie nel processo giudiziario”. Davanti a un’Italia addormentata, che giustifica e spesso difende la furbizia (non raramente con toni ammirati) del premier Sivlio Berlusconi, almeno dall’Europa giungono voci contrarie, le stesse che per ora mancano in Parlamento, nelle piazze, nella coscienza civile nostrana, ormai fin troppo latitante.

EF

Il sito NO EIKON pubblica un’interessante pagina dove controbatte al referndum contro i giornalisti del prossimo V2-Day di Beppe Grillo. Prendendo spunto dal sito, ecco alcuni buoni motivi per non firmare.

1 – Abolire l’Ordine dei Giornalisti significa deresponsabilizzare l’informazione (e chi scrive) davanti alla legge. Per farci operare pretendiamo che il medico sia iscritto all’Ordine dei Medici e abbia superato un esame di Stato… per avere un’informazione seria no?!? Fare giornalismo non significa infatti fare la semplice cronaca di un avvenimento ma chiama in causa anche lo stile, la capacità di contestualizzare la notizia e dargli solide basi critiche e culturali. Chi decide, ad esempio, cosa sia o non sia notizia? Ricordiamoci infatti che la testimonianza quasi mai equivale alla notizia. Il singolo dà una visione particolare e soggettiva di un evento, ben diversa dalla descrizione del fatto completo.

2 – Nel 1981 il finanziamento pubblico ai giornali venne creato per garantire un effettivo pluralismo dell’informazione (erano gli ultimi anni della P2) e sostenere tutte quelle testate che non cavalcavano l’onda delle notizie ma trattavano argomenti meno “commerciali”. Se togliessero i finanziamenti oggi resterebbero solo i grandi gruppi editoriali dei vari Caltagirone, Berlusconi, ecc…

3 – Le notizie reperibili sulla rete sono spesso delle “bufale”, caratterizzate dal soggettivismo di chi scrive. Le informazione disponibili su internet hanno tutte la stessa dignità, come dire che c’è tutto e il contrario di tutto.

4 – Chi ha deciso l’argomento del V2-Day? Beppe Grillo o una consultazione oculata con i suoi grillini? Credo il primo, che ha semplicemente cavalcato l’onda populista dei luoghi comuni. Un’iniziativa verticale insomma, assai poco democratica.

A quanti accusano i giornalisti di essere corrotti, rispondo quindi che non si tratta di corruzione ma di precariato. Chi ha un contratto a tempo determinato, sicuramente non mette in evidenza informazioni ‘scomode’ o indigeste al suo stesso direttore. Togliendo i finanziamenti pubblici ai giornali, invece, si acuirebbe maggiormente la forza dei pochi gruppi economico-imprenditoriali (con conseguenti interessi in politica) che già oggi gestiscono i giornali, facendo quindi scomparire tutte le testate minori di controinformazione (che certo non godono di buona salute nel nostro Paese).

Forza Grillo, ripensaci!

EF