Posts contrassegnato dai tag ‘Berlusconi’

…immagino che adesso la Procura di Roma aprira’ un’inchiesta anche sull’abbandono di Berlusconi da parte di Fini. Li’ non potrebbe esserci stata corruzione? O si indaga su tutti quelli che cambiano casacca o non si indaga su nessuno…

EF

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Ha 33 anni, è un attore ed è sotto scorta dal 2008. La mafia – la ‘Ndrangheta – non gradisce gli attacchi che lancia dal palco, le verità che racconta al pubblico di quel Nord dove per molti ancora vale il ritornello: «qui la mafia non esiste». E non gradisce nemmeno quei suoi modi dissacratori di scarnificare la meschinità e la pochezza intellettuale e umana di boss e guappi mafiosiGiulio Cavalli, autore  del volume “Nomi, Cognomi e Infami”, per i tipi Verdenero, racconta a Diritto di Critica quale sia lo “stato” e le collusioni della mafia in Lombardia e nel Nord Italia, quali i lati più disonorevoli della criminalità organizzata e qualeimmagine di sé riescano ancora oggi a trasmettere i boss a media e popolazione. Non ultimo, il sorriso beffardo di Antonio Iovine, al momento della cattura. (altro…)

Sig. presidente del Consiglio,

Lei è uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista che, anche oggi, ha raccontato un sacco di frottole agli italiani, descrivendo un’Italia che non c’è e proponendo azioni del Governo del tutto inesistenti e lontane dalla realtà.

Fuori da qui c’è un Paese reale che sta morendo di fame, di legalità e di democrazia e Lei è venuto qui in Parlamento a suonarci l’arpa della felicità come fece il suo predecessore Nerone mentre Roma bruciava. (altro…)

Riporto di seguito il commento di Igiaba Scego, pubblicato sull’Unità con il titolo “Non è stato uno show“, in cui è stata ripresa una parte della mia lettera scritta in occasione della visita di Gheddafi a Roma e indirizzata ai giornalisti italiani. (altro…)

Cari colleghi, quello di Gheddafi non è uno «show». Non è un teatrino, un divertissement di fine estate  con cui realizzare qualche servizio o articolo di colore per rimpinguare telegiornali e giornali ormai vuoti di notizie e contenuti. No, Gheddafi è un dittatore. Non un comico. Non un attore. Non un saltimbanco. È un dittatore. Eppure proprio la parola «show» campeggia da ieri nei titoli di apertura dei siti dei maggiori quotidiani nazionali, da Repubblica al Corriere della Sera. (altro…)

Quando lo incontro, Kuffour – trent’anni – è al centro Caritas di Nardò, in provincia di Lecce. È passato a ritirare la pasta e i generi di prima necessità che distribuiscono i volontari. Poco distante, le coltivazioni di cocomeri.

Occhi grandi e neri, carnagione scura, annerita all’inverosimile dal sole che batte sui campi, Kuffour accetta di raccontarmi la sua storia e il viaggio verso l’Italia. Verso la porta d’Europa chiamata “Lampa Lampa“: Lampedusa. (altro…)

«Finalmente potremo ricominciare a discutere della pubblica amministrazione e della pubblica finanza senza il timore che qualsiasi proposta venga propugnata o combattuta secondo gli interessi di Berlusconi. Finalmente la Corte di Cassazione potrà avallare o bocciare sentenze che non siano in odore di favoreggiamento o danneggiamento di Berlusconi.
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C’era il Governo, non c’era il governo. E i fischi? E il ministro? Chi era il rappresentante delle istituzioni? La tiritera della conta istituzionale nell’anniversario della strage di Bologna si è ripetuta anche nel trentennale, stornando l’attenzione dell’opinione pubblica dalla ricerca della verità. Il meccanismo è semplice: si parla dell’aria fritta per evitare di sentirsi chiamare in causa. Il silenzio, l’omertà e la viltà di chi sa ma tace, bruciano e danno ancora fastidio tanto al governo quanto all’opposizione. (altro…)