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“Una bomba è esplosa per attirare i fedeli fuori dalla chiesa e altre due hanno investito un attimo dopo quanti fuggivano”. È questo il racconto della dinamica dell’attentato che ieri, ad Alessandria d’Egitto al termine della messa di mezzanotte ha ucciso almeno 21 fedeli della chiesa cristiana copta e ferito un’ottantina di persone. Dimenticate e spesso in difficoltà, le minoranze cristiane nel mondo vivono situazioni di discriminazione estrema che in paesi come l’Iraq – e ieri l’Egitto – in molti casi si traducono in omicidi e attentati. (altro…)

Di Erica Balduzzi ed Emilio Fabio Torsello

La vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani sembra ben lontana da una soluzione. L’attenzione mediatica sul suo caso, infatti, va riducendosi in proporzione al silenzio che giorno dopo giorno mette in sordina la sorte quantomai incerta della donna, accusata in Iran di adulterio e di concorso nell’omicidio del marito. In una condizione molto simile, in Pakistan, c’è un’altra donna, Asia Bibi, di fede cristiana, accusata di aver “offeso” il profeta Maometto e condannata a morte in base alla legge sulla blasfemia.

Diritto di Critica ha intervistato in due puntate (la seconda sarà pubblicata domani e riguarderà gli Stati Uniti), il portavoce italiano di Amnesty InternationalRiccardo Noury, per fare il punto sulle accuse e sul futuro delle due donne. Secondo Noury, in particolare, se da un lato è essenziale salvare la vita di Sakineh, dall’altro sarebbe un gravissimo errore ridurre la questione sul mancato rispetto dei diritti umani in Iran al suo caso. Come Sakineh, infatti, nel Paese di Ahmadinejad «ci sono centinaia di persone in attesa di essere giustiziate». Che si porti avanti la battaglia a favore di un’unica persona, secondo Noury, «conviene a tutti». (altro…)

Sequestrati sul Sinai con la minaccia di essere uccisi se non pagheranno ottomila euro a testa. È questa la condizione in cui si trovano 250 africani, di cui un’ottantina eritrei, bloccati da un mese in condizioni disperate al confine tra Egitto e Israele. A tenerli in ostaggio, una banda di beduini dedita al traffico internazionale di stupefacenti che ha già ucciso almeno sei ostaggi e costretto altri quattro profughi a donare un rene per pagarsi il riscatto: «sono stati portati via alcuni giorni fa – ha raccontato una donna che si trova sul Sinai, al telefono con don Mussiè Zerai, sacerdote eritreo e direttore della ong Habeshia – di loro però non abbiamo alcuna notizia». Incerta anche la localizzazione esatta della prigione, circostanza che appare ancor più paradossale se si pensa che diversi profughi sono raggiungibili telefonicamente e riferiscono di sentire da lontano la voce di un muezzin che chiama alla preghiera. (altro…)

Verrà impiccata con l’accusa di aver offeso il profeta Maometto. Accade in Pakistan, dove Asia Bibi (nella foto), una cristiana di 37 anni, domenica scorsa è stata condannata alla pena capitale dopo la sentenza del tribunale di Sheikupura, nella regione di Lahore. I legali di Asia, madre di cinque figli, hanno presentato ricorso contro la sentenza di condanna ma il destino della donna sembra segnato. (altro…)

Negli ultimi due anni si è registrata una escalation degli sbarchi di immigrati nel Salento. Sono già un migliaio quelli arrivati in Puglia quest’anno. Afghani, iracheni, iraniani, ma anche africani, partono dalle coste turche o greche a bordo d’imbarcazioni turistiche a vela e vengono accolti nel Centro don Tonino Bello di Lecce. Forse la politica dei respingimenti nel Mediterraneo ha bloccato un flusso migratorio per aprirne un altro. Le forze dell’ordine, le istituzioni civili e religiose, per ora, gestiscono bene un fenomeno che sembra però in evoluzione.

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[Interventi del procuratore Cataldo Motta (Dda Lecce), del Comandante GdF prov. Lecce, Patrizio Vezzòli, del direttore Caritas Ugento, don Maurizio Tarantino].


La guerra in Iraq non è stata vinta. E forse non è nemmeno finita come il ritiro dei reparti americani da combattimento, avvenuto meno di due settimane fa, vorrebbe far credere. La notizia dell’ennesimo scontro che ieri hachiamato in causa le forze statunitensi, infatti, mette in luce quanto ancora ci sia da fare, soprattutto per quel che riguarda l’autonomia dell’esercito iracheno. (altro…)

Sakineh Mohammadi Ashtiani non sarà lapidata. Almeno per ora. La notizia è stata comunicata ieri dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano che ha assicurato: “Il verdetto riguardo la vicenda di tradimento extraconiugale è stato bloccato e sottoposto a revisione”. L’annuncio è arrivato a poche ore dall’approvazione di una risoluzione dell’Europarlamento: la risoluzione “condanna fortemente la sentenza di morte per lapidazione di Sanikeh e ribadisce che, indipendentemente dai fatti, una condanna a morte per lapidazione non può mai essere accettata o giustificata”. L’Europa ha chiesto quindi “una revisione del caso”. (altro…)

“Il Copasir ha sollecitato il governo e i Servizi segreti a portare avanti relazioni utili con i Servizi libanesi e con le persone che all’epoca vi ricoprivano cariche di responsabilità, per ottenere qualsiasi informazione utile” sul sequestro e l’omicidio dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni. (altro…)

Riporto di seguito il commento di Igiaba Scego, pubblicato sull’Unità con il titolo “Non è stato uno show“, in cui è stata ripresa una parte della mia lettera scritta in occasione della visita di Gheddafi a Roma e indirizzata ai giornalisti italiani. (altro…)

Cari colleghi, quello di Gheddafi non è uno «show». Non è un teatrino, un divertissement di fine estate  con cui realizzare qualche servizio o articolo di colore per rimpinguare telegiornali e giornali ormai vuoti di notizie e contenuti. No, Gheddafi è un dittatore. Non un comico. Non un attore. Non un saltimbanco. È un dittatore. Eppure proprio la parola «show» campeggia da ieri nei titoli di apertura dei siti dei maggiori quotidiani nazionali, da Repubblica al Corriere della Sera. (altro…)