Archivio per la categoria ‘Inchieste’

Di Erica Balduzzi ed Emilio Fabio Torsello

La vicenda di Sakineh Mohammadi Ashtiani sembra ben lontana da una soluzione. L’attenzione mediatica sul suo caso, infatti, va riducendosi in proporzione al silenzio che giorno dopo giorno mette in sordina la sorte quantomai incerta della donna, accusata in Iran di adulterio e di concorso nell’omicidio del marito. In una condizione molto simile, in Pakistan, c’è un’altra donna, Asia Bibi, di fede cristiana, accusata di aver “offeso” il profeta Maometto e condannata a morte in base alla legge sulla blasfemia.

Diritto di Critica ha intervistato in due puntate (la seconda sarà pubblicata domani e riguarderà gli Stati Uniti), il portavoce italiano di Amnesty InternationalRiccardo Noury, per fare il punto sulle accuse e sul futuro delle due donne. Secondo Noury, in particolare, se da un lato è essenziale salvare la vita di Sakineh, dall’altro sarebbe un gravissimo errore ridurre la questione sul mancato rispetto dei diritti umani in Iran al suo caso. Come Sakineh, infatti, nel Paese di Ahmadinejad «ci sono centinaia di persone in attesa di essere giustiziate». Che si porti avanti la battaglia a favore di un’unica persona, secondo Noury, «conviene a tutti». (altro…)

Tutti i Canadair antincendio della Protezione civile nazionale sono a terrai piloti non ricevono lo stipendio da mesi. E’ questa la prima conseguenza dell’arresto di Giuseppe Spadaccini, proprietario della Sorem – la società che gestiva aerei e piloti – accusato dalla Procura di Pescara di una frode fiscale da 90 milioni di euro. A terra, insieme ai 19 aerei di proprietà statale, sono rimasti anche i piloti e il personale addetto alla manutenzione – che fa riferimento alla società San – in tutto circa300 persone che da due mesi non percepiscono lo stipendio. “Fino a qualche giorno fa – spiega a Diritto di Critica uno dei piloti – abbiamo assicurato comunque l’operatività ma adesso a mancare è la manutenzione dei velivoli e non è più possibile volare”. (altro…)

‘Dobbiamo lavorare ad un’inclusione sociale dei migranti. Tenere queste persone ai margini, nel degrado, può essere utile economicamente, perché consente il loro sfruttamento, ma è pericoloso dal punto di vista sociale’. Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, commenta la situazione di Castelvolturno, nel casertano, dove, come a Rosarno, migliaia di lavoratori immigrati africani, aiutati spesso solo dalla Caritas, fanno girare l’economia ma sono tenuti nell’illegalità anche dalla Camorra.

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Negli ultimi due anni si è registrata una escalation degli sbarchi di immigrati nel Salento. Sono già un migliaio quelli arrivati in Puglia quest’anno. Afghani, iracheni, iraniani, ma anche africani, partono dalle coste turche o greche a bordo d’imbarcazioni turistiche a vela e vengono accolti nel Centro don Tonino Bello di Lecce. Forse la politica dei respingimenti nel Mediterraneo ha bloccato un flusso migratorio per aprirne un altro. Le forze dell’ordine, le istituzioni civili e religiose, per ora, gestiscono bene un fenomeno che sembra però in evoluzione.

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[Interventi del procuratore Cataldo Motta (Dda Lecce), del Comandante GdF prov. Lecce, Patrizio Vezzòli, del direttore Caritas Ugento, don Maurizio Tarantino].


A trent’anni dal sequestro e dall’omicidio di Graziella De Palo e Italo Toni, rapiti il 2 settembre 1980 a Beirut (Libano) e mai più tornati a casa, ho intervistato Gian Paolo Pelizzaro, giornalista che a lungo si è occupato della vicenda. Graziella scriveva per Paese Sera mentre Italo collaborava con l’Astrolabio. Entrambi esperti di Medio Oriente, si erano occupati in passato del traffico di armi che dal Libano giungeva in Italia. Proprio questa loro attenzione sarebbe la chiave, secondo Pelizzaro, per capire il vero motivo del rapimento dei due giornalisti. (altro…)

Quando lo incontro, Kuffour – trent’anni – è al centro Caritas di Nardò, in provincia di Lecce. È passato a ritirare la pasta e i generi di prima necessità che distribuiscono i volontari. Poco distante, le coltivazioni di cocomeri.

Occhi grandi e neri, carnagione scura, annerita all’inverosimile dal sole che batte sui campi, Kuffour accetta di raccontarmi la sua storia e il viaggio verso l’Italia. Verso la porta d’Europa chiamata “Lampa Lampa“: Lampedusa. (altro…)

A cura di Erica Balduzzi ed Emilio Fabio Torsello

Stranded alle pendici del deserto libico, dimenticati dalla comunità internazionale e costretti a vivere in mezzo a una strada. Dopo la “liberazione” ufficiale decisa dal governo libico di circa tremila migranti rinchiusi nelle carceri di Gheddafi, Diritto di Critica torna sulla questione e intervista Mussiè Zerai, sacerdote eritreo a capo dell’ong Habeshia, impegnato sul fronte dei diritti umani per i profughi in fuga dall’Eritrea e bloccati in Libia. Dopo le denunce dello stesso Zerai per le condizioni disumane e l’iniquo trattamento a cui queste persone sono state sottoposte nelle carceri libiche, la questione è stata nuovamente dimenticata dalle istituzioni italiane dopo l’apparente “liberazione” dei migranti. Diritto di Critica ha cercato di fare luce su questa tragedia umana che prosegue, del tutto ignorata. (altro…)

Orafi, ebanisti, decoratori, stuccatori, ferraioli, tappezzieri, ricamatori, mosaicisti, canestrari. La lista dei mestieri artigianali a rischio di estinzione è lunga. Espulse dai centri storici di Roma e del Lazio per il caro affitti o costrette a chiudere per la mancanza di personale, della capillarità delle antiche botteghe artigiane resta traccia nella toponomastica: via dei giubbonari, degli acquaricciari, dei barbieri, degli orefici, dei cimatori. (altro…)

Mahmadou è «stranded». Nel linguaggio dei migranti significa «insabbiato», ma viene tradotto spesso anche con «naufrago», «disperso ». È la condizione di quanti, una volta partiti per l’Occidente, sono costretti a fermarsi per mancanza di lavoro e possibilità economiche, ad arrangiarsi e a sopravvivere con poco. Fuggito da Rosarno dopo gli scontri del gennaio scorso, Mahmadou – 34 anni ad agosto – è in Italia dal 2007, quando per evitare le retate del regime in Nuova Guinea è scappato prima in Senegal e da qui, grazie all’aiuto di alcuni amici, ha raggiunto in aereo l’Italia. «Ho il permesso di soggiornodice mostrando il tesserino plastificato su cui è scritto “Asilo politico”non sono un clandestino». Eppure anche lui come molti è scappato da Rosarno. (altro…)

È partita la scalata alle acque pubbliche nostrane: alcune società private piemontesi e liguri stanno lavorando alla creazione di un colosso da oltre 11 miliardi di euro, con ramificazioni Enel e Veolia. Il gioco delle scatole cinesi è già scattato: tramite la concentrazione di partecipazioni pubbliche e di capitale, il neonato monopolista dell’acqua italiana sarà in grado di conquistare la Mediterranea Acque, e con essa la leadership del mercato. (altro…)