Gheddafi in Italia: lettera aperta ai colleghi giornalisti

Pubblicato: agosto 30, 2010 in Mondo, Politica, Società
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Cari colleghi, quello di Gheddafi non è uno «show». Non è un teatrino, un divertissement di fine estate  con cui realizzare qualche servizio o articolo di colore per rimpinguare telegiornali e giornali ormai vuoti di notizie e contenuti. No, Gheddafi è un dittatore. Non un comico. Non un attore. Non un saltimbanco. È un dittatore. Eppure proprio la parola «show» campeggia da ieri nei titoli di apertura dei siti dei maggiori quotidiani nazionali, da Repubblica al Corriere della Sera.

Nessun direttore o caporedattore pare rendersi conto della castroneria che è stata scritta: Gheddafi che si esibisce in uno show. Ma ve lo immaginate? Sul palco con bombetta, bastone nero e pomo bianco, ad aizzare la folla alla risata. No cari colleghi. Non sminuiamo ciò che per amore di verità non va sminuito. Lo show, forse, lo sta facendo la nostra categoria, sotto lo sguardo divertito dei dittatori, ormai parchi del giogo messo all’informazione: un’autocensura che si regola da sola, senza bisogno di rigorose imposizioni dall’alto.

A leggere certi lanci, infatti, il leader libico sembra quasi una star: «Gheddafi, bagno di folla in centro», «Gheddafi, a Roma atteso da 200 ragazze», «Gheddafi a Roma tra amazzoni, cavalli e belle ragazze», «Gheddafi atterra a Roma con 4 aerei», «Il colonnello e la movida», «Il colonnello e la movida romana, drink e passeggiata in pieno centro». E il premier Silvio Berlusconi conclude: «è solo folkore». Anche il folklore, in realtà, è ben diverso.

Dopo Lockerbie, dopo i silenzi su Ustica, dopo i missili contro Lampedusa, dopo il vergognoso trattato di “amicizia” con l’Italia e la sistematica violazione dei diritti umani ai danni dei migranti in Libia, mi chiedo e vi chiedo: è possibile ignorare tutto questo e fare titoli sulla movida? Sulla partecipazione delle “hostess” alla lezione sull’Islam tenuta da Gheddafi? È così facile (e quanto onesto?) fare piazza pulita della storia e convincere gli italiani che sì, in fondo, Gheddafi forse è anche divertente? Quasi fosse un famoso bamboccione alla sua prima uscita trasteverina.

Muhammar Gheddafi purtroppo non è nulla di tutto questo. Non improvvisa show né gestisce teatrini, non è solito prendere cappuccini durante la movida notturna della Capitale, non ha l’abitudine di tenere lezioni di Islam. Gheddafi è ben diverso. E voi lo sapete. Come sapete che nel nostro mestiere la scelta delle parole è fondamentale: come un tarlo scavano la mente delle persone e la percezione che queste hanno della realtà. Possono perfino far apparire accettabile – e amico – un dittatore come Gheddafi. Alla vostra onestà il (necessario) colpo di timone.

EF

commenti
  1. Bravo, Emilio Fabio, sono pienamente d’accordo con le tue considerazioni… Che vergogna!!!

  2. Giuseppe scrive:

    Mi è piaciuto quanto hai scritto.
    pa

  3. non si può che esser completamente d’accordo
    quando la smetteranno di edulcorare e fuorviare l’opinione pubblica ?

  4. Paolo scrive:

    Commento molto opportuno, considerando che – dall’avvento della Lega agli ultimi governi – in Italia ci siamo anestetizzati all’uso delle parole. Se a dire certe frasi è “qualcuno”, allora è solo folklore, e chi le prende “troppo” sul serio è gente triste e senza autoironia. Sarà un caso se i “compagni di burla” vanno d’accordo? Burla alle nostre spalle, s’intende.

  5. Paolo scrive:

    A proposito di sproloqui che accomunano Lega e Gheddafi:

    APCOM – GHEDDAFI: VALDEGAMBERI (UDC), INNEGGIA A EUROPA ISLAMICA MA LEGA TACE

    ”Mentre Gheddafi inneggia all’Europa islamica, la Lega tace”. Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale del Veneto, Stefano Valdegamberi interviene, in una nota, a commento della ”grottesca esibizione di Gheddafi che, giunto ieri a Roma per celebrare il secondo anniversario della firma del Trattato di amicizia fra Italia e Libia, ha tenuto una ‘lectio magistralis’ a 487 ragazze reclutate da un’agenzia, donando loro copie del Corano e avanzando l’ipotesi di una futura Europa islamica, accettata senza fiatare dal Governo italiano”. ”Colpisce, in particolare – precisa l’esponente Udc – che a questo teatrino sconcertante abbiano assistito inermi i leghisti difensori dei riti celtici e del sapere dei druidi. Dove sono finiti i proclami del Monviso con tanto di ampolla dell’acqua del Dio Po o le strumentali difese delle teorie degli integralisti cattolici sbandierati ovunque nelle feste padane tra salsicce e boccali di birra?”. ”La difesa dei valori dell’Europa cristiana – conclude Vadegamberi – soccombe di fronte alle relazioni diplomatiche con un leader islamico magari per un pugno di petroldollari. E’ questa la coerenza della Lega Nord al governo? A Venezia si tuona contro Saladino mentre a Roma, come spesso accade, ci si inchina alla corte di cavalli berberi di Gheddafi. L’ennesimo esempio del doppiogiochismo dei seguaci di Alberto da Giussano: a San Marco messa in latino, a San Pietro genuflessi in direzione della Mecca”.

  6. Paolo scrive:

    …e manforte dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia:

    SIR – VISITA GHEDDAFI A ROMA: UNIONE GIOVANI EBREI, “RENDA CONTO DELLE CONDIZIONI DEGLI IMMIGRATI”

    “Invece di invitare l’Europa alla conversione, Gheddafi studi e si renderà conto che i suoi show sono possibili grazie a quella cultura ebraico cristiana che hanno reso oggi l’Europa libera, laica e democratica”.
    Durissimo il commento del Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia Giuseppe Piperno alla visita del leader libico in Italia. In una nota rilasciata questa mattina, Piperno scrive: “lo spettacolo offerto ancora una volta da Gheddafi è indecente”. Ed aggiunge: “non vorremmo che il nostro paese divenisse il palcoscenico per le prediche integraliste del dittatore libico”. “Il prossimo incontro lo faccia con noi – afferma Piperno – e ci renda conto delle condizioni disumane degli immigrati in Libia, dei diritti umani non rispettati o degli ebrei cacciati e uccisi dal suo paese nel 1967”. Secondo il presidente dei giovani ebrei italiani, “è giunta l’ora che una volta per tutte vengano definiti gli indennizzi e i risarcimenti degli ebrei dovuti scappare dai pogrom del 1967 e di tutti gli italiani con l’avvento al potere di Gheddafi nel 1970, questione di cui siamo certi il governo Berlusconi se ne farà interprete”.

  7. Giancarlo scrive:

    Caro Torsello, “pecunia non olet” ed il nostro Capo del Governo ne è convinto assertore.
    Ma credo, in fondo, che una buona parte degli Italiani si stia godendo l’inverecondo spettacolo, anche se, provvidamente, l’intervento di Gheddafi non è tradotto in simultanea!
    Purtoppo, anche per colpa di molti di noi, stiamo enfatizzando quel nostro collettivo comportamento che faceva dire a Flaiano la situazione è grave ma non seria

  8. Jivis Tegno scrive:

    Mi chiamo Jivis Tegno e sono editorialista sulla prima pagina di informazione su Facebook Italia, “INFORMARE PER RESISTERE”, con più di 282.000 Fans iscritti. Ho letto la sua lettera ai giornalisti. Complimenti! Ti mando qui sotto, il mio ultimo editoriale sul caso Gheddafi e pubblicato ieri su “informare per resistere”…

    Ecco Perché Muammar Gheddafi umilia in continuazione l’Italia!

    Il presidente libico Muammar Gheddafi, è arrivato a Roma domenica scorsa per celebrare il secondo anniversario del trattato italo – libico. Un trattato che permette azioni dirette da parte del governo italiano come la realizzazione per un periodo di 25 anni, di varie infrastrutture in Libia per una cifra di circa 5 miliardi di dollari. Il trattato inoltre favorisce gli scambi commerciali tra i due paesi. La Libia dal canto suo, dovrebbe combattere il fenomeno del terrorismo internazionale, del traffico di droga, ma soprattutto quello dell’immigrazione clandestina, fenomeno che preoccupa le autorità italiane, quando si sa che, la maggior parte dei gommoni ed altre imbarcazioni che arrivano in Italia cariche di clandestini, partono dalle coste libiche.

    Tuttavia, questo trattato non arriva per caso. Entra nella logica delle scuse fatte dall’Italia per la sua occupazione coloniale in Libia. Bisogna sottolineare che l’Italia, da tanti anni, paga già cifre enormi alla Libia per il suo passato da colonizzatore. Nel frattempo non si fa niente qui nel bel paese, per ricordare alle autorità libiche le espulsioni in Libia di migliaia di italiani ed ebrei 40 anni fa. Molte sono le famiglie italiane, riunite intorno all’associazione italiani rimpatriati dalla Libia (Airl), che hanno pagato molto caro queste ingiustizie e che non hanno ricevuto finora nessun indennizzo né da parte di Tripoli né dall’Italia, mentre vengono accolte le richieste del colonnello Gheddafi con la realizzazione di vari progetti. Inoltre, quest’ultimo non esita ad ogni sua visita ad umiliare le autorità politiche italiane. Muammar Gheddafi è un personaggio stravagante, arrogante e prepotente. Prova un piacere enorme ogni volta che visita il bel paese. Probabilmente le sue bizzarrie vengono studiate a tavolino prima che il colonnello intraprenda i suoi viaggi. Già nel giugno 2009, Gheddafi sbarco a Roma con un uniforme militare, con la foto di Omar Al – Muktar cucita sul suo petto e simbolo della resistenza libica, impiccato dai colonialisti italiani. Un gesto molto forte del colonnello!!! Sempre durante quella visita, Gheddafi non rispettò un appuntamento a Montecitorio con il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Il presidente Fini l’aspetto impalato ed invano per più di 2 ore. Un menefreghismo totale. Mai vista una cosa del genere nei rapporti bilaterali e diplomatici tra due paesi. Dopo il fiasco di Montecitorio, Gheddafi durante un’altra visita in Campidoglio, aveva invitato gli italiani ad annullare tutti i partiti politici, perché secondo lui, il simbolo del popolo italiano è la fratellanza, mentre il partitismo e la democrazia sono un fiasco. Che personaggio temerario! L’uomo non rispetta nessun dei valori repubblicani dell’Italia.

    Con questa ultima visita in Italia per il secondo anniversario del trattato italo – libico, non si è certo smentito. Già durante la seconda lezione di corano davanti a 200 ragazze presso l’Accademia libica di Roma, il colonnello Gheddafi ha prima richiesto alle ragazze di convertirsi all’Islam, poi ha dichiarato che: “ in Libia, le donne sono più libere che in Italia”, poi ha aggiunto che: “ l’Islam è l’ultima religione e che bisogna credere in una sola fede: quella di Maometto”. Gheddafi sa perfettamente che l’Italia è di religione Cattolica e che il Vaticano è in Italia, ma tutto ciò non gli impedisce di “buttare là” affermazioni provocatorie, umiliando cosi le personalità istituzionali e religiose italiane. Durante le manifestazioni in serata alla caserma “Salvo d’Acquisto” con la partecipazione ad uno spettacolo equestre con 30 cavalli berberi venuti appositamente della Libia, il leader della Jamahira ha affermato che: “ l’Europa deve dare 5 miliardi di euro all’anno alla Libia per combattere l’avanzamento dell’immigrazione clandestina, se non lo fà, diventerà Africa”. Un discorso con finalità ricattatoria.

    Da quando Gheddafi si trova in Italia, ci sono ogni giorno polemiche nella classe politica per il comportamento poco diplomatico dell’ingombrante ospite. Non è facile gestire la presenza di questo personaggio. Il colonnello mette sempre in pericolo il protocollo delle sue visite con cambiamenti improvvisi e visite inaspettate.

    Mi sono chiesto perché Gheddafi fa tutto questo? La risposta è semplice: “Dio denaro” comanda il mondo! Da quando gli è possibile dopo la revoca dell’embargo nel 2004 dall’Unione Europea, che durava dal 1986, la Libia è diventata uno dei partner privilegiati di molti paesi industrializzati e uomini d’affari del pianeta. Il paese è molto ricco con i sui pozzi petroliferi. Solo l’anno scorso, i fondi sovrani libici ammontavano a più di 40 miliardi di euro. Fondi che permettono alla Libia di acquistare azioni in molte società occidentali. La Libia attraverso la sua holding finanziaria che è la “Lybian Investment Authority” possiede il 7,5% del capitale della Juventus, il 7% di UniCredito, il 5% di Mediobanca, il 2% dell’ENI con trattative per portarlo a 10%.

    Gheddafi ha capito bene la cultura occidentale, sa perfettamente che il pilastro della società è il potere economico, ovvero i soldi e lui ne ha tanti. Ecco perché si comporta soprattutto con loro in questo modo: arroganza, prepotenza e mancanza di rispetto alle loro istituzioni. Gheddafi sa che, se un paese è povero non attira nessuno, anzi viene abbandonato da tutti nella sua miseria, se invece sei ricco, tutti bussano alla tua porta e sono pronti a coccolarti. La Libia è ricca e perciò suscita l’interesse di tutti. Il suo mercato si aggira intorno ai 40 miliardi di euro. Ecco il prezzo con il quale, Gheddafi si può permettere di acquistare per offendere la dignità di un popolo. Un mondo dove predomina il potere economico e non importano i valori umani e morali. Queste sono le ragioni per le quali, le autorità politiche italiane permettono al presidente Gheddafi, di calpestare la sovranità repubblicana e l’onore di tutto un popolo, per potere accedere così alla corte dei Petrodollari. Che vergogna!!! Anche la maggior parte dei giornalisti italiani, che tradizionalmente non dedicano nessun articolo nei loro mezzi di informazioni agli altri presidenti africani (poveri) che visitano l’Italia, riservano invece ogni volta che viaggia il colonnello Gheddafi nel bel paese, ampi servizi sui giornali e cosi, continua lo “show” del presidente libico. Che miseria professionale !!!

    Forse ho sbagliato nella mia analisi? Ditemi voi!

    Jivis Tegno

    Editorialista di “INFORMARE PER RESISTERE”, sito di informazione con più di 282.000 Fans iscritti.

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