Bioetica: Ford, trattare l’embrione come se fosse una persona

Pubblicato: luglio 1, 2010 in Società
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«The embryo is not a person but should be treated with the same care provided to a person»: l’embrione non è una persona ma va trattato come se lo fosse. È stata questa la risposta data dalreverendo Norman Ford, docente di bioetica del collegio don Bosco di Brusnswick (Australia) e intervenuto al convegno mondiale di Eshre sulla Fecondazione assistita alla Nuova Fiera di Roma, a quanti gli hanno chiesto quale sia la posizione ufficiale della Chiesa cattolica in relazione allo status dell’embrione.

«Il punto di vista cattolico sull’origine della vita – ha proseguito Ford durante un excursus storico sulle diverse dottrine che nei secoli si sono occupate della nascita della vita – si è sempre basato sulle fonti bibliche e sulla convinzione che ogni vita umana è unica nel suo essere e appartiene a Dio. Alla luce delle moderne conoscenze scientifiche sulla fecondazione, vi sono motivi sufficienti per ritenere che l’anima spirituale di ogni persona viene creata da Dio al momento del concepimento». Da qui la necessità di un rispetto senza condizioni nei confronti dell’embrione.

La dottrina cattolica, inoltre, è divenuta più stringente e condizionante dopo l’approvazione dell’aborto da parte di diversi paesi e all’indomani dello sviluppo delle tecnologie sulla fecondazione assistita. «Per la Chiesa – ha continuato Ford – la vita umana dev’essere frutto dell’unione matrimoniale.  La Chiesa si oppone alla creazione di embrioni umani mediante fecondazione in vitro. In particolare – ha aggiunto il reverendo – la Chiesa condanna la creazione extra-corporea di embrioni destinati deliberatamente alla ricerca che porta alla distruzione dell’embrione umano. Allo stesso modo, la dottrina cattolica condanna sia la creazione di embrioni umani clonati sia la loro distruzione nella ricerca terapeutica». Di IVF neanche a parlarne.

Tra le dottrine sconfitte dalla scienza e citate da Ford, inoltre, l’aristotelismo e la filosofia di Tommaso D’Aquino. «Secondo Aristotele – ha spiegato il reverendo – l’anima sensibile permea il feto solo quando si sono formati gli organi adatti a recepire l’esterno».  Da qui i concetti di vita vegetativa, sensitiva e razionale. «Per quasi duemila anni – ha proseguito – questa concezione ha dominato la filosofia e la biologia europea». Tommaso D’Aquino si è poi inserito nel solco dell’aristotelismo, rileggendolo nell’ottica cristiana: Dio crea l’anima razionale.

La dottrina aristotelica, infine, è crollata nel 1600, sotto il peso delle scoperte scientifiche e in particolare in seguito all’osservazione del ruolo svolto nella fecondazione da parte degli spermatozoi.

EF

Scritto per il settimanale scientifico Vita che nasce

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