Sostegno a distanza, nasce l’Anagrafe del Lazio

Pubblicato: giugno 10, 2010 in Società
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Il sostegno a distanza come strumento per rispondere alla crisi dei Paesi in via di Sviluppo. Nel Lazio sono oltre duecento, tra organizzazioni non governative, onlus, cooperative e fondazioni, gli enti che attraverso una fitta rete di contatti sul territorio riescono a raggiungere e a inviare fondi nelle zone più svantaggiate del pianeta. Un sistema che, secondo i risultati di una ricerca condotta dall’Osservatorio Povertà dell’Università di Roma Tre e presentata ieri, nella nostra Regione coinvolge quasi 1.700 volontarie 210 organizzazioni, di cui 99 iscritte all’Anagrafe regionale Sostegno a distanza (SaD) del Lazio, nata proprio come completamento dello studio.

«Non essendoci ancora un censimento a livello nazionale degli enti che si occupano di questa attività – ha spiegato Pasquale De Muro, presidente dell’Osservatorio – l’anagrafe vuole essere un ulteriore passo verso la trasparenza e un modo per permettere alle organizzazioni che si occupano di sostegno a distanza di fare rete».

Realizzata con il supporto della Regione Lazio e del ForumSaD – il Fourm permanente per il sostegno a distanza – la ricerca ha messo in evidenza come la maggior parte degli enti che si sono iscritti all’anagrafe – ben 74 – si trovino nella Capitale e nella provincia di Roma. Seguono Frosinone con 11 organizzazioni, Latina con 7, Viterbo con 6 e Rieti con un solo ente.

Interessante anche il dato relativo ai fondi raccolti: 67 milioni di euro in un anno (2008). Nel Lazio, inoltre, sono state 210mila le donazioni che hanno finanziato oltre 300 progetti attivi in più di 60 Paesi nel mondo. Si tratta per lo più di iniziative nell’ambito dell’istruzione e della formazione (175), sanitario (45) e alimentare (39). «La crisi economica – ha spiegato De Muro – non ha inciso particolarmente sul settore del sostegno a distanza poiché le donazioni non vengono fatte una tantum ma sono programmate sul lungo periodo».

Un’unica nota dolente: il 65% delle organizzazioni che su base volontaria hanno aderito all’anagrafe, non hanno inviato i bilanci. Un dato che ha messo in evidenza come, in mancanza di una legge che imponga la totale trasparenza nel settore, questa sia ancora affidata alla discrezionalità delle diverse associazioni. Da questo punto di vista, però, è da sottolineare l’impegno del Forum permanente per il Sostegno a distanza che ha messo a punto linee guida per le associazioni. «Negli anni scorsi – ha spiegato Vincenzo Curatola, presidente del ForumSaD – questo settore è stato erroneamente avvicinato alla cooperazione internazionale, accusata anche dai politici nostrani di riciclare denaro sporco. Si è trattato – ha concluso – di palese disinformazione. Sono due ambiti del tutto diversi».

EF

Pubblicato su Romasette.it il 10 giugno 2010

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