Freedom Flotilla, la verità sta nel mezzo

Pubblicato: giugno 1, 2010 in Mondo
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A Vittorio Feltri riconosco un merito: scrive ciò che non vorrei sentirmi dire. Sposta l’angolo d’inquadratura e crea una prospettiva a cui fino a un attimo prima nessuno pensava. Confesso: Repubblica mi annoia ma sono quasi sempre d’accordo, il Giornale stuzzica, mi fa incazzare ma ravviva il dubbio sulla versione ufficiale.

La questione della Freedom Flotilla, presentata dal Giornale con il titolo «Israele ha fatto bene a sparare» e che ha fatto discutere molti (gli stessi che si sono limitati al titolo, senza leggere il resto) ne è un esempio. Quella di Feltri è una provocazione bella e buona che non in molti hanno saputo cogliere. E il direttore del Giornale lo scrive chiaramente nel suo editoriale: «per concludere il discorso con una semplificazione polemica, desideriamo ricordare ai signori pacifisti che, se agiscono da supporto ai terroristi, tanto pacifisti non sono, semmai complici dei seminatori di morte». Un ragionamento che si lega con quanto scritto da Fiamma Nirenstein che sottolinea come l’Ihh, il gruppo promotore della spedizione Freedom Flotilla, sia da sempre una formazione «filo terrorista, attivamente amica degli jihadisti e di Hamas».

Non stiamo parlando di bianco e nero ma di quel grigio dove spesso si rifugia la verità. E che la ragione non stia nettamente solo da una parte – che non basti dunque salire su una nave per ammantarsi di buoni propositi – lo scrive anche David Grossman su Repubblica: «una piccola organizzazione turca, dall’ideologia fanatica e religiosa, ostile a Israele, ha arruolato alcune centinaia di pacifisti ed è riuscita a far cadere lo Stato ebraico in una trappola proprio perché sapeva come avrebbe reagito e fino a che punto era condannato, come una marionetta, a fare ciò che ha fatto». Poco prima Grossman aveva parlato citato «l’idiozia del suo (di Israele, ndr) governo e del suo esercito». Ed è ancora la giornalista Alessandra Baudel che sempre su Repubblica cita «l’ong turca Insani Yardim Vakfi […] fuorilegge in Israele perché accusata sia di finanziare Hamas che di avere stretti legami con il terrorismo islamico». «Israele – prosegue intanto, sul fronte “opposto” la Niernstein – aveva più volte offerto agli organizzatori della flotta di ispezionare i beni nel porto di Ashdod, e quindi di recapitarlo ai destinatari». Offerta rifiutata. È di poco fa la notizia che un’altra nave della Freedom Flotilla si sta dirigendo verso Gaza.

Che quella perpetrata da Israele sia una strage ingiustificata, in barba al diritto internazionale e da condannare, è fuor di dubbio. Ma è necessario tener conto di diverse variabili che spesso raccontano una verità molto meno unilaterale (guarda il video del blitz) di quanto la si vorrebbe o la si gradirebbe. Anche solo per comodità mentale.

EF

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commenti
  1. Fulvio scrive:

    Ricorda tanto l’episodio genovese che portò all’uccisione di Carlo Giuliani.
    A prescindere dal fatto che dal filmato non si vedono indizi atti al riconoscimento certo della nave, quali nome o altro, è però certo che quando sono loro ad attaccare, magari facendo anche migliaia di morti e feriti orrendamente mutilati, è legittima difesa. Quando invece la gente della nave in preda al panico cerca di difendersi, sono dei violenti terroristi.

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