Un anno fa l’allarme A-H1N1. E in Svizzera spunta l’anticorpo jolly

Pubblicato: aprile 22, 2010 in Società
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Era il 21 aprile di un anno fa quando sui telegiornali internazionali iniziò a circolare l’allarme “pandemia”. La notizia veniva dagli Stati Uniti dove era stato isolato un virus particolare, l’A-H1N1, alla base di un ceppo influenzale tipico dei maiali che per la prima volta aveva contagiato anche l’uomo.  Due bambini californiani le prime vittime. In pochi giorni la notizia fece il giro del mondo e balzò sulle prime pagine e nei titoli di apertura di giornali e telegiornali: il mondo intero avrebbe dovuto fronteggiare quella che i maggiori organismi di prevenzione internazionali già prefiguravano come una terribile pandemia, simile alla spagnola dei primi del Novecento.

I primi Paesi ad essere colpiti furono Messico, Stati Uniti e Canada. In poco piu’ di due mesi il nuovo virus arrivò in 74 Paesi, contagiando quasi 30mila persone e provocando 144 morti. L’11 giugno 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) dichiarava lo stato di pandemia.

AFFARI D’ORO – Con l’aiuto di statistiche che aggiornavano continuamente il numero dei nuovi contagi e dei morti senza però comunicare il numero di quanti guarivano, la psicosi A-H1N1 prese il sopravvento in tutto il mondo: unità di prevenzione negli aeroporti, pellegrinaggi fortemente limitati nei luoghi della religiosità islamica, corsa ai farmaci e nuovi contratti con le case farmaceutiche che fecero affari d’oro per il vaccino. Secondo i dati presentati due giorni fa, ad esempio, la sola Novartis Italia ha fatto segnare un utile del 7% nel primo trimestre del 2010, pari a un fatturato di 386 milioni di euro che salgono a 624 milioni se si considerano anche le vendite nel trimestre del vaccino per l’influenza pandemica.

Dopo mesi di campagna mediatica “di prevenzione” contro la Nuova influenza (come venne ribattezzata per evitare un crollo delle vendite nel mercato delle carni suine), il tasso di mortalità dovuto al virus A-H1N1, però, si rivelò bassissimo.

In Italia, secondo i dati diffusi dalla rete Influnet del Ministero della Salute, la mortalità è stata pari allo 0,0033% sul totale dei casi segnalati al sistema di sorveglianza, contro lo 0,2% riscontrato nella normale influenza stagionale. A questo dato va aggiunta l’alta percentuale di morti dovute all’aggravarsi di patologie croniche presistenti, fatalmente compromesse dal contagio da Nuova Influenza. A scatenare il panico, però, il martellamento di televisioni e giornali che davano conto di ogni singolo contagio e di ogni vittima. Se la stessa cosa accadesse in questi giorni per quanti vengono colpiti da allergie primaverili, forse scatterebbe l’ennesimo allarme pandemico. Il dato totale dei decessi su scala mondiale, secondo i dati forniti dall’Oms, ha fatto registrare 16.713 vittime (al 12 marzo 2010), e ha colpito 213 Paesi. In pratica un numero di morti – in tutto il mondo – inferiore agli abitanti di due quartieri di Roma.

VACCINI DA BUTTARE – Ad oggi, secondo quanto ha riferito la Bbc, in Gran Bretagna sono 34 milioni le dosi di vaccino contro la Nuova influenza rimaste inutilizzate che il governo dovrà comunque pagare. Di queste, 3,8 milioni saranno spedite in Africa e almeno 10,6 distribuite presso gli studi dei medici di base. Non si sa mai. Il resto potrebbe essere utilizzato il prossimo anno contro l’influenza stagionale.

La Francia, invece, aveva acquistato 94 milioni di dosi per una spesa totale di 675 milioni di euro e dall’inizio della campagna vaccinale, lo scorso 21 ottobre, sono stati vaccinati circa 5 milioni di francesi. Anche Parigi, però, ha deciso di rivendere “a saldo” le dosi in eccesso. Tra i primi acquirenti, il Qatar che ha già acquistato 300.000 dosi.

Diversa la situazione in Italia dove molto probabilmente il Governo dovrà addirittura pagare una penale alla Novartis. Dei 24 milioni di dosi acquistate, infatti, il Ministro per la Salute, Ferruccio Fazio, due giorni fa ha ricordato che «2,5 sono stati consegnati all’Oms in favore dei Paesi in via di Sviluppo». Un milione è stato somministrato in Italia e per «i restanti 11 milioni, il governo ha comunicato a Novartis di non procedere alla produzione. L’azienda ha chiesto un indennizzo e sono in corso trattative per giungere a una soluzione della questione».

Soldi pubblici, dunque, gestiti direttamente dalla Protezione civile senza il minimo controllo da parte della Corte dei Conti, come ha denunciato alcuni giorni fa il deputato dell’Italia dei Valori, Massimo Donadi: «Il governo e la Protezione Civile – ha detto Donadi – devono spiegare perché sono state acquistate 23 milioni di dosi in eccesso e soprattutto con un contratto capestro che non prevedeva la possibilità di rivalersi per danni e non prevedeva penalità in caso di ritardo delle consegne. Il governo italiano ha regalato una montagna di soldi alla Novartis, senza alcun beneficio per i cittadini, nonostante lo scetticismo degli esperti e i dubbi dell’opposizione. La segretezza sulla vicenda è tale che persino la Corte dei Conti ha avuto difficoltà ad accedere ai dati». Pronta la risposta della Protezione civile: tutte le iniziative da adottare per fronteggiare la possibile diffusione della Nuova influenza, tra cui l’individuazione dei fornitori e la quantificazione delle scorte di vaccino da acquistare, sono state prese dall’allora competente ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. E la Corte dei Conti? «a seguito delle controdeduzioni presentate dal ministero del Welfare – recita un comunicato della Protezione Civile – cui erano rivolte le richieste di chiarimento, riconosce esplicitamente l’eccezionalità e somma urgenza dell’intervento e stabilisce pertanto di non procedere alla disamina dei rilievi sollevati».

Un flop, dunque, che ha costretto l’Oms ad ammettere l’errore e ad aprire un’inchiesta sull’accaduto.

L’ANTICORPO JOLLY – Il Journal of Clinical Investigation dell’Istituto di Biomedicina di Bellinzona, intanto, ha fatto sapere di aver individuato un anticorpo “jolly”, capace di rispondere ad un numero altissimo di virus influenzali. È stato osservato, infatti, che alcuni individui vaccinati contro i virus dell’influenza stagionale (e quindi soltanto contro i sottotipi H1 e H3) riescono a combattere anche il sottotipo H5 tipico di un’influenza aggressiva come l’aviaria. In pratica, in alcune persone (molto rare) la normale vaccinazione contro l’influenza stagionale si trasforma in un jolly capace di combattere anche altri virus influenzali anche molti piu’ aggressivi.

IL NUOVO ALLARME – E mentre la psicosi da Nuova influenza sembra scemare, dalla Fao fanno sapere che potrebbe tornare tra noi proprio il virus dell’influenza aviaria: «Non dobbiamo dimenticare – ha osservato lo scorso 16 aprile il veterinario Juan Lubroth – che il virus ha ucciso 292 esseri umani, ha costretto ad abbattere o ucciso oltre 260 milioni di volatili, ha provocato perdite economiche in tutto il mondo per circa 20 miliardi di dollari ed ha distrutto le condizioni di vita a livello di piccoli allevatori. Fino a quando sarà presente anche in un solo paese, ci sarà un rischio per la salute pubblica da prendere seriamente in considerazione». E se non sarà per l’anticorpo jolly, bisognerà attrezzarsi. Per l’ennesima volta.

Pubblicato su Il Picco.it

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