L’affare Sonatrach potrebbe coinvolgere l’Eni ma in Italia è silenzio stampa

Pubblicato: febbraio 24, 2010 in Politica
Tag:, , , , , , , ,

Quelli energetici sono spesso affari sporchi. Miliardi di litri di petrolio o di gas che diventano dollari ed euro e fanno girare intere economie nazionali e societarie. Tra i colossi energetici mondiali c’è Sonatrach, azienda statale algerina per l’energia, coinvolta un mese fa in una serie di indagini per corruzione e malversazione nell’assegnazione di alcune commesse che ha visto azzerati i suoi vertici e la messa sotto controllo giudiziario del presidente, Mohamed Meziane. Tra le aziende coinvolte in questo scandalo a molti zeri, ci sarebbe anche l’italiana Saipem, del gruppo Eni.

Secondo fonti di stampa algerina citate dall’Ansa, diverse società straniere, tra cui Saipem, sarebbero coinvolte nelle indagini attualmente nelle mani del tribunale di Sidi M’Hamed ad Algeri. Sarebbero tre, ad oggi, i dossier scottanti attualmente in fase di istruttoria: uno riguardante un contratto da 580 milioni di dollari, siglato con l’italiana Saipem, un altro con il gruppo tedesco Contel Funkwerk Plettac da 142 milioni di dollari, e un terzo per il restauro della sede della direzione generale, da oltre cento di milioni di dollari, con l’americana Ccic. Il contratto da 580 milioni di dollari per realizzazione del gasdotto GK3, siglato in giugno da Saipem, sarebbe stato ottenuto dalla società italiana «in condizioni dubbiose» sempre in cambio di «servizi» o «commissioni», come «l’acquisto di appartamenti o ville a Parigi ed Algeri». Tra gli altri contratti non citati nell’inchiesta ma comunque siglati in questi ultimi anni da Sonatrach e Saipem, quello sul gasdotto Galsi che dovrebbe portare il gas dall’Algeria alla Sardegna.

Il presidente ad interim della compagnia algerina, Abdelhafid Fegouli, citato dalla stampa algerina ha dichiarato pochi giorni fa che «l’affare Sonatrach non ha avuto nessun impatto sul buon funzionamento della compagnia di Stato» che «continua a lavorare con Saipem». Allo stesso modo, ha precisato Fegouli, «non è stato annullato alcun contratto».

In Italia della vicenda non se ne è saputo nulla. Nessun organo di stampa si è occupato dell’inchiesta algerina. Saipem, di contro, non ha emesso alcun comunicato sulla vicenda e pochi giorni fa ha presentato il bilancio 2009: 732 milioni di euro di profitti netti (+1% rispetto al 2008). Come dire: è tutto in regola.

EF

Scritto per Il Picco.it

***

SEGUI EF’S BLOG SU FACEBOOK

commenti
  1. C’è poco da fare, per parlare di argomenti e di scandali come questo, nella condizione di asservimento della stampa italiana, non sono rimasti che pregevoli blog come il tuo. Che almeno ce li lascino!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...