Caso Cosentino: il testo integrale dell’ordinanza

Pubblicato: novembre 12, 2009 in Politica
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Dopo la richiesta di per misure cautelari nei confronti del sottosegretario al Tesoro, Nicola Cosentino – indagato per i presunti contatti con il clan dei Casalesi – depositata presso la Giunta per le Autorizzazioni della Camera, EF’s blog  mette a disposizione dei suoi lettori l’ordinanza integrale del giudice che ha richiesto tali misure.

Scarica l’ordinanzacosentino_ordinanza (Pdf), da cui sono tratti anche i virgolettati che seguono.

Nelle pagine del documento, in merito al progetto di termovalorizzatore sul suolo di Santa Maria La Fossa che avrebbe dovuto risolvere l’emergenza rifiuti in Campania, ad esempio, si legge che: «A.D.R. […] L’onorevole Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte “a monte” dal clan dei casalesi che aveva deciso che il termovalorizzatore si sarebbe dovuto realizzare nel comune di Santa Maria La Fossa e che anche l’affare del Consorzio CE4 / ECO4 era uno degli affari degli SCHIAVONE. Egli pertanto aveva dovuto seguire tale linea e avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell’ affare e, di conseguenza, tenere fuori il gruppo Bidognetti, e quindi anche me».

Tra i nominati, come leggerete, anche il deputato Pdl, Mario Landolfi, originario di Mondragone ed ex-ministro delle Comunicazioni (Berlusconi III, 2005-2006) del Governo Berlusconi.  «A.D.R.: Ho già riferito – si legge nel documento – che le parti politiche principali che intendemmo soddisfare erano rappresentate da LANDOLFI Mario e COSENTINO Nicola […] Ovviamente le assunzioni erano legate anche a esigenze di voto dei politici in relazione alle periodiche elezioni». E continua la dichiarazione contenuta nell’ordinanza: «A.D.R.: Una volta costituita l’Eco4, fu necessario renderla concretamente operativa, rendendosi necessario ottenere gli affidamenti da parte dei comuni. Intervenne anche qui VALENTE Giuseppe il quale ci consigliò di rivolgersi ai suoi referenti politici On. COSENTINO Nicola e LANDOLFI Mario, affermando che era necessario tale sostegno per gli interessi della società. L’Eco4 si rivelò poi una società che “faceva comodo a tutti”. Rappresento che circa il 70% delle assunzioni che vennero poi operate per la Eco4 erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politico-elettorali, richieste da VALENTE, COSENTINO e LANDOLFI».

«E’ interessante notare – aveva scritto poco prima il giudice – come il soggetto cui Michele Orsi accredita il ruolo di „interfaccia‟ con il mondo politico, sin dal momento della costituzione della società, sia Giuseppe Valente che ampiamente si diffonderà sulla riferibilità a Cosentino di tutte quelle „decisioni strategiche‟ della società mista che vedremo convergere con i piani espansivi dei gruppi camorristici descritti da Vassallo».

Ma Nicola Cosentino non sarebbe l’unico politico di spessore a disposizione delle cosche napoletane: nel corso di una riunione risalente al 2007, spiega il collaboratore Gaetano Vassallo, “ricordo che si fecero i nomi anche di alcuni politici nazionali”.  In particolare, Raffaele Bidognetti, oltre a Cosentino e Landolfi, avrebbe parlato degli onorevoli “Italo Bocchino” e “Gennaro Coronella”. E sebbene solo il Cosentino risulti al momento indagato il pentito assicura: il capomafia spiegò che tutti e quattro “facevano parte del ‘nostro tessuto camorristico’”. Buona lettura.

EF

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