La strage della fame: 5 milioni di bambini muoiono ogni anno

Pubblicato: novembre 11, 2009 in Politica
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L’Italia dimentica i progetti contro la malnutrizione nel mondo. A rendere noto lo sconsolante dato di 0,4 milioni di dollari impiegati negli ultimi quattro anni dal nostro Paese per progetti dedicati alla lotta contro la malnutrizione è Medici Senza Frontiere (Msf) che ha presentato oggi il rapporto “Malnutrizione? Quanto è stato speso”, a una settimana dal vertice della Fao sulla sicurezza alimentare (dal 16 al 18 novembre a Roma). Dal 2004 al 2007, il nostro Paese ha stanziato ogni anno appena 0,1 milioni di dollari. Una goccia nell’oceano della crisi alimentare. L’emergenza, per ora, coinvolge almeno 36 Paesi del mondo ma secondo quanto comunica l’Unicef, altri 16 sono a rischio.

L’emergenza fondi – Per malnutrizione, spiegano da Msf, ogni anno muoiono tra i 3,5 e i 5 milioni di bambini sotto i cinque anni, un’emergenza umanitaria che, secondo quanto comunica la Banca mondiale, avrebbe bisogno di almeno 12,5 miliardi di dollari di stanziamenti governativi internazionali e che invece viene affrontata con fondi pari a 350 milioni di dollari ogni anno. 

Le conseguenze della malnutrizione – Tra le conseguenze più gravi della malnutrizione, le difficoltà fisiche, una maggiore esposizione alle malattie a causa di un sistema immunitario debole, problemi nell’apprendimento e rischio di disabilità gravi e permanenti. A questi si aggiungono una minore resistenza immunitaria a malattie come il morbillo, l’aids e la malaria. Per i bambini al di sotto dei 5 anni, inoltre, servono integratori di vitamina A, di zinco a scopo terapeutico e anti-diarroico, insieme a multivitamici e medicinali vermifughi. Mentre per le donne in stato di gravidanza, sono richiesti integratori di acido folico e ferro, insieme al sodio o capsule di olio iodizzato. Secondo la Banca mondiale, inoltre, servirebbero almeno 3,6 miliardi di dollari per provvedere alle necessità dei bambini di età compresa tra i sei mesi e i due anni, attraverso la somministrazione di cibi ad alto valore nutrizionale – composti da pasta di arachidi, micronutrienti e latte – al fine di prevenire e curare la malnutrizione moderata. 

Un sistema da cambiare – “È necessario differenziare l’offerta di cibo che viene inviato nei Paesi dove è presente la malnutrizione – ha spiegato Nathalie Ernoult, esperta di nutrizione e curatrice della Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali di Msf – negli anni si è capito che inviare cereali senza latte, ad esempio, non è sufficiente ma mancano i fondi per diversificare e soprattutto l’organizzazione: può accadere – ha continuato – che Europa e Canada spediscano gli stessi alimenti inviati anche dagli Stati Uniti i quali – ha concluso Ernoult – spendono il 65% del budget per progetti contro la nutrizione per costi di trasporto e consegna2. Il sistema è dunque da ripensare a livello globale. Serve un coordinamento e una progettazione comune. Insieme a 12,5 miliardi di dollari “cash”.

EF

Pubblicato su Salute24 l’11.11.09

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