In ricordo di Alda Merini, poetessa alle radici della vita

Pubblicato: novembre 2, 2009 in Politica
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Alda Merini

Ho incontrato Alda Merini quando ancora studiavo Lettere alla Cattolica di Milano. Venne in università su invito della Federazione universitaria cattolica italiana, la Fuci, di cui facevo parte e ci parlò di poesia e di come innamorarsi della vita. Nell’aula non si poteva fumare ma lei una sigaretta se l’accese lo stesso e ci disse «vedete, per sentire davvero la vita è necessario innamorarsi anche di questo rivolo di fumo che si alza da questa sigaretta». E innamorarsi significava per lei saper entrare dentro ciò che ci si mostra davanti agli occhi, sentire in modo pneumatico la vita che scorre, toccarla, apprezzarla come fisicità che si manifesta e descriverla. La parola, in Alda Merini, rendeva la vita poesia.

Al termine della conferenza ricordo ancora che mi alzai e le regalai – timidamente – una mia poesia. Lei mi guardò e mi disse con la sua voce un po’ roca e un po’ dolce: «conservo tutte le poesie che mi regalano, ce le ho tutte da parte». E se la prese. E’ stata l’unica persona a cui abbia mai regalato una mia poesia.

La notizia della morte di Alda rimpicciolisce ancora di più quello spazio umano di figure cardine della nostra Italia che si sta sempre più svuotando, popolato un tempo da intellettuali come Enzo Biagi, Montanelli e anche, a buon diritto, da Alda Merini. La sua poesia, intrisa delle sofferenze di un’ingiusta prigionia in manicomio e della forza dell’amore e della vita ritrovata, nel XXI secolo ho paura che non potrà più avvicinarla nessuno. E non so perché ho l’impressione che l’Italia che si sta costruendo in questi anni (o destrutturando, a seconda dei punti di vista), sia sempre meno adatta a poeti e scrittori…sorda alle parole e frenetica nel turbinìo del nulla.

 

Alda Merini, da “Alla tua salute, amore mio”:

Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d’amore per te.

EF

***

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commenti
  1. Luigi scrive:

    Sono contento che ricordi quel giorno, Alda era l’ultimo poeta, ora chissà…

  2. Antonio scrive:

    Ho avuto il piacere di ascoltarla per qualche momento al telefono. Mi presentai e le volevo accennare della comune passione per l’Arte e la Poesia.Mi disse che non sentiva bene e che dovevo richiamare. Richiamai numerose volte ma non ebbi mai più risposta. Lei diceva che voleva “il governo dei poeti”,ma, almeno con me, non fu nè coerente nè gentile. Comunque era, è, e resterà una Grande Poetessa, che ha tutto il mio rispetto. Ho pregato per la sua anima dolce e dilaniata affinchè possa essere nella schiera degli Angeli. Saluti. Antonio.

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