Nicola Cosentino e il pericoloso refuso

Pubblicato: ottobre 21, 2009 in Politica
Tag:, ,

Sara’ sicuramente un refuso, altrimenti non si spiega. Eppure, il virgolettato comparso oggi nella chiusura dell’articolo a pagina 15 – Politica – del Corriere della Sera, lascia qualche dubbio. Il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, nella rosa dei candidati alla Regione Campania ma chiamato in causa da cinque pentiti e indagato per presunti legami con i casalesi, stando a quanto si legge nell’articolo, dice: «Io non ho nulla da temere. Ho annunciato pubblicamente e ripetutamente che quando saro’ ufficialmente candidato per le regionali mi dimetterò da parlamentare, rinunciando quindi all’immunità. E questa mi sembra la dimostrazione più chiara che NON (refuso?) ho la coscienza a posto e che sono un candidato più che presentabile». Eppure, refuso o non refuso, le promesse in politica – soprattutto in Campania – lasciano il tempo che trovano. Contano i voti. E questo Cosentino lo sa benissimo. «Io – dice il sottosegretario – sono il candidato naturale portato dal territorio». Come dire: ho i voti che interessano e servono al Pdl per strappare una regione da sempre feudo di Bassolino e della sinistra. Il resto sono promesse. Se saranno “da marinaio” o meno, lo si vedrà una volta conquistata la roccaforte.

Da un articolo pubblicato sull’Espresso il 9 ottobre 2008, a firma di Marco Lillo, si comprende però benissimo come le parole del sottosegretario in merito al “territorio” siano più che fondate. «Secondo quello che raccontava già nel 2000 il cugino di Sandokan, Carmine Schiavone, i primi patti elettorali tra i Casalesi e Cosentino risalgono alle elezioni amministrative del 1982, quando Nicola Cosentino militava nel partito socialdemocratico». Il “territorio”, dunque, conta. E non poco.

Ma veniamo alle società di Cosentino. Marco Lillo scrive: « L’impero Cosentino Il gruppo è composto da Aversana gas, Aversana Petroli (ingrosso); Ip Service (distributori di benzina); Immobiliare 6C e Agripont, che ha comprato una fattoria di 180 ettari a Pontinia, in provincia di Latina. Ma la società centrale è la Aversana Petroli, 80 milioni di euro di fatturato, fondata nel 1975 da papà Silvio ‘o Americano’, come lo chiamavano tutti per i rapporti di affari con gli Alleati nel primo dopoguerra. Per cinque anni la società tenta inutilmente di avere la licenza per distribuire il carburante che arriva solo nel 1980. Nicola intanto ha scelto la politica: entra in consiglio comunale a 19 anni nelle file del Psdi e a 21 è già consigliere alla Provincia di Caserta. Nel 1983 agguanta la poltrona di assessore, prima ai Servizi sociali e poi alla Pubblica istruzione. Qualche voce maligna mette in relazione l’aumento delle forniture di gasolio alle scuole con il suo incarico. Ma secondo i libri aziendali è la “forte capacità di penetrazione nel territorio” il segreto del successo. In una terra in cui è facile incappare nel racket, la facilità di penetrazione non è poca cosa. Anche se talvolta ci vuole un po’ di elasticità nella scelta dei partner. A Sparanise la pompa di benzina più vicina alla centrale fino al settembre 2007 era dei Cosentino, ma la gestiva il nipote di un boss, quel Giuseppe Papa condannato per omicidio. Due settimane fa l’impresa che gestiva la pompa dei Cosentino è stata sequestrata dalla Procura. Cose che accadono. In compenso i cantieri della centrale non hanno mai avuto problemi di criminalità. Proprio grazie alla sua capacità di penetrazione, la Aversana cresce lentamente fino ai 26 miliardi di lire del 1992. Lo stop che rischia di bloccare tutto arriva nel 1997, quando la Prefettura di Caserta nega il certificato antimafia per un appalto pubblico. Il motivo? Rischio di infiltrazione mafiosa». E in un altro articolo del 1 luglio 2009, sempre dell’Espresso, si puntualizza che «Mario Cosentino, fratello del sottosegretario, è infatti sposato con Mirella Russo sorella di Giuseppe Russo, alias ‘Peppe ‘u Padrino’, condannato all’ergastolo per associazione mafiosa e omicidio. Anche Tar e Consiglio di Stato hanno poi confermato il no al documento. Nonostante le sentenze, il certificato venne infine concesso dal prefetto di Caserta Elena Stasi, poi eletta alla Camera con il Pdl. Quattro pentiti di camorra nell’ultimo anno hanno parlato di rapporti tra Nicola Cosentino e i boss casalesi: relazioni negate dal sottosegretario». E non è errato ricordare che proprio alle aziende di famiglia era diretto il gasolio esploso – non certo per responsabilità di Cosentino, è ovvio – nella stazione ferroviaria di Viareggio.

EF

***

DIVENTA FAN E SEGUI EF’S BLOG SU FACEBOOK

commenti
  1. […] comunque presto per parlare di sussulto di coscienza per la nostra democrazia malandata: gli indizi erano già da un pezzo piuttosto eloquenti, quindi probabilmente l’iniziativa […]

  2. ANTONIO scrive:

    Riflessione:perche’ si cerca di mettere in cattiva luce un personaggio politico prossimo alla candidatura
    a presidente della regione Campania? – Forse per delegittimarlo – Allora la politica non conosce confini –

    • Redazione scrive:

      Caro Antonio, questa vicenda è nota a tutti – compresi dossier e inchieste de L’Espresso – almeno da due anni, ben prima che Cosentino fosse proposto alla guida della Regione Campania.
      Guardando a Feltri comunque, ti do pienamente ragione.
      Emilio

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...