Immigrazione: l’inganno di Lampedusa

Pubblicato: settembre 15, 2009 in Politica
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Sull’immigrazione è necessario fare un pò di chiarezza. Quella sui clandestini – ormai è evidente – è soltanto una campagna mediatica di stampo governativo che vuole dare l’impressione che l’esecutivo usi il pugno duro con i migranti. A fare notizia, infatti, sono soltanto i respingimenti e gli sbarchi sull’isoletta di Lampedusa, un vero e proprio lager per disperati. Eppure, a ben guardare i numeri, si tratta di un enorme bluff di Governo. A Lampedusa, infatti, secondo le statistiche diffuse dal ministero dell’Interno, nel 2008 è arrivato solo il 30% dei clandestini entrati illegalmente nel nostro Paese. E gli altri? Nessuno ne parla, non fanno notizia, ma passano quotidianamente le nostre frontiere. Qualcosa, nel meccanismo mediatico del Governo, non rispecchia la realtà e va chiarito.

Quando, diversi mesi fa, insieme a Paolo Ribichini andai sull’isola siciliana di Lampedusa, poco dopo il famoso incendio nel Centro di Identificazione ed Espulsione (Cie), la situazione era drammatica. I cittadini erano esasperati dalla presenza massiccia delle forze dell’ordine e la spiaggia vicina al porto era ricoperta di giubbotti di salvataggio privi di targhetta con il luogo di produzione. «Questi giubbotti di salvataggio sono stati trovati su un gommone e poi riutilizzati più volte durante i soccorsi ai migranti» ci aveva raccontato un pescatore. «Pensate – aveva continuato – che quando i clandestini sbarcano sull’isola la prima domanda che fanno è “Station? Station?”, sono convinti che questa sia la Sicilia». E i racconti parlano anche di pescherecci che scortano i gommoni fino a metà strada per poi tornare indietro nell’ultimo tratto: «E’ accaduto diversi anni fa, ma i migranti hanno raccontato di essere stati scortati da pescherecci in prossimità dell’isola. Gli avevano detto “vedete quelle luci? Quella è la Sicilia, seguitele e sarete in Italia”».

Il Cie, uno dei luoghi più famosi d’Italia e su cui il Governo ha costruito gran parte dei suoi consensi in materia di politiche d’immigrazione, è in una conca sorvegliatissima da militari e forze dell’ordine che dall’alto controllano sia l’interno che l’esterno. Per lo meno questa era la situazione alcuni mesi fa. «Su quest’isola ci sono più poliziotti che medici» ci disse un ristoratore lampedusano «nessuno pensa che invece c’è bisogno di sanitari, non di forze dell’ordine». E la situazione era talmente esasperata che alberghi e voli da e per l’isola erano monopolizzati dal personale del Ministero dell’Interno. I civili, anche se con volo prenotato, erano costretti ad attendere due o tre giorni in aeroporto perché polizia e carabinieri avevano la precedenza sui voli per motivi di servizio.

Oggi Lampedusa sembra essersi svuotata. Poche decine i migranti nel centro, gli altri, quelli che arrivano dalla Libia, se intercettati in acque internazionali, vengono rispediti a casa per direttissima. L’Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay, parlando dei respingimenti, stamattina ha detto che «in molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi». L’avamposto Lampedusa è dunque un progetto fallito? Sembrerebbe proprio di sì. Fallito dal punto di vista pratico continua invece a funzionare benissimo sul fronte mediatico. I respingimenti nelle acque italo-libiche, infatti, illudono i cittadini-telespettatori che il Governo stia facendo molto per limitare gli arrivi. Il tutto condito in salsa europea: «l’Unione non ci aiuta», è stato più volte detto dai politici nostrani.

Allora dov’è l’inganno? Cosa non ci stanno dicendo? Semplice: che se a Lampedusa arriva l’immigrazione mediatica, quella dei barconi, il restante 70% entra in Italia con un visto turistico o clandestinamente dai porti. Ci si nasconde nei camion, tra gli scatoloni delle merci sulle navi oppure, ancora, ci si lega sotto i tir che entrano in Italia. Un flusso poco controllabile se non con un ingente schieramento di uomini e forze. Eppure, nella nostra democrazia mediatica, cosa fa notizia? Lampedusa. L’isola è stata riempita di polizia, carabinieri e guardia di Finanza fino a farla scoppiare, è stato militarizzato un territorio facendo credere ai telecittadini che lì si trovi il problema da risolvere. E mentre il pugno duro contro un drappello di migranti fa gridare al successo i leghisti, il Governo taglia i fondi alle forze dell’ordine e scansa il problema delle frontiere-groviera con la Slovenia, del controllo dei porti e della vigilanza su quanti entrano con un visto turistico e non escono più dal nostro Paese.

EF

Scritto per Diritto di Critica

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commenti
  1. arial scrive:

    Di seguito riporto per intero lo scritto del sacerdote e chiedo a quanti seguono il ….. RAMADAN A GAZA, LA STORIA DI HAMSA E DEL PICCOLO ALI · COLERA, …google fa riferimento al tuo blog’ dov’è.? Volevo riportarla nel mio, naturalmente citando il tuo. Ciao, grazie e buon lavoro

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