Strage di via D’Amelio: il covo del castello Utveggio

Pubblicato: luglio 27, 2009 in Politica
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Dall’alto del castello Utveggio (nella foto) si controlla tutta Palermo. E probabilmente il 19 luglio del 1992, dai suoi torrioni e dai suoi merletti, dev’essere bastato un binocolo per avere la certezza che era il momento giusto per azionare il detonatore e dilaniare il giudice Paolo Borsellino con la sua scorta. Dal castello Utveggio la casa di via D’Amelio è visibillissima.

L’ipotesi che proprio dal castello Utveggio gli assassini del giudice antimafia abbiano quantomeno coordinato lo svolgersi della strage, sta prendendo sempre più piede tra i magistrati di Caltanissetta. Sotto la lente degli inquirenti è finito il Cerisdi, il Centro ricerche e studi direzionali, oggi sede di conferenze e dibattiti e di cui dall’aprile scorso è presdiente Adelfio Elio Cardinale, preside della facolta’ di medicina e chirurgia dell’universita’ di Palermo.

Sulla strage di via D’Amelio i giudici hanno scritto che «nel castello Utveggio aveva sede il Cerisdi, ente regionale dietro il quale trovava copertura un organo del Sisde». E che questo luogo divenne crocevia di utenze clonate, telefonate intercettate e, soprattutto, «il possibile punto di osservazione per cogliere il momento in cui dare impulso all’esplosivo».

Il telefonista
Condannato e poi assolto, Pietro Scotto, venne sospettato di essere il ”telefonista” che permise a chi uccise Borsellino di sapere che il giudice stava andando a casa della madre. Riconosciuto da due testimoni, Scotto – si legge nella sentenza – fu «autore di lavori non autorizzati sulla linea telefonica del palazzo di via d’Amelio». Scotto lavorava per la società Sielte, a cui facevano riferimento – sarà un caso? – anche i Servizi ed è fratello di Gaspare Scotto, boss del mandamento dove si è consumata la strage.

Secondo quanto è emerso dalle indagini tecniche di Genchi, nei minuti precedenti la strage, da diversi villini lungo il percorso compiuto da Borsellino e la sua scorta partirono telefonate verso l’utenza clonata di un’ignara signora napoletana.

Bruno Contrada
Ma non è tutto. Secondo quanto è risultato dalle indagini, dal cellulare di Bruno Contrada, partì una chiamata verso il Sisde appena 80 secondi dopo l’esplosione, quando nessuno era ancora a conoscenza dell’attentato. Contrada era in barca con uno 007 la cui utenza telefonica venne ritrovata anche a Capaci, sulla collinetta da dove venne azionata la bomba che uccise Giovanni Falcone, la moglie, Emanuela Morvillo, e quasi tutti gli uomini della scorta.
EF

commenti
  1. Più chiaro di così? L’hanno “messo in mezzo”, l’ignaro Contrada, per servirsene com’è sotto gli occhi di tutti in un processo-barzelletta penosissimo e lungo che offende l’intelligenza media degli Italiani!

  2. Redazione scrive:

    Ciao Marina, francamente non sarei così netto. Quella di Contrada è una vicenda che credo sia ben lontana dal trovare una definitiva…
    Emilio

  3. Mauro Caiano scrive:

    Secondo le intercettazioni di Genchi nei minuti precedenti la strage dai villini lungo il percorso seguito da Borsellino partirono telefonate verso l’utenza clonata di una signora napoletana … solo dopo 80 secondi dall’esplosione partì una telefonata dal cellulare di Bruno Contrada verso il SISDE, quando nessuno era a conoscenza della strage, ma Contrada era in barca con uno 007 la cui utenza era presnte anche a Capaci … allora i casi sono due … o Contrada aveva la PALLA di vetro ed ha letto tutto nella stessa o seconda tesi più logica è stato messo in mezzo da quel tale 007 che era anche sulla collinetta di Capaci da dove fu ucciso Giovanni Falcone … possibile che chi intercetta le telefonate (Genchi) abbia registrato dall’utenza di Contrada solo la telefonata in uscita verso il SISDE se qualcuno lo avesse chiamato direttamente avrebbe dovuto registrare anche la telefonata in entrata … ed allora?

    • Redazione scrive:

      A dire il vero, ci sarebbe traccia anche di una chiamata fatta da Contrada due minuti PRIMA dell’attentato, ma di questa si ha solo una testimonianza e non ho trovato altri riscontri, quindi ho preferito non scrivere una notizia incerta. All’epoca – cita la fonte – i tabulati non registravano le chiamate da mobile a fisso ma viceversa. Questa telefonata, comunque, viene citata anche dall’articolo de L’Unità che ho linkato nel post.
      Emilio

  4. Che peccato che il tuo commento alla mia affermazione sia tronco quindi incomprensibile: un civile confronto su questo angoscioso Mistero Contrada sarebbe finalmente auspicabile, per meglio comprendere le dinamiche politiche dell’annus horribilis 1992 ovvero l’anno indicato anche da Violante nel suo “Il Piccone e la Quercia” (ora, stranamente scomparso da biblioteche, librerie e persino dalla casa editrice) quale meta temporale per un “colpo di Stato”…. Comunque, ritengo che il discorso sia da approfondire non limitandoci esclusivamente alle esternazioni de l’Unità ma tastando la coscienza, la consapevolezza ed il pensiero di TUTTO il Popolo Sovrano, esente da “tessere” e “militanze”. Per mia cultura personale ho approfondito la conoscenza di 15 anni del processo Contrada, dei collaterali e dei succedanei ed ho ormai un’idea precisa sul complotto che l’ha visto vittima eccellente della “Mafia di Stato”, del Pentitificio istituzionalizzato e del Vittimificio privilegiato!

    • Redazione scrive:

      Marina, non ho abbastanza elementi per dire se sia stato un complotto oppure. Come credo non li abbia neanche tu. La vicenda di Contrada è controversa per moltissimi aspetti ma non penso nemmeno che quello dei pentiti sia stato, come lo chiami tu, il Pentificio istituzionalizzato. Ti ricordo che un giudice come Falcone iniziò a dare le prime spallate a Cosa Nostra proprio grazie ai pentiti (vedi Buscetta), le cui affermazioni sono state (accade anche adesso) adesso SEMPRE verificate dai magistrati.
      Il mio commento non era tronco ma esprime una sospensione del giudizio in attesa di ulteriori elementi che arriveranno, vedrai. Così come stanno emergendo le prime verità su via D’Amelio.
      E prima di accusare il “Pentificio”, ricorda che le dichiarazioni dei pentiti hanno per anni – e continuano a farlo – costituito l’ossatura delle inchieste di mafia. Ognuna va poi ovviamente valutata, ma addirittura definirlo Pentificio istituzionalizzato, mi sembra esagerato.
      A presto,

      Emilio

  5. lisa attisani scrive:

    Concordo con Marina e Mauro. Secondo me, la verità sulle 2 stragi non si saprà mai, xchè non vogliono che si sappia, x questo hanno incastrato il gen. Contrada come capo espiatorio! Vergogna!

    • Redazione scrive:

      Ribadisco che non sono né pro né contro Contrada. Detto questo, credo che l’azione di validi magistrati come Antonio Ingroia e i pm di Caltanissetta, stiano invece portando avanti un ottimo lavoro che ha permesso di chiarire numerosi punti prima lasciati del tutto al buio (vedi il “papello”). Le confessioni di Ciancimino jr (molte verificate, altre in corso di verifica) stanno facendo tremare i polsi a molti. Confido nella verità e non credo che le stragi si possano risolvere e chiudere con la sola colpevolezza di Contrada…è quantomeno esagerato.
      Emilio

  6. vittorio scrive:

    Se non altro in questo blog,l’amministratore mette in evidenza anche che ci possa essere stato un complotto,infatti dalle sue risposte si evince che non ha elementi certi e qualcuno è solo(come al solito)un”de relato”.Chi potrebe chiarire le vicende se ne guarda bene dal farlo.Un persona di spicco come De Gennaro per esempio ha le sue beghe a Genova dove ha esercitato pressioni forti sul Questore di Genova per dire il falso(sono stati chiesti due anni di galera).I pentiti ovvviamente tutti”de relato”(TUTTI!!!!)se ritrattano non sono creduti nonostante le numerose condanne accumulate per calunnia.Ma ora il loro pentimento non è più”buono”(prima si).Le testimonianze dirette di gente VIVA E VEGETA cone 158 alti funzionari dello stato,Questori,Capi della polizia.ufficiali dei carabinieri,ecc..non sono valse un fico secco di fronte alla monezza ,detta e contraddettasi, di 7 assassini(due erano di scorta in panchina pronti per entrare in partita alla chiamata dell’allenatore)che si vendevano per non fare galera e per benefici economici.Tutti i pm e presidentii hanno fatto carriera.ma nessuno dirà mai,Egregio Direttore del Blog,che dopo la prima assoluzione di Contrada anche l’appello stava per concludersi positivamente per Contrada con la richiesta di assoluzione(sarebe stata ua catastrofe come quela di Andreotti,Mannino,ecc)….la cosa strana è che quella notte partirono DUE della procura e la sentenza cambiò di colpo :da innocenza a colpevolezza.ma questo lo dovrebbero dirlo il magistaro ed il pm dell’appello,il funzionario della polizia di Palermo che la mattina sapeva la notizia.Comunque dette queste cose che non interessano nè ai politici,nè ai giornalisti,nè a nessuno se non a 4 deficienti(come me),io direi di lasciare morire in pace quest’uomo di quasi 80 anni,magari in galera con tutte le sue(reali malattie)le cartelle cliniche parlano da sole,le perizie dei CTU dei tribunali(se pur deficitarie, parlano tantissimo lo stesso)le perizie del prof.Barbagallo ultima,parla e grida da se….ma nonostante tutto questo io non sono per la riabilitazione nè per altro(tempo perso).Dico solo di farlo morire in pace senza più accanirsi contro un uomo(per me INNOCENTE)alla fine dei suoi giorni ed umiliato dallo stato e da chi non sa una virgola dei suoi processi e della sua storia.Che vada in galera,il Tribunale dellala sua coscienza lo ha assolto da tempo.

  7. michela guglielmi scrive:

    Apprezzo molto l’apertura al dialogo e al confronto, raro in questo strano mondo dell’informazione chiaramente schierato.
    Rivolgo questa mia ingenua domanda, da spettatrice, e non da addetta ai lavori:
    Possibile crdere ancore nei pentiti, e non crederli piuttosto funzionali ai giri di valzer decisi da cosa nostra al momento dei cambi ai vertici, e non notarne la ciclicità, sempre prossima a qualche evento politico, magari in prossimità delle elezioni?
    Per quanto riguarda Bruno Contrada ritengo che fosse il capro espiatorio più comodo, leggi scomodo, in quel determinato periodo, e questo spiega il grande accanimento, e la non volontà di rivedere onestamente le cose, sarebbe troppo imbarazzante, una vergogna per la giustizia italina, sempre che ne esista ancora una.

    Michela Guglielmi

    • Redazione scrive:

      Cara Michela, continuo a credere nei pentiti perché la colpa di eventuali errori non è loro ma dei magistrati che non hanno saputo vagliare a sufficienza le loro dichiarazioni. Spostandoci dalla Sicilia alla Campania, è proprio grazie ai pentiti che un pool come quello di Napoli ha potuto scardinare clan come i La Torre di Mondragone e sta lavorando ai fianchi i Casalesi. E che la mafia tema i testimoni, si è visto anche nei recenti delitti in pieno centro a Casal di Principe, dove l’imprenditore Michele Orsi, che stava per raccontare ai magistrati gli illeciti dei clan in materia di smaltimento dei rifiuti, è stato crivellato di proiettili davanti a tutti.
      Dire che tutti i pentiti sono manovrati o hanno secondi fini, perdonatemi, è fare di tutta l’erba un fascio.

      Emilio

  8. Premesso che apprezzo molto l’onestà intellettuale della REDAZIONE ed il civile confronto instauratosi, mi preme sottolineare alcuni punti:
    a)per principio non credo ai “pentiti”; Giuca e Pulci si sono addirittura “pentiti d’essersi pentiti” eppure, sotto processo a Caltanissetta per CALUNNIA in danno del prefetto Contrada, tutto fa pensare alla prescrizione quindi all’impunibilità dei predetti;
    b) Ingroia è uomo di eccelsa intelligenza diabolica eppure non ha fornito PROVE concrete e certificabili delle accuse mosse a Contrada e che costituicono i punti-cardine della motivazione della sentenza;
    c) Il prospettato processo Borsellino quater… ma anche il quinto…il sesto e il settimo a venire… rispecchiano esattamente la struttura complottistica dei primi tre, con i medesimi personaggi e le solite bufale di delinquenti incalliti cui nemmeno la Pietà di Gesù Cristo darebbe credito. Non a caso, oggi è stato condannato un tal Monforte, deputato di Forza Italia, credo in virtù del medesimo “spurio giuresprudenziale” ovvero di reato non previsto dal codice penale ch’è il “concorso esterno in associazione mafiosa”. Ancora, l’implicazione di altri dirigenti dei Servizi Segreti la dice lunga… circa il medesimo canovaccio della nuova commedia del teatro dell’arte al novello debutto.
    d) E’ davvero singolare che Salvatore e Rita Borsellino si siano sostituiti in tutto e per tutto alla vedova ed ai figli del giudice Paolo Borsellino, non senza contrasti familiari, sanciti persino da una denuncia della giunta di Salemi ai fratelli Borsellino che vietavano alla cognata la partecipazione ad un dibattito pubblico sul tema specifico;
    e) Urge, visti anche i recenti fatti delle allegre procure siciliane, quali lo scandalo del PM Olindo Canali e del processo Alfano, oppure l’odissea giudiziaria dell’avvocato Santalco, organizzare anche e soprattutto un’associazione Vittime dell’Antimafia!

    • Redazione scrive:

      Cara Marina, non entro nel merito di Contrada poiché non ho la competenza e potrei scrivere banalità. Ma ti rispondo per quel che riguarda il “concorso esterno in associazione mafiosa” reato su cui si è pronunciata – proprio per quel che obietti tu – la Corte di Cassazione. La Corte Suprema ha stabilito che il concorso esterno nel delitto associativo riguarda “quei soggetti che, sebbene non facciano parte del sodalizio criminoso, forniscano, sia pure mediante un solo intervento, un contributo all’ente delittuoso tale da consentire all’associazione di mantenersi in vita, anche limitatamente ad un determinato settore, onde poter conseguire i propri scopi”. (Cass. Sezioni Unite Penali, 5 ottobre 1994).
      Il reato dunque c’è e non è un qualcosa inventato dai magistrati. Pensi davvero che un condannato in un processo di mafia per un reato che non esiste non avrebbe sollevato un polverone (a livello sia giuridico che mediatico), quando fosse stato per un reato “non previsto dal codice penale”?
      Su Salvatore Borsellino non so cosa dirti. Si sarà – è evidente – sostituito ai familiari diretti ma ha anche lui il diritto di gridare contro uno Stato assente e – se i sospetti un giorno fossero confermati – anche assassino. Suo fratello è stato disintegrato da una bomba, non dimentichiamolo.
      E in ultimo, puoi davvero dimostrare che Ingroia non ha fornito prove?

      Emilio

  9. Per carità! Suvvia, Emilio, rileggiti il dispositivo della sentenza e dimmi se esistono prove CERTE, PROVATE e CERTIFICATE o se il processo Contrada non si è basato sulla calunnia, l’illazione, sui “sentito dire” ma soprattutto sulle parole messe in bocca ai morti!!! Per quanto, poi, riguarda l’acidità di Salvatore Borsellino nei confronti di Contrada, anche qui il fratello del più illustre e valido magistrato riciccia sempre le solite TRE “suggestioni” riportate a memoria emozionale e la LEGGE se non erro ha bisogno di prove concrete non di suggestioni! Oltretutto, Contrada è già stato escluso dal sospetto d’essere presente in via d’Amelio immediatamente dopo lo scoppio, per trafugare una comunissima agenda rossa editata dall’Arma e sulla quale un personaggio autorevole come Borsellino non credo scrivesse notizie riservate che – magari – archiviava in maniera molto più segreta e “tecnologica” chissà dove… L’occasione mi è anche gradita per sottolineare che Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino non sono stati gli unici EROI caduti nella lotta alla Mafia, principiata proprio da Contrada quando la Mafia non era un’emergenza nazionale e che ha conteggiato circa 240 mafiosi assicurati alle patrie galere.

    • Redazione scrive:

      Il dispositivo della sentenza non l’ho letto e per questo – come ho già detto – non entro nel merito. Chiedevo a te di scrivere qui i dubbi e i punti oscuri della condanna.
      Che Falcone, Borsellino e Dalla Chiesa non siano gli unici eroi, lo so bene…anzi, domani è l’anniversario proprio dell’omicidio Chinnici. Ci sarà anche Alfano, diversamente da quanto è successo per la commemorazione in via D’Amelio…
      Emilio

  10. Ogni documento è pubblico sul sito http://www.brunocontrada.info Oltretutto, l’intera documentazione è visionabile presso la Procura di Caltanissetta. “Chi vuole vada chi non vuole mandi”… si dice dalle mie parti. Lo scandalo più grave è che un fornitissimo archivio storico di centinaia di faldoni che alcun avvocato della Difesa s’è preso la briga di visionare è presso l’abitazione del dottor Contrada! …
    Una carriera brillantissima, un ruolo autorevole, encomi scritti persino da Falcone…. dimmi tu in cambio di cosa Contrada avrebbe barattato tutto questo se non ha un soldo, la famiglia vive in un alloggio di servizio ed ha subito l’onta e il fango, il carcere e l’infamia?

  11. Mauro Caiano scrive:

    Caro Emilio
    noto con piacere che con Te si può dialogare senza riserve mentali … Ti pregherei di leggere attentamente quanto scritto al link:
    http://blog.libero.it/lavocedimegaride/7373193.html
    così poi potrai forse avere anche delle riserve sulle dichiarazioni dei pentiti.
    Mauro

    • Redazione scrive:

      Caro Mauro,
      avevo già visto il vostro sito ieri sera ma purtroppo – per ora – manca il tempo e sto già portando avanti un’altra inchiesta che mi ruba tutto il tempo libero. Prometto comunque di trovare del tempo per visitare il sito come anche il portale su Contrada.
      In merito ai pentiti, posso anche accettare che alcune volte le loro dichiarazioni possano essere state usate per secondi fini, ma bocciarli in toto è sbagliato. La mafia è la prima a tremare quando qualcuno apre bocca e inizia a raccontare. I pentiti sono una delle migliori armi che ha in mano lo Stato per scardinare le mafie, ma è lo Stato stesso che deve vagliare con intelligenza le loro dichiarazioni.
      Emilio

  12. vittorio scrive:

    ovviamente non mi aspetavo una risposta per il caso Contrada ed infatti non l’ho avuta.ma omai per Contrada ci siamo(quei pochissimi sparuti venusiani)ad essere ignorati.Apprezzo,lo ripeto,il silenzio di chi non sa e lo ammette apertis verbis.ma non posso tollerare,io tollerante da sempre le più gravi ingiurie,che si maqgnifichi l’opera dei pentiti.Il tema era riferito a Contrada e via d’amelio e la risposta si sposta(inevitabilmente)sui casalesi ecc….ma non era questo il titolo dela nota…..ma anche in quersto caso se accettiamo il pentito,perchè non accettiamo il pentimento del pentimento?Due pesi e due misure come sempre.basta dire che si è antimafia,come se gli altri onesti che non lo gridano a 4 venti,non lo siano.Per mia educazione intellettiva non parlo mai della fisica perchè non la conosco,non parlo mai di come si cucina la carbonara perchè non lo so,rischierei pessime figure.Allora chi non conosce,ripeto,nemmeno le virgole di un rigo qualunque della vergogna italiota ordita ai danni di Contrada,che si taccia o si studi acriticamente e senza prevenzioni miglia e migliaia di pagine e tuti i procesi come ha fatto da anni il sottoscritto.
    grazie per l’ospitalità

    • Redazione scrive:

      Vittorio, quello dei casalesi era un esempio fatto perché ne so anche più di qualcosa e posso parlarne. A differenza del caso Contrada che, come è evidente, non era l’argomento del post ma occupava appena quattro righe, senza alcun riferimento al processo. Ho riferito semplicemente le evidenze tecniche certe (non ho citato nemmeno la testimonianza ”probabile” sulla telefonata ricevuta). Per quanto riguarda lo sparuto gruppo, invece, siamo in tanti. E con ambiti diversi. Anche io ho la mia nicchia di carte processuali su una vicenda che ormai non interessa più nessuno. Ma ne scriverò quando avrò finito. Tra qualche anno, probabilmente.
      Grazie a te per la visita

      Emilio

  13. Mauro Caiano scrive:

    Caro Emilio
    allora visto che per ora hai poco tempo per leggere AFFERMAZIONI di pentiti ESTORTE da Magistrati … Ti voglio solo ricordare il CASO ENZO TORTORA …
    Quando i Sigg.ri magistrati hanno LIBERATO UN UOMO “MORTO”

  14. vittorio scrive:

    Ti ho riconosciuto nel mio primo post una certa obiettività che oggigiorno è vitù raririssima,ma ho letto il titolo della nota ed a quella mi sono(ci siamo)rifrito(i):STRAGE VIA D’AMELIO:IL COVO DI CASTEL UTVEGGIO.Non mi fido punto a parlare o a commentare la tragedia della camorra(come la mafia9in quanto ti reputo più informato di me e più competente,ma non posso esimermi dall’evidenziare che la nota titolava ben altro e su quello tutti hanno postato,me compreso.Mi piace che ci sia qualcuno,come te,(persone rare)che si occupino(come me..noi)di certi argomenti..l’unica cosa che auspico è che si parli solo quando si è informati e bene.Noi abbiamo il dovere di non infinocchiare la gente(come fanno tanti magistarti e politici servi del potentato economico)ma di informarla dopo esserci informati,noi,a dovere.Questa ritengo sia l’onestà intellettiva e morale di tutti quelli(io e te compresi9che non abbiamo ricompense,ma solo bisogno di giustizia.

  15. vittorio scrive:

    p.s.
    scusa per il post scriptum
    il concorso esteno in associazione mafiosa è stato valutato da illustri e benemeriti giuristi di destra di centro e di sinitra come una stortura del sistema italiano:Berti,Giannone,De Santis,Botta,Croce,Puliafico,Telleri,Fiorino,De Guido,ecc….quasi tutti di sinistra o moderati.Se io favorisco la mafia anche solo dall'”esterno”sono mafioso e basta non concorro prorpio a nulla di esterno ma sono colluso ed interno senza altra alternativa.Se non lo faccio non lo sono.Anche il laburista Norman Jones ha criticato nel 2004 questo aborto giuridico italiota.Non può una procura inventare o proporre un reato inesistente…a cosa serve il legispaltore?eppure questi togati superpotenti ed intoccabili avrebbero potuto in almeno 5 governi di sinistra(dal 1994 ad oggi…2 Prodi.2 D’alema,un Conso,un Dini)cambiare le leggi.Non lo hanno fatto proprio per l’opposizione di grandissimi giuristi di sinistra(uno di questi era un mio zio materno dichiaratamente di sinistra).Non si altera u sistema democratico consolidato come quello italiano relegandolo al ruolo di paesi dittatoriali sud-americani.

  16. alberto di salvo scrive:

    In effetti la nota parla nelo specifico dei pentiti di via D’amelio e del covo di castel Utveggio,pertanto le osservazioni espresse da Vittorio e dagli altri che sono intervenuti,mi sembrano pertinenti e più che sacrosante.L’argomento è specifico e la nota di Emlo o della redazione è molto esplicita.Accolgo l’invito(ma l’ho semre fatto)di Vittorio di parlare solo quando si hanno elementi e conoscenza degli argomenti che riguardano la vita delle persone con tutte le sofferenze del caso.Non voglio dire che se uno è colpevolista debba cambiare opinione obtorto colo,ma che almeno dia una motivazione approfondita(soprattutto se giornalista)delle vicende.Altrimenti meglio parlare di ricette di cucina o di vela.Quando io dico che Di Pietro è un ladro,motivo le mie dichiarazioni con prove e fatti,quando dico che travaglio è un coluso mafioso lo dico con prove e con fatti.Stava a Trabbia nella casa di alfano l costruttore(condannato per mafia)era stato presentato da Ciurio(condannato per mafia)più si aggiunga un trzo amico condannato per mafia anche lui.ha messo nel suo blog laq facciata di unassegno a sua firma8non richiesto)ma ha omesso il retro con la girata di un amministratore della casa sootto cura per fallimento(di un mafioso).Nesna procura ha mai voluto indagare8la competente guarda caso era quella di palermo il cui(uno dei tanti noti)pm aveva presentato Ciurio a Travaglio.Allora io dico le cose e faccio nomi e date(estate 2011 ed estate 2002).mi pare che Vittorio abbia anche circostanziato l’aborto democratico legislòativo del concorso esterno citando tuti i nomi dei giudici..ma anche in questo caso nesuna risposta da parte di emilio.
    grazie per l’ospitalità(se accettata)

    • Redazione scrive:

      Caro Alberto, inziamo con il dire che delle affermazioni e delle accuse che scrivi nei commenti ti assumi ogni responsabilità.
      Per quanto riguarda le risposte, IL MIO POST NON ERA SU CONTRADA NE’ SULLA SUA POSSIBILE COLPEVOLEZZA O INNOCENZA. Se avessi voluto, ne avrei scritto uno incentrato sulla vicenda Contrada e invece, mi sembra EVIDENTE, qui si parla di intercettazioni. Non solo. Avrei potuto anche citare la famosa telefonata che sarebbe stata fatta da Contrada due minuti prima dell’attentato e che risulterebbe da una testimonianza. Dal momento che non è certa, non ho scritto nulla. Gli elementi devono essere certi. A chi ha commentato prima di te, in modo molto civile, ho risposto non per sentito dire ma a chiare lettere: non ho letto il dispositivo della sentenza su Contrada e quindi – nel merito – non mi pronuncio. Se l’avessi fatto in base non ai fatti ma alle voci, avreste detto che i giornalisti parlano a vanvera o sono faziosi. Insomma, diciamocelo, non appena uno sente la parola ”giornalista”, spara a zero comunque. E sul fatto che i giornalisti NON possono non conoscere o non sapere, mi dispiace per te ma devo smentirti. Non siamo onniscenti e nella vita SI STUDIA e si lavora. Proprio per questo motivo, non ho scritto specificamente su Contrada ma sulla testimonianza data da Gioacchino Genchi su via D’Amelio e sulle risultanze delle intercettazioni dal castello Utveggio (repetita juvant).
      Negli articoli – concludo – i fatti si inseriscono nell’incipit. Se fosse stato Contrada il focus del post, ne avrei parlato subito e avrei sviluppato la sua posizione in relazione a via D’Amelio. E invece ho fatto esattamente il contrario.
      Saluti

      Emilio

  17. alberto di salvo scrive:

    INFATTI IO SCRIVO SOLO DI ARGOMENTI CERTI E NON DEI SENTITO DIRE E CON CARTE ALLA MANO.E MI ASSUMO IN TOTO LA RESPONSABILITA’DI QUELLO CHE SCRIVO E TI LIBERO DA OGNI RESPONSABILITA'(di cosa poi non lo so)il giornalismo e l’informazione non devono temere bevagli.Ripeto che,con tutto il rispeto dovuto a te come persona e come giormnalista o direttore del blog,è meglio non parlare mai di cose di cui non si ha cognizione.Si rischia di fare del male alla gente che non si conosce e di distorcere la verità.Meglio parlare di altre cose.Chissà perchè citi sempre quella telefonata,di cui non vi è nessunissima certezza e nesunissimo significato dato che anche i pipistrelli non ne hanno mai parlato o fatto uso.Pensa tu,per logica,se le iene avessero avuto solo un minimo appiglio!!!!!1Ti consiglio cordialmente di studiare bene gli argomenti che affronti anche perchè hai l dovere,esendo aministratore o curatore o direttore di un blog,di informare correttamente.io mi assumo sempre le responsabilità ed in vita mia,sempre con carte alla mano,non ho mai avuto querele e non per quelle cose distorte che sai tu(lo ammetti tu steso con dignità ed onestà)distorte nel senso non offensivo per te ma distote perchè scrivi delle cose non vere di cui poi affermi che non sei informato.Questo è un fatto di cui tu di devi assumere la responsabilità,ovviamente.Spero che tu abbia sempre le carte nel caso dovesi dimostrare.
    cordiali saluiti
    Alberto

    • Redazione scrive:

      Alberto, forse non te ne sei accorto ma delle cose cito, nel post ho linkato anche la fonte. E credimi, quando decido l’argomento di un post so di cosa parlo, altrimenti non ne scrivo (non so come farti capire che il pezzo non è su Contrada, ma amen…di sicuro gli altri se ne sono resi conto). Un’altra cosa, i consigli e le critiche costruttive le accetto, ma le lezioncine puoi anche farle a qualcun’altro. E se accusi questo o quello di essere ladro, mafioso o altro, certo che te ne assumi la responsabilità. E’ normale. Altro che bavagli.

      Emilio

  18. Giorgio scrive:

    Francamente vorrei spezzare una lancia a favore di chi ha scritto l’articolo. Mi spiegate cosa c’entra tutto questo accanimento su Contrada quando se ne parla solo in una riga?
    Avevo finito di leggere il post quando mi sono reso conto della pioggia di commenti. Mi sembra che abbiate sviato del tutto l’argomento. E anche con toni davvero saccenti che poco si addicono a chi vorrebbe divulgare una qualche verità. Bene chi ha risposto che ha ammesso le lacune. Credo sia virtù rara oggi.
    Per il resto concordo con Emilio, l’argomento era un altro. Tranquillo, la gente se ne accorge😉
    Ciao e complimenti per il blog
    Gio

    • Redazione scrive:

      Ti ringrazio Giorgio, ho scritto in tutti i modi che questo articolo (che ho ripreso dall’Unità con un link alla fonte e dal sito di Genchi) non era incentrato su Contrada …e meno male che qualcuno se ne accorge😉
      Di sicuro però, nonostante la saccenza (come scrivi tu) di alcuni, metterò in cantiere anche il caso Contrada. Per ora sto perdendo gli occhi su un’altro caso. E sono circa cinquemila pagine.
      Ciao e grazie,

      Emilio

  19. Cari Giorgio ed Emilio, è lapalissiano che ogni riferimento alla strage di via D’Amelio chiami in causa e rimandi al “caso” Contrada; in primis, per i ripetuti attacchi di Salvatore Borsellino eppoi perchè, come cita autorevolmente Lino Jannuzzi (un po’ più autorevole de l’Unità nonchè autore di alcuni libri sul processo Contrada e annessi) “In questi giorni si parla con insistenza del coinvolgimento dei servizi segreti…
    «Non è una novità, ci provarono già all’inizio, tentando di trascinare in questa storia Bruno Contrada, che per fortuna sua era su una barca con 10 persone e riuscì a smentire la sua presenza in via D’Amelio».
    E ora c’è il misterioso 007 con la faccia da mostro che comparirebbe sulle scene di tanti altri misteri palermitani…
    Comunque, in autunno il Comitato Bruno Contrada pubblicherà un libro abbastanza esaustivo sull’argomento, ricco di notizie che la Stampa di regime non ha mai diffuso!
    Sono giornalista anch’io e per quanto mi riguarda abolirei oltre l’ICI anche l’Ordine dei Giornalai!

    • Redazione scrive:

      Sull’autorevolezza nutro qualche personale dubbio, ma sono opinioni. Ed ecco cosa mi era capitato tra le mani una ventina di giorni fa. Alla fine si può cliccare sulla fonte

      10 luglio 2009
      Milano. Il giornalista ed ex senatore Lino Iannuzzi è stato condannato a sei mesi di reclusione per diffamazione a mezzo stampa nei confronti dei magistrati di Palermo che rappresentarono l’accusa nei processi a Giulio Andreotti e a Bruno Contrada, in relazione a due articoli pubblicati sul settimanale Panorama.
      La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico della sesta sezione penale del Tribunale di Milano. L’ex procuratore capo di Palermo, ora a Torino, Gian Carlo Caselli, e i magistrati Roberto Scarpinato, Guido Lo Forte, Gioacchino Natoli e Antonio Ingroia si sono costituiti parti civili nel processo, rappresentati dagli avvocati Ettore Zanoni e Enrica Domeneghetti. Alle parti civili il giudice ha riconosciuto una provvisionale di 15 mila euro. Iannuzzi era stato già condannato a un anno e 3 mesi, con sentenza confermata dalla Cassazione nel febbraio 2007, a seguito di una querela di Caselli e altri 7 pm di Palermo per il contenuto del libro ‘Il processo del secolo’ sul caso Andreotti. Nel processo che si è concluso oggi, invece, era stato querelato per due articoli pubblicati il 22 e il 29 novembre 2001 e intitolati rispettivamente ‘Pressione bassa e udienze infinite’ e ‘Il pentito? Ai pm piace double face’. Nel secondo articolo Iannuzzi, tra le altre cose, parlava dei magistrati di Palermo come di “indegni eredi di Falcone”. Il 16 febbraio 2005 al giornalista era stata concessa la grazia dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che aveva riguardato anche una serie di condanne per diffamazione comminate all’ex senatore. Nell’aprile scorso, poi, per un altro processo per diffamazione ai pm del processo Andreotti il giudice monocratico di Milano ha trasmesso gli atti alla Consulta.
      Fonte: (ANSA)

      • Cara REDAZIONE, la notizia postata su Jannuzzi noi l’abbiamo data in tempo reale: SAPPIAMO!.. Ecco, perchè facciamo i necessari “distinguo” tra GIORNALISTI e GIORNALAI, cercando disperatamente, stoicamente e GRATUITAMENTE di appartenere alla PRIMA CATEGORIA, iscritta ormai alle liste del WWF !

  20. Stefano scrive:

    Ciao a tutti.
    ma chi ha scritto non ha accusato proprio nessuno, perché sono corsi tutti ai ripari? E su Contrada, sono contento stia a casa viste le sue condizioni di salute, ma sul processo mi sembra strano che se ci fossero stati elementi di innocenza, in tutti questi anni non siano usciti fuori. Non credo che Ingroia e gli altri pm di Palermo siano degli incompetenti. E Iannuzzi è noto, non serviva l’Ansa.
    Tutta questa discussione è inutile secondo me.

    Stefano

  21. Mauro Caiano scrive:

    Guarda caso, a proposito dell’infallibilità dei giudici, ho puntato il dito sul vaso TORTORA … è stato “glissato da tutto” compresa la redazione
    Mauro

  22. Mauro Caiano scrive:

    intendevo dire caso e non vaso …

  23. Emma giordano scrive:

    Noto ed annoto che questo link ha 37 e con questo 38..comenti…parlare di Contrada paga e tanto.Il mafioso Contrada rende bene a tutti.poi uno si può fare scrivere anche i comenti dagli amici o se li può scrivere da solo.i”fake”ci sono ovunque.ma non credo sia il caso di questo in particolare.che lancia la pietra e ritira la mano.Pone dei postulati,assiomi,assunti,ecc…e poi no spiega nulla,anzi glissa.Speriamo che l mafiosissimo Contrada ci viva ancora pwer qualche tempo così riempiamo i link di tuti gli internauti…e poi magari tra qualche tempo li riempirermo con quelli dela sua morte.Complimenti al’obiettività dei responsabili del blog ed ala loro preparazione e sagacia.Non voglio scordare l’arguzia e l’approfondiemnto.No hano risposto a marina,no hano risposto a Vittorio,non hanno risposto a di savlo,hano glisato su tutte le contestazioni ed affermazioni.slo i mi associo degli amici,io non ci trovo degli amici,fate bene degli amici.Il grande Totò diceva:”ma mi faccia il piacere!!tsè!!!!”

    • Sì! Parlare di Contrada PAGA!…anzi, SI PAGA A CARO PREZZO, date le persecuzioni e le censure, i sabotaggi e la perdita del posto di lavoro per i alcuni dei suoi sostenitori! Ciò, grazie a voi, Emma e simili, che vi siete lasciati addomesticare il PENSIERO e vi siete bevuti le cazzabubbole del POTERE OCCULTO! Studiare il caso Contrada non è solo opera della Giurisprudenza ma soprattutto degli STORICI REVISIONISTI che dal 1948 ad oggi potrebbero riscrivere una BEN DIVERSA STORIA d’ITALIA!.. ma se uno la CULTURA NON CE L’HA, allora è perfettamente inutile diffonderla e donarla a chi per COMODITA’ ed uso strumentale preferisce appartenere al POPOLO BUE e non al POPOLO SOVRANO!

  24. Emma Giordano scrive:

    La ricerca storica della Verità!ma a chi interessa la verità?Marina ha perso il posto di lavoro,altri amici vengono perseguitati,taggati,testati,setacciati,avvisati,controllati,intercettati,indagati,inquisiti,e mile altre forme di pressione e dicontrolo terroristico..per il solofatto che si è pro Contrada.Ma ai Signori che diriggono questo blog non viene in testa una domada?una curiosità giornalistica?uno sfizio alla faccia di Contrada?e cioè:”come mai tanta gente seria , onesti professionisti e lavoratori,della Campania,della Toscana,della Sicilia,del Veneto,della Lombardia,ecc.tutta gente comune apolitica ,apartitica,incensurata,normalissima..si schiera per Contrada senza averne un ritorno utile?come mai questa gente prende solo mazzate e sputi in faccia?come mai questa gente che non ha mai commesso un solo reato difende questo mafioso Contrada?”Io se fosi giornalista dotata di serietà ed equilibrio,dopo aver letto tutte le carte dei processi(incluse quelle che riguardano via d’amelio che mi paiono tanto ma tanto lacunose)cercherei di rispondere a questa domanda.I giornalisti italioti e chi apre blog come si apre un pacchetto di patatine,non la pensano così.Prendono anche loro l’obolo Contrada e lo intascano.
    Una chicca per il Direttore del blog Emilio…le sentenze le ha scritte tutte Ingroia la vera mente intelligente dei processi Contrada.E quando di scrite tutte,intendo di fatto,materialmente cliccando col ditino sul computer.ingroia era ed è la mente intelligente computerizzata di tutti i processi.Glia altri obbediscono e cedono la sedia del loro studio a costui che scrive per loro,eccome sa scivere.Ritengo che sia la mente esecutiva .Tutti lo sanno ma non si dice….i codardi si tacciono.

    • Redazione scrive:

      Cara Emma, se rileggi tutte le mie risposte in cui, con onestà, dicevo che non mi pronunciavo perché non ne avevo gli elementi, ho anche scritto che in cantiere tra le mie letture metterò il caso Contrada. Spesso, purtroppo, in questa professione manca il tempo materiale per studiare come si deve casi che rendono la nostra democrazia ancora immatura. E non c’è solo Contrada. La serie e lunga e giorni fa il Corriere della Sera ha fatto un’intera pagina sui casi irrisolti o depistati.
      Non sono né pro né contro Contrada (come si legge anche sia dai commenti sia dal post che non accusa nessuno e riporta solo delle evidenze) e mi riserverò del tempo in futuro per studiare il caso.
      A presto e grazie per il tuo contributo,
      Emilio

  25. Borsellino, il verbale “anomalo” del pentito Scarantino
    oggi, 30 luglio 2009 15:46
    Nessuno

    L’esistenza di un verbale d’interrogatorio del 1994, reso dall’allora collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino, pieno di annotazioni a margine che sarebbero state fatte da un poliziotto, era agli atti del Parlamento da oltre dieci anni. Nel febbraio del 1999, infatti, il senatore Pietro Milio della lista Pannella, presentò un’interrogazione ai ministri della Giustizia e dell’Interno su quel verbale “anomalo” che ha portato all’avvio di nuove indagini da parte della Procura

    di Caltanissetta. I magistrati hanno già interrogato l’agente, ipotizzando un tentativo di depistaggio nell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio. Milio, avvocato penalista, difensore in alcuni processi dell’ex funzionario del Sisde Bruno Contrada e dell’ufficiale del Ros Mario Mori, denunciò al Senato “che nel corso dei processi per la strage di via D’ Amelio la difesa del pentito Vincenzo Scarantino, sulle cui dichiarazioni si basa il processo, ha prodotto verbali di interrogatorio resi alla procura di Caltanissetta dallo stesso Scarantino, che risultano infarciti di ‘segnalibri’ ed annotazioni, con indicate circostanze, nomi e fatti diversi da quelli già narrati e poi, nei successivi suoi interrogatori, ‘adeguati’ opportunamente”. ”Scarantino – dichiarò in quell’occasione Milio – ha addirittura prodotto atti e documenti non firmati e da lui acquisiti durante il periodo in cui è stato sottoposto a regime di rigorosa protezione. Per questo ho chiesto ai ministri se non ritengano di dover disporre una seria indagine ispettiva anche al fine di accertare come lo Scarantino abbia potuto disporre – e chi gliela abbia data – della copia degli interrogatori, quasi tutti annotati, mentre la difesa degli imputati ha avuto, a suo tempo, rilasciate soltanto copie parziali e quali provvedimenti intende adottare ove venissero rilevate condotte illecite”. Quell’interrogazione, presentata ai ministri del governo di centrosinistra presieduto da Massimo D’Alema “non ebbe mai alcuna risposta”, come sottolinea oggi l’ex parlamentare della lista Pannella. “Ebbi modo di vedere personalmente copia di quel verbale d’interrogatorio – ricostruisce Milio – attraverso uno dei difensori degli imputati. Ricordo che rimasi sconcertato di fronte a quegli appunti e a quelle annotazioni scritte a matita. Sono contento che oggi, sia pure a distanza di 10 anni, qualcuno abbia le mie stesse perplessità di allora”. Milio commenta infine gli ultimi sviluppi sull’indagine riguardante la strage di via D’Amelio: “Più che i suggeritori occulti – afferma – basterebbe individuare quelli palesi”.

  26. Emilio, il contenuto dell’agenzia da me postata non è per nulla riportata dagli articoli da te linkati, i quali non menzionano assolutamente il caso Contrada e la difesa Milio!!! Con un briciolo di buonsenso ritengo opportuno per l’ennesima revisione del processo Borsellino di incrociare i dati del processo Contrada, anch’essi depositati presso la Procura di Caltanissetta, poichè è un “unicum” storico-giudiziario che non può essere trattato a compartimenti stagni. Che i GIUDICI, una buona volta, lascino perdere la tecnica processuale dell’ANALOGIA in favore della tecnica intuitiva dell’ANAGOGIA!
    Oltretutto, se non fosse macabro il contesto, risulta di humor noire l’ingresso in scena dell’INNOMINATO MOSTRO dal volto deforme appartenente ai Servizi e da questi animato come un moloch: suvvia, stanno riscrivendo un fantasy o un colossal per Spielberg? I funzionari dei Servizi erano scartati a priori se avevano segni identificativi evidenti o se non in possesso di una piatta conformità al comune genere umano, tale da farli passare inosservati! Se non ci fosse da piangere, pensando solidalmente alle vittime di tanti ORRORI GIUDIZIARI, ci sarebbe – sicuro – da ridere, per la dabbenaggine e la stoltezza che manifestano le nuove leve dell’investigazione… e noi italioti a berci tutte ‘ste fesserie… Ad esser presa per scema, sinceramente, non ci sto!

  27. agnesina pozzi scrive:

    Gentilissimo Emilio
    mi pregio di essere il medico che, dopo circa 20 richieste in tal senso rimaste inesitate, è riuscita a far ottenere al Generale Contrada gli arresti domiciliari nel luglio dell’anno scorso. le mie feroci perizie resteranno, per le angherie cui Contrada è stato sottoposto, privandolo da essere umano e da detenuto malato, dei suoi più elementari diritti, NELLA STORIA di questa misera Repubblichetta delle banane. Ciò che posso dire e che ho letto negli atti è che a Contrada arrivò, sulla barca su cui si trovava, la telefonata della figlia di un suo amico, che era in barca con lui, per avvisarlo della strage. Quello che so, è che bisognerebbe chiedere ad Ingroia, come ha fatto ad ottenere un risultato di 100, sommando una caterva di zeri. Contrada è stato neutralizzato per tutte le innovazioni che voleva portare nella nascente DIA. Contrada, era pignolo, tignoso, antipatico,ma soprattutto scomodo perchè onesto. Un validissimo poliziotto che a quel tempo svolgeva attività amministrativa nel SISDE e non certo di intelligence. A nlla sono valse le numerose testimonianze, i pianti dei suoi “ragazzi” (i suoi poliziotti), a nulla sono valesi gli oltre 100 alti encomi compresi quelli di Imposimato e Falcone, a nulla sono valse le sue numerose azioni e gli arresti di gente che poi l’ha infangato. Hanno fatto parlare i morti che sapevano di cose di altri morti. E’ stato condannato un innocente e per lui si è creato ad hoc un reato che non esiste nel nostro ordinamento giudiziario. Insomma uno schifo. Maltrattato da quello Stato per il quale in 30 anni ha dato la vita, l’intelligenza, la professionalità, ed ha sacrificato anche la sua famiglia. Si, Vittorio ha ragione: lasciatelo almeno morire in pace visto che, le persone eccellenti ed oneste in quest’Italia di merda valgono meno di criminali incalliti, serial killers, terroristi, mafiosi e criminali giovani e in buona salute che…per una semplice depressione…vengono mandati a casa per continuare a commettere i reati di sempre. Sono e sarò dalla parte di Bruno Contrada ora e fino alla fine dei miei giorni, perchè l’ho conosciuto, ho conosciuto la sua cultura, la sua umanità, la sua onestà. Ho potuto guardare i suoi occhi e baciargli perfino le mani: non da padrino, come i suoi delatori vorrebbero (insultando anche chi si schiera con lui) ma da PADRE.

    Un cordiale saluto e grazie soprattutto per la cortesia di pubblicare senza censure e rispondere ai commenti. Buon lavoro e buona ricerca della verità, se davvero quella si ha a cuore, insieme alla giustizia. Agnesina Pozzi

    • Redazione scrive:

      Gentile Agnesina, innanzi tutto grazie per il suo intervento e mi riservo, se non le dà fastidio, di conservare il suo indirizzo mail (come anche quello di Vittorio) per sentirci magari in futuro, quando avrò approfondito la questione e avrò – dati alla mano – il materiale per scrivere specificamente su Contrada. Attendo anche la pubblicazione del libro da parte del Comitato, quando esce fatemi sapere e me lo procurerò.

      Emilio

  28. vittorio zingales scrive:

    Non mi piace il presenzialismo nè tantomeno cuocere sempre lo stesso uovo e mi scuso per questo ulteriore intervento,ma sarebbe cosa buona informare Emilio che Il Generale Contrada ha ottenuto i domciliari grazie a due sole persone(non me ne vogliano altri che magari hanno fatto il loro onesto lavoro).le due persone di cui parlo si chiamano Marina Salvadore e Agnesina Pozzi.Una giornalista investigativa di talento(il miglior giornalista che abbiamo in Italia),l’altra medico di valore e perizia.Queste due done,da sole o quasi,hano fatto sì che il generale avesse almeno i domicliari che gli spetavano già da tempo.Tutti gli altri vengono molto ma molto dopo,caro Emilio.Altro fatto che è opportuno farti considerare è che il generale si è fatto già PER INTERO 6 anni e mezzo di galera,tre e mezzo dei quali isolato.Non ha mai infangato nessuno ed i facili pentimenti cui opoteva ricorrere per avere un salvacondotto,non li ha mai sfiorati nemmeno per un attimo.E’stato sempre,come forma mentis,il fedele servitore dello stato.In questo ha dimostrato di essere un vero uomo che non infanga innocenti per salvarsi la galera.basta fare qualche considerazione di questo tipo per capire l’uomo,l’integrità morale dell’uomo,del grande poliziotto.Se lo guardi per un solo attimo negli occhi gli leggi,in primis,l’INNOCENZA.Spero di averti dato spunti nuovi di riflesione che certe volte non si trovano nelle carte ma solo nella nostra coscienza di persone perbene e sempre e comunque per la giustizia.
    Ti ringrazio per la tua ospitalità.
    vittorio zngales

  29. agnesina pozzi scrive:

    Emilio
    sono a disposizione, nel mio piccolo, per qualunque contatto futuro. Cordialmente

    Agnesina Pozzi

  30. lucio scrive:

    Secondo me Contrada c’entra eccome…

  31. lucio scrive:

    Come è possibile che Contrada fosse presente al Ministero quado Borsellino fu convocato e uscì sconvolto da quell’incontro come ricorda il pentito Spatuzza

  32. FRANCESCO scrive:

    Su Bruno Contrada si dicono parecchie inesattezze. Che era colluso con la mafia non vi è alcun dubbio, leggetevi bene la sentenza. Ma come, non credete alle vittime della mafia. A gente che se vista trucidare i propri cari. Gente provata dal dolore non avrebbe mai il coraggio di accusare un innocente.Vedove intimidite dal Contrada a non parlare con i Magistrati. Testimonianze di ex magistrati, di poliziotti. Intercettazioni telefoniche tra il Contrada ed uno dei Salvo (famiglia economicamente potentissima, affiliata a Stefano Bontade).Qualcuno si lascia affascinare dal fatto che il Contrada si vanta di avere arrestato centinaia di mafiosi. Ma voi lo sapete come funzionano gli Uffici di Polizia? Se un’ Agente oppure un sottufficiale o ancora un Ispettore o qualsiasi altro funzionario, conduce un’operazione di Polizia Giudiziaria, siua essa contro la mafia contro chiunque. I primi meriti se4 li prende il dirigente dell’Ufficio. Ora per tutti quegli anni che Bruno Contrada ha diretto la

  33. FRANCESCO scrive:

    continuo il commento di sopra————————-
    Squadra Mobile di Palermo, una delle più attive d’Italia, è chiaro che ha preso i meriti di tutte le operazioni che si sono svolte in quegli anni. Magari anche quelle effettuate da funzionari caduti per mano della mafia. Per chiarire bene l’iter, il dirigente della Squadra Mobile, così come pure quelli degli altri Uffici, firma tutti i rapporti dei subalterni. Pertanto se ne accolla i meriti.-Detto questo voglio aggiungere, ma è stato solamente un caso che dopo la cattura di Bruno Contrada, avvenuta il 24//12/92, le Forze dell’Ordine cominciavano a catturare tutti latitanti di mafia. Prima nessuno li prendeva, come mai?
    Aggiungo ancora,ma per quale motivo decine di mafiosi pentiti dovevano accusare falsamente il Contrada. Non nè vedo il motivo.
    Poi a quella persona che scrive di conoscere il Contrada e la sua onestà (su questo ho molti dubbi)gli andasse a chiedere allora come gestì il pentito di mafia Leonardo Vitale nell’anno 1973 quando non c’era ancora la legge sui collaboratori di giustizia. Poi magari ne riparliamo su queste pagine.

  34. agnesina pozzi scrive:

    Magari più che leggere la sentenza occorre andare a guardarsi gli Atti processuali per capire che per Contrada 0+0+0+0+0+0+0+0..ha fatto la somma di 100 e non di zero. Se vogliamo sapere come Contrada abbia gestito il pentito Vitale dovremmo anche voler sapere, per onestà intellettuale, come sono stati gestiti tutti i pentiti dal 92 in poi e da chi, quale fosse la loro affidabilità e quale la strategia che muoveva simili marionette. Occorrerebbe anche sapere che chi ha calunniato Contrada, da quest’ultimo era stato anche colpito e non certo agevolato, e che si sono riferite cose sentite da morti che avevano sentito dire da altri morti di cose su altri morti. A nulla sono valse neppure le 150 (se non erro) A FAVORE DI CONTRADA, le testimonianze dei suoi ragazzi. Contrada è stato sempre disponibile, quando era a Santa Maria Capua Vetere a rispondere per iscritto a tutte le domande che volessero porgli a patto che tutto fosse integralmente pubblicato. Ciò lo comunicai sia al sito de La voce di Fiore che a quello di Salvo Borsellino, il quale in piena democraticità usava metodi simil-mafiosi censurando i miei interventi e bannamdomi pur avendo io sempre avuto un atteggiamento estremamente rispettoso, educato, mai volgare od offensivo. Avrei voluto confrontarmi civilmente ma non mi fu possibile.
    In quanto alla credibilità di certi antimafiosi, stiamo ancora aspettando che si faccia luce sulle dichiarazioni del Magistrato Olindo Canali (occultate dalla stampa nazionale e mai analizzate da quel Di Pietro che ha cavalcato il cavallo dell’antimafia sul destriero Alfano in periodo elettorale) il quale dichiarava per iscritto che lì’omicidio di Alfano (padre di Sonia) NON FU UN OMICIDIO DI MAFIA.
    Purtroppo Contrada sta sempre peggio e non vuole più lottare e non credo che dai domiciliari (in estrema povertà e in una casa popolare di Palermo, con una moglie anziana e malata anche lei)potrà mai arrivare da nessuna parte alcun suo scritto. Quando lui ancora ce la faceva è stato ignorato da tutti i capipopolo che si facevano un sacco di domande e continuano a farsele dandosi sempre le solite risposte. Hanno perso una grande occasione anche per fare pulizia nei loro armadi pieni di scheletri ben custoditi ed idolatrati a loro uso e consumo. Sarà il tempo a rendere giustizia a Contrada, non certo lo Stato che l’ha abbandonato, nè una giustizia che fa acqua da tutte le parti, nè gli antimafiosi che ahimè, fanno vittime anche loro, esattamente come i mafiosi.
    Cordialmente
    Agnesina Pozzi

  35. francesco scrive:

    innanzitutto mi dispiace molto per lo stato di salute di Contrada.Umanamente avrei preferito vederlo innocente e trionfante. Purtroppo per lui,credo che la Giustizia abbia fatto il suo normale corso.Ha avuto un regolare processo con un verdetto definitivo di condanna.Per quanto riguarda i pentiti,ovvero i collaboratori di giustizia, potremmo parlarne all’infinito. Ma non credo che questi erano così fessi da fare dichiarazioni contro un’alto funzionario della Polizia, se non avevano cognizioni in merito.E’ chiaro che ci saranno state anche delle sollecitazioni a farli parlare,da parte degli inquirenti, siano essi Magistrati o Poliziotti,ma ciò è prassi del tutto regolare.E’ cosi’ che si conducono le indagini.Sollecitare a fare dichiarazioni alle persone a conoscenze di fatti costituenti reato,sotto qualsiasi veste (anche di pentiti di mafia)rientra nei compiti degli inquirenti.Semmai, omettere di contattare tali soggetti,laddove necessita approfondire un’indagine,risulterebbe una grave omissione.Pertanto inviterei tutti ad una riflessione, prima di attaccare persone che hanno fatto semplicemente il loro dovere nel caso Contrada.
    Poi possiamo denunciare gli scheletri negli armadi di chiunque, se effettivamente ve ne sono.

  36. agnesina pozzi scrive:

    gentili frequentatori del blog, vi comunico che c’è qualcosa di più importante che discutere su Contrada e fare le nostre supposizioni. Un cittadino VUOLE fare il suo dovere e da anni GRIDA da solo, denuncia, e chiede di essere CONVOCATO DALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA. Si chiama Gioacchino Basile, sindacalista storico della Fincantieri (che tra l’altro attribuisce anche a Contrada responsabilità.. ma non importa, io condivido ed appoggio la sua causa, la sua civilissima battaglia!). Ha scritto lettere feroci e pubblicato video per Napolitano, Caselli, Salvo Borsellino, Mancino, Violante, Ingroia, Vizzini, da rebbrividire. Ha scritto a Pisanu e Fini ma le sue lettere restano MORTE. Lui sostiene che le stragi sono opera dello Stato perchè a quei tempi nei cantieri navali c’erano le partecipazioni statali (IRI) e ministri e scagnozzi che gestivano “allegramente” il loro potere, giovandosi anche della mafia e del clan Galatolo. Lui accusa il Magistrato Teresi, che a cadavere di Borsellino ancora caldo, ossia il 21 luglio 1992 archiviava l’inchiesta iniziata da Falcone su intreccio mafia-appalti e continuata in gran segreto da Borsellino (che non si fidava dei suoi colleghi della procura!!) anche in base alle dichiarazioni di Basile fatte in un dossier che poi sparì insieme all’agenda famosa. Dunque dobbiamo aiutare quest’uomo a fare il suo dovere. Su questo link troverete un mio articolo nel quale ci sono i link delle lettere di Basile, che vi consiglio vivamente di leggere e il video su You Tube per Napolitano che va ascoltato. http://blog.libero.it/lavocedimegaride/8011961.html

    su quest’altro link c’è la petizione per Gioacchino
    http://www.petitiononline.com/nov2009/petition.html

    vi saluto cordialmente tutti e spero andiate a firmare e facciate firmare. Ciao e grazie per l’ospitalità

    Agnesina Pozzi

  37. FRANCESCO scrive:

    Paragonare il caso Tortora a quello di Contrada è come bestiemmare.
    Qualcuno ha i paraocchi. Io l’ho letta la sentenza di condanna di Contrada. Le prove sono evidentissime. Oltre alle dichiarazioni dei pentiti che bastavano ed avanzavano, ci sono state le testimoniane di Poliziotti e Magistrati . La difesa, così come pure qualcuno che scrive su questo blog, si è appigliata a qualche imprecisione dei pentiti,nell’indicare date e luoghi. Invece,questo rappresenta la genuinità delle dichiarazioni e la massima correttezza dei Magistrati nel condurre gli interrogatori. In sostanza, voglio dire, che non c’è stato nulla di premeditato (come qualcuno falsamente asserisce), altrimenti avremmo avuto la massima precisione.
    Ma poi i sostenitori dell’innocenza, dovrebbero spiegare per quali motivi i pentiti dovevano accusare ingiustamente un’alto funzionario di Polizia. Lo sappiamo tutti che erano dei criminali, ma sicuramente non avevano alcun vantaggio a raccontare sciocchezze,anzi semmai è il contrario. Non dimentichiamoci che parecchi pentiti hanno avuto le loro famiglie massacrate e non dimentichiamoci che il loro contributo è valso a sconquassare il vertice della cupola mafiosa. Per Contrada invece diventano bugiardi e astiosi. C’è ancora da ricordare un particolare da non sottovalutare, i primi pentiti, quelli più importanti,cito il solo Buscetta,prima di iniziare la loro collaborazione, si assicurarono da chi venivano trrattati,proprio perchè sapevano in partenza delle collusioni esistenti tra la mafia e uomini delle istituzioni. In sostanza ,costoro non hanno voluto fare la fine di Leonardo Vitale.-

  38. FRANCESCO scrive:

    In sostanza Gioacchino Basile dice che Contrada non agiva di propria iniziativa ,ma prendeva dispoisizioni. Questo non vuol dire essere innocente,nè rappresenta una discriminante, semmai comporta un’aggravante per avere delle complicità. (il pubblico Ufficiale che riceve ordini o disposizioni palesemente costituenti reati, non solo non deve eseguirle ma ha l’obbligo di denunciare l’istigatore alla competente autorità). Questa disposizione di Legge la conosce anche l’ultimo degli agenti . Un’altra disposizione recita: Il Pubblico Ufficiale che riceve un’ordine illeggittimo,che non costituisce reato, dopo averlo eseguito deve redarre un’apposita relazione di servizio e consegnarla al proprio comando.
    Nella sentenza di condanna, se non ricordo male, non si evince che il Contrada abbia mai denunciato un suo diretto superiore,nè altre autorità preposte.-

  39. FRANCESCO scrive:

    Le nuove indagini su via D’Amelio ed anche sul fallito attentato all’addaura, non vanno assolutamente a favore di Contrada.Anche l’assassinio dell’agente Agostino e di sua moglie viene messo in correlazione al fallito attentato all’addaura (questo già si sapeva).
    A chi facevano capo gli agenti dei servizi che si recarano a casa di quest’agente ad effettuare una perquisizione dopo il suo omicidio? Correva l’anno 1989 e tutti sanno chi è che comandava gi uomini dei servizi in quel di Palermo. C’è bisogno di dire altro? Me lo riservo al prossimo post.-

  40. Francesco scrive:

    Per rispondere al post di Agnesina Pozzi che invita la gente ad aiutare Gioacchino Basile.-
    Ma chi gli impedisce di fare denunzie a questo signore? Le denunzie vengono fatte negli Uffici della Polizia di Stato o presso i Carabinieri o ancora direttamente presso le Procure della Repubblica. Quali ostacoli ha trovato? La Commissione Antimafia non c’entra proprio niente. Quest’Organo non è stato realizzato per sentire le lamentele di Gioacchino Basile. Si occupa di fatti di cui viene informato dalle Procure se queste ritengono opportuno farlo. Ora se il Basile non ha fatto il suo primo passo, cioè fare regolare denunzia presso gli Organi competenti e non attraverso blog o a mezzo stampa, come può pretendere di essere ascoltato da questa commissione?
    Allora cerchiamo di non strumentalizzare certe situazioni. Lo Stato c’è ,come pure ci sono le sue regole e le sue leggi. E’ in quello che bisogna credere e non in altro. Questa e la base principale. Ci possono essere rappresentanti disonesti, ma nel momento in cui escono fuori dalle regole calpestando i codici, non devono e non possono rappresentarlo.- Questo vale per tutti, siano essi politici, funzionari o impiegati.-

  41. Agnesina Pozzi scrive:

    Se nemmeno hai letto i documenti attraverso i link che ho messo parli di denunce e nemmeno sai che Basile ha denunciato un magistrato ed ha fatto più di una denuncia e non solo in procura ma anche pubblica con video e scritti…di che cavolo vorresti farmi discutere? Rispondo una volta e per tutte, solo per cortesia verso il proprietario del blog. Tu non meriti considerazione, per quanta già ne hai avuta!!!

    Francesco…documentati DAVVERO e poi parla, piuttosto che sprecare il tuo tempo ad inseguire i commenti miei o di Marina Salvatore su questo o quel blog…fino a che non avrai il coraggio di esprimere le tue idee e le tue convinzioni nel bene e nel male, (comprese quelle frutto di rancore, di malafede, di ignoranza, di cialtroneria, di pressappochismo, cinismo, superficialità, lavaggio del cervello ecc) resterai sempre un ANONIMO.

    Agnesina Pozzi

  42. Francesco scrive:

    Come mai mi hai considerato con tutti quegli aggettivi che ti stanno a pennello.
    Io non ho visto nessuna denuncia del Basile ho solo letto che questi chiede di essere ascoltato dalla Commissione Antimafia.Tuttavia anche se hai pubblicato le denunce del Basile,la sostanza non cambia.Vuol dire che evidentemente sono state archiviate con un nulla di fatto. Se poi l’intreressato ha presentato ricorso con un’ulteriore nulla di fatto,probabilmente gli inquirenti non hanno rilevato elementi riscontrabili tali da avviare un’azione penale . Cosa c’entra in tutto questo la famiglia Borsellino? Perchè si dovrebbero occupare dei fatti personali del Basile?
    Noi lettori di blog a chi dobbiamo credere ai preposti istituzionalmente o a chi critica con ferocia delle giuste sentenze passate in giudicato?
    Ma poi di che cosa mi devo documentare? La sintesi dei vostri post è sempre la stessa tiritera, quando poi trovate uno che vi contraddice,invece di argomentare cominciate ad offendere e a chiedere le generalità, ma forse vi siete messe in testa di fare paura?
    Ebbene sia chiaro il concetto che sui blog nessuno è anonimo e questo lo sanno tutti,pertanto mi sembra alquanto evanescente chiedere sistematicamente alle persone le loro generalità. A lungo andare si finisce poi sul ridicolo, anche perchè ai parecchi anonimi che vi hanno detto brave,bene,bis, nulla gli avete chiesto. Questi soggetti non vi interessano? Eppure questi un domani potrebbero esservi utili per una eventuale causa di beatificazione a qualche martire della “mala giustizia”.-

  43. Francesco scrive:

    P.S. AL POST PRECEDENTE.-
    Corre l’obbligo di chiarire che io le mie idee le ho espresse bene sia su questo blog che su megaride ed è per questo che la Pozzi risponde in questo modo. Cos’altro dovrei dire sull’argomento,più chiaro di così. Se poi desidera scendere in qualche particolare lo chieda chiaramente, può darsi che potrei accontentarla.
    Voglio infine aggiungere che fin quando lo riterrò opportuno, sempre nei dovuti modi, scriverò i mei post, laddove trovino accesso.-

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