Migranti alla deriva: è crisi tra Italia e Malta. 154 persone rischiano di morire di fame e di sete

Pubblicato: aprile 18, 2009 in Politica
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A bordo c’è anche un cadavere. Sul mercantile Pinar, che due giorni fa ha salvato 154 migranti alla deriva nel Canale di Sicilia, la situazione è critica. Mancano acqua e cibo e diverse sarebbero le persone in gravi condizioni di salute, tra queste alcune donne incinta. A trattenerlo in mezzo al mare, però, è la burocrazia e l’ostinazione cieca di due governi, quello italiano e quello maltese, che hanno di fatto vietato al Pinar di attraccare nei loro porti appellandosi alla non competenza marittima.

Carte, leggi e burocrazia, mentre a bordo del mercantile la gente inizia a morire di fame e di sete. Attualmente il Pinar si trova a 28 miglia nautiche da Lampedusa, in acque maltesi.

Il comandante, via radio, ha chiesto l’immediato intervento dei soccorsi in quanto diversi migranti sarebbero in pericolo di vita. Nella tarda mattinata di oggi, un elicottero della Marina Militare italiana ha prelevato due persone gravemente malate e le ha portate a Lampedusa, per le altre però la situazione resta critica. I militari della Marina avrebbero portato a bordo acqua e cibo ma per adesso la situazione è in stallo. Il ministro Frattini, intervenuto sulla vicenda, ha invitato le autorità maltesi a farsi carico dei migranti e avrebbe rivolto all’Unione Europea un appello «affinché l’ Agenzia Europea per la gestione ed il controllo delle frontiere esterne (Frontex) assolva con la necessaria rapidità ed efficacia agli impegni che le sono propri, ed assicuri una soluzione urgente ad una dolorosa questione che non può che travalicare l’ambito bilaterale italo-maltese, e piuttosto investe in pieno le competenze e le responsabilità dell’ intera Unione». Mentre la portavoce dell’Unhcr, Laura Boldrini, ha riferito che «da quanto riportato dall’armatore della Pinar a bordo la situazione è sempre più difficile: secondo la loro valutazione alcuni migranti stanno male e moltissimi, poiché la nave è piena di cereali, continuano a dormire all’aperto».

In Sicilia, intanto, gli sbarchi non accennano a diminuire. A Torre di Gaffe, a Licata, sono sbarcate almeno 54 persone – tutti uomini – trovate in un casolare abbandonato nei pressi della spiaggia. Mentre a Pozzallo, sono approdati altri 302 migranti, tra cui 61 donne – cinque delle quali incinta – e 15 minori.

EF

commenti
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