A Montalto di Castro nucleare da 4 miliardi

Pubblicato: marzo 11, 2009 in Politica
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Dopo il rilancio del Governo il comune viterbese potrebbe ospitare una delle nuove centrali. Investimenti per un reattore di terza generazione su modello francese.

Un investimento da quattro miliardi di euro. Tanto potrebbe costare la costruzione di una centrale nucleare di terza generazione a Montalto di Castro. Ovviamente si tratta di ipotesi ma il nome della cittadina laziale è già stato fatto in più di un’occasione. A fornire le referenze e la possibile candidatura del comune viterbese ad ospitare un reattore, sono i precedenti e la natura geomorfologica del territorio. Dal Governo fanno però sapere che i criteri per la localizzazione dei siti saranno definiti solo dopo l’approvazione del disegno di legge “Sviluppo” prevista «in primavera» – ha assicurato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola – e la creazione di un’apposita Agenzia per la Sicurezza Nucleare.
Secondo quanto è emerso nei giorni successivi alla firma dell’accordo tra Italia e Francia per lo sviluppo del nucleare, il modello di centrale che verrebbe adottato nel nostro Paese per un primo “lotto” di quattro centrali è l’Epr (European Pressurizzed water Reactor), identico a quello che Enel sta costruendo insieme ad Edf in Francia, a Flamanville. Si tratta di una centrale di terza generazione che, secondo i dati comunicati dall’Enel, avrà una potenza di 1.600 Megawatt e costerà complessivamente almeno 4 miliardi di euro.
Attualmente alla costruzione del reattore di Flamanville lavorano oltre 1300 addetti. E se al termine del’iter legislativo si dovesse scegliere ancora una volta Montalto di Castro tra i quattro siti per costruire uno degli impianti previsti dall’accordo Berlusconi-Sarkozy, quanto visto per Flamanville potrebbe replicarsi nel Lazio. Proprio Montalto di Castro, infatti, può già vantare un reattore mai completato e l’impianto termoelettrico più potente del Paese. Nel 1981 il suo territorio venne scelto per la costruzione di quello che doveva diventare il più moderno impianto nucleare italiano, con due reattori da 1000 megawatt ciascuno.
L’appalto per costruzione delle strutture civili venne vinto dal consorzio Costruzioni Centrali Nucleari (Ccn). Il disegno dell’edificio principale era dell’americana Gibbs&Hill, mentre le strutture minori erano di progettazione Ansaldo. Come è noto, nel 1987, un anno dopo il disastro di Chernobyl, un referendum fece uscire l’Italia dai Paesi produttori di energia dall’atomo. La centrale di Montalto di Castro venne abbandonata e i cantieri smobilitati, proprio quando circa l’80% delle opere civili erano state completate.
Chiuso il capitolo nucleare, a Montalto di Castro si decise di costruire, proprio accanto a ciò che restava del reattore, una centrale termoelettrica. I lavori partirono nel 1990 e portarono in pochi anni venne mesa in funzione l’”Alessandro Volta”, il più grande impianto termoelettrico italiano. Con una capacità energetica di 3600 Megawatt, oggi dà lavoro complessivamente a circa 260 persone, compreso l’indotto.
Tra le candidature possibili per la costruzione di un nuovo reattore, quindi, Montalto di Castro sembra avere le referenze migliori. Ci sono poi i siti di Latina, dove era stato costruito un reattore di tipo Gas cooled reactor (Gcr), cioè raffreddato a gas e, tra Lazio e Campania, Garigliano, dove esisteva una centrale di tipo Boiling water reactor (Bwr), ad acqua bollente.
Le difficoltà però sembrano, ancora un volta, di natura politica. All’indomani della firma dell’accordo Italia-Francia, infatti, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, si è detto favorevole a sviluppare la produzione di energia da fonti rinnovabili ma non a riprendere la costruzione di centrali nucleari nel territorio regionale. E proprio a Montalto di Castro, il 26 febbraio scorso, il Governatore ha inaugurato il cantiere per il più grande impianto fotovoltaico d’Italia, con una potenza di 24 Megawatt.
Un sistema che, secondo l’Assessore regionale all’Ambiente, Filippo Zaratti, «rappresenta la risposta del Lazio agli accordi italo-francesi voluti dal Governo per la ripresa del nucleare». Secondo l’assessore l’impianto fotovoltaico di Montalto dovrebbe essere operativo entro il novembre prossimo e dovrebbe portare alla produzione di 600 Megawatt a livello regionale entro il 2010.

EF

Pubblicato sul Sole 24 Ore del Lazio del 11.03.09

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