Ponte sullo Stretto: il Governo stanzia 1,3 miliardi. Tutte le società del maxiappalto

Pubblicato: marzo 7, 2009 in Politica
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Un miliardo e trecento milioni di euro. A tanto ammonta lo stanziamento che il Governo italiano ha varato per riavviare i lavori del ponte sullo Stretto di Messina, un’opera che complessivamente costerà oltre 6 miliardi di euro. Ma chi c’è dietro al ponte? Ho provato a scomporre e ricomporre il mosaico di società che parteciperanno a questa opera mastodontica.

La quota di maggioranza della Società Stretto di Messina (costituita nel lontano 11 giugno 1981, a seguito della legge 1158 del 1971) è dell’Anas, ne possiede ben l’81,8%, mentre Rfi partecipa per il 13% e Regione Sicilia e Calabria del 2,6% ciascuna. La capofila gestisce anche altre opere del cosidetto Corridoio1, di cui fa parte il ponte sullo Stretto e la Salerno-Reggio Calabria. È superfluo ricordare che l’attuale presidente di Anas, Pietro Ciucci, prima era amministratore delegato proprio della Società Stretto di Messina.

Il General Contractor, cioè il soggetto che realizza l’opera, è costituito da un consorzio di imprese riunito nell’Associazione Temporanea di Imprese, formata dalla capogruppo mandataria Impregilo Spa e da altri soggetti quali: la spagnola Sacyr S.A., Società Italiana per Condotte d’Acqua Spa,la Cooperativa Muratori e Cementisti CMC di Ravenna, la giapponese Ishikawajima-Harima Heavy Industries CO Ltd e l’ACI scpa – Consorzio stabile. Mentre i soggetti incaricati della progettazione sono le società danesi CowiA/S e Sund&Baelt A/S, insieme alla canadese Buckland&Taylor Ltd.

Il Project Managment Consultant, cioè il soggetto che svolge attività di controllo e verifica della progettazione definitiva, esecutiva e della realizzazione del Ponte, assicurandone il rispetto degli standard di qualità, dei tempi e dei costi, è la società statunitense Parsons Transportation Group, leader mondiale nella progettazione di ponti sospesi. Con il Raggruppamento Temporaneo d’Imprese, guidato dalla Fenice spa, è invece stato firmato nel 2006 il contratto per Monitore Ambientale. Il broker assicurativo, infine, è Marsh spa.

È curioso notare come tra i maggiori azionisti di Impregilo ci sia anche Marcellino Gavio (insieme a Ligresti e Benetton), lo stesso che, attraverso la holding Argo Spa (dell’omonimo gruppo Gavio), fa parte della cordata Alitalia. Ad Impregilo, Gavio partecipa attraverso la Igli Spa (a sua volta partecipata da Argo Fin), che possiede il 29,4% di Impregilo. Mentre la società Condotte D’Acqua spa ha avuto recenti guai con la giustizia in relazione alla certificazione antimafia.

Il ponte e le mafie

E proprio gli interessi della mafia sul futuro Ponte sullo Stretto, sono emersi già nel febbraio 2005, quando la stampa dava notizia di cinque provvedimenti di custodia cautelare per associazione a delinquere di stampo mafioso. I provvedimenti venivano eseguiti a Parigi, Londra e Montreal e notificati al boss Vito Rizzuto, capo dell’organizzazione legata ai clan calabresi Cuntrera-Caruana e sospettato di rappresentare in Canada la “famiglia” Bonanno di New York, all’ingegnere Giuseppe Zappia (residente in Canada ma arrestato a Roma), al broker Filippo Ranieri (originario di Lanciano in Abruzzo), all’imprenditore cingalese Savilingam Sivabavanandan e all’algerino Hakim Hammoudi. Secondo i magistrati della DDA di Roma, Zappia, apparentemente un imprenditore “pulito”, con l’aiuto del broker e degli imprenditori Sivabavanandan e Hammoudi, avrebbe dovuto reinvestire capitali mafiosi nella realizzazione del Ponte sullo Stretto, opera a cui lo stesso Zappia, nel 2004, partecipò con la Zappia srl, proponendosi – ma venendo poi escluso – durante la gara di prequalifica tecnica. Venendo ai giorni nostri, invece, sempre nell’ambito di questa inchiesta, il 26 novembre scorso, è stato messo a segno un sequestro da 5 milioni di euro che ha coinvolto società, aziende, terreni, ville, conti correnti bancari e autovetture riconducibili ai clan italo-canadesi individuati nel 2004 e interessati proprio alla Società Ponte sullo Stretto.

EF
©Periscopio

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commenti
  1. chiofalo celestino scrive:

    il ponte e molto inportante perche unisce la sicilia a nord europa porta richezza per i siciliani e lunica
    speranza per il turismo per lalta velocita e per migliorare le infrastruture nel lisola strade areoporti,industria, turismo,comercio.E con il federalismo la regione e i comuni si devono prendere le loro responsabilita a cestire le risorse con ricore e chi sbaglia deve corispondere ai citadini e alla legge. mio padre e morto senza vedere il ponte ,spero che lo vedro io prima di morire. distinti saluti. Ch. Celestino

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