Caso De Magistris. Le motivazioni del Riesame: “Legittimo l’operato dei pm di Salerno”

Pubblicato: febbraio 12, 2009 in Politica
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“Il Tribunale di Salerno ritiene perfettamente legittimo l’impugnato decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura di Salerno”. È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui i giudici del Riesame hanno respinto i ricorsi di alcuni degli indagati coinvolti nella perquisizione effettuata il 2 dicembre scorso nella procura di Catanzaro. Dopo averli più volte richiesti ai colleghi calabresi senza ricevere da questi alcuna risposta, infatti, i pm di Salerno avevano disposto il sequestro degli atti relativi all’inchiesta Why Not, facendo perquisire abitazioni e uffici dei colleghi di Catanzaro che a oro volta avevano risposto con provvedimento di contro sequestro.
Una vera e propria “guerra tra procure”, come è stata ribattezzata da media e politici. Scopo della perquisizione era verificare attraverso gli atti originali alcune dichiarazioni rese dall’ex pm Luigi De Magistris su presunte irregolarità legate all’avocazione delle inchieste Why Not e Poseidon.
Il Tribunale ha quindi ritenuto “che le concrete fattispecie analiticamente descritte […] siano perfettamente sussumibili nello schema legale della corruzione giudiziaria ipotizzata” (gli altri reati ipotizzati nell’inchiesta sono concorso in omissione di atti d’ufficio, concorso in abuso d’ufficio, favoreggiamento, falso ideologico, oltre ad alcune ipotesi di calunnia e diffamazione a danno di De Magistris) specificando che “non può affermarsi che il decreto impugnato affondi le sue radici in meri sospetti ed illazioni”. “Invero – scrivono i giudici del Riesame – dalla lettura del complesso provvedimento, può rilevarsi come l’inquirente non si sia limitato a recepire passivamente le denunce del dr. De Magistris ma, al contrario, abbia sottoposto le stesse ad un’intensa attività di verifica, mediante acquisizione di atti e documentazione, la diretta audizione di s.i.t. di persone informate, colleghi dell’avvocato Greco, colleghi del dr. De Magistris, consulenti tecnici, atti acquisiti da altri procedimenti”. Un comportamento, quello descritto dal Riesame, che considera quindi doverosa anche la perquisizione presso la Procura di Catanzaro. Atto dovuto e funzionale all’accertamento di eventuali illeciti subiti da Luigi De Magistris.
Il Collegio, presieduto dal giudice Anita Mele, ha quindi rigettato i ricorsi presentati da Antonio Saladino, ex leader della Compagnia delle opere in Calabria e principale indagato di “Why not”, dall’ex procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, che revocò a De Magistris la delega di “Poseidone” (ad avocare Why Not fu invece Dolcino Favi, avvocato generale presso la Corte d’appello di Catanzaro, nella sua veste di procuratore generale facente funzioni), da Maria Grazia Muzzi, moglie di Lombardi e Pierpaolo Greco, figlio della Muzzi ed avvocato dello studio legale del senatore Giancarlo Pittelli, coordinatore regionale di Forza Italia che, indagato sia in Why Not che in Poseidon, è uscito dalle inchieste quando queste sono state tolte al titolare.

EF

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