Su Eluana. E non è per fare il cattolico…

Pubblicato: febbraio 9, 2009 in Politica
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E chi è il mio prossimo?“. Gesù riprese:
“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall`altra parte. 32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33 Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n`ebbe compassione. 34 Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all`albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”. 37 Quegli rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Và e anche tu fà lo stesso”

Vangelo secondo Luca, cap. 10.

Ho una fede con più dubbi che non altro. Ma una cosa mi è ben chiara: io non posso io decidere della vita altrui perché non sono stato io ad avergliela data. E se l’uomo ha un senso su questa terra – un senso diverso dall’egoismo – questo risiede proprio nell’attenzione verso il prossimo.

Da quando faccio turno in ambulanza, mi è capitato spesso di riflettere sul senso della morte all’interno della vita. Ebbene, non ho mai pensato che una persona debba essere lasciata morire di fame e di sete solo perché l’evidenza dice che è spacciata. Sarebbe una follia. Vi racconto un fatto: il mio primo servizio (all’epoca al 118 di Milano). Autostrada Milano-Torino, incidente auto/moto. Arriviamo e un ragazzo a terra guarda il Sole con gli occhi aperti, sbarrati. Era stato probabilmente toccato in sorpasso da una macchina e lui era in moto. Sangue ovunque e segni di un possibile trauma cranico. Senza scendere in particolari, la rianimazione va avanti per 40 lunghi minuti. Inutilmente. Aveva 33 anni compiuti da tre giorni. Se ci si fosse dovuti attenere alle speranze di recuperarlo, dopo 6-10 minuti il cervello subisce danni irreversibili e quindi lo si sarebbe dovuto coprire subito con un lenzuolo. 6-10 minuti: nemmeno il tempo di far partire la chiamata di soccorso e far arrivare un’ambulanza. Ma stando a quanti sostengono che una vita come quella di Eluana non ha dignità e quindi non ha senso, scesi dall’ambulanza avremmo dovuto allargare le braccia e dire “signori ci disipiace, arrivederci”. Sarebbe stato folle. Folle. E se quel ragazzo si fosse ripreso, probabilmente sarebbe stato come Eluana…ma non era un buon motivo per non provare a salvarlo. E a chi vi scrive è capitato di rompere una cassa toracica durante una rianimazione ma di recuperare alla vita una persona, non un vegetale, una PERSONA. E’ accaduto una sola volta ed è rarissimo. Ma in quel momento sotto le mie mani una donna è tornata a vivere. No. Non si può lasciar morire di fame e di sete nessuno. Lavarsi le mani con la legge e con le teorie ascoltate e ripetute mille e mille volte in questi giorni è comodo ma la verità è ben altra. Chi ha abbandonato Eluana si è voltato dall’altra parte, è passato dall’altro lato della strada. Confortato dai molti che con lui affastellavano scuse e dicevano: ma sì, per amore lasciala morire. Di fame, di sete e di stenti.

EF

commenti
  1. jacopog scrive:

    grazie per le tue parole. Sono completamente daccordo con te. Non riesco a capire l’ostinazione senza tentennamenti ed indecisioni della battaglia di suo padre. Non riesco a capire perché sia stata fatta morire in modo atroce, ma contemporaneamente sia stata sedata perché non soffrisse?
    L’Italia è un paese peggiore da oggi.
    Jacopog

  2. Giorgio scrive:

    “non posso io decidere della vita altrui perché non sono stato io ad avergliela data”: Ti do ragione in pieno, ed e’ proprio questo il punto.
    La verita’ e’ che questa morte e’ causa dell’egoismo di chi l’ha voluta.
    Bisognerebbe chiederlo a lei se voleva veramente morire.

  3. Redazione scrive:

    Per quanto mi riguarda sono senza parole…e quanto ho scritto, in un italiano forse sgrammaticato e “di getto”, è stato dettato dalla rabbia per una simile assurda e atroce morte e dalla strumentalizzazione politica che ne è stata fatta…

  4. max77 scrive:

    vorrei scrivere un parere, forse contro corrente, oltre a fare i buoni samaritani su cosa avreste fatto voi al posto del padre di eluana, avete provato a mettervi nei panni dello stesso?
    1) avete una figlia in stato vegetativo, di coma irreversibile da 17 anni
    2)la stessa vi aveva confidato di non volere una vita attaccata ai cavi
    3)LUI da 17 anni TUTTI I GIORNI la va a trovare
    4)Non avete il supporto di nessuno, il GOVERNO si è mosso SOLO ORA,chissa forse sono le elezioni in sardegna, ma queste sono solo congetture. comuqnue per chi non lo sapesse i medici avevano detto che dopo 48 ore il trattamento sarebbe stato irreversibile. per cui tutte le manovre fatte dal governo erano solo di facciata, ERA SCONTATO IL RIFIUTO DEL PRES DELLA REPUBBLICA essendoci una sentenza della cassazione….. comuqnue tornando al padre
    Ma secondo voi ha preso con leggerezza la decisione? ma vi rendete conto che è LUI LA PERSONA CHE SOFFRE DI PIU? il calvario che ha dovuto soffrire per 17 anni. Tutte le cattiverie che gli vengono dette
    Io rabbrividisco quando sento il Min Sacconi o Rotondi dire ho visto un ragazzo/a nello stesso stato di eluana e per me sta bene(interviste di ieri sulla rai). Come possono venire di punto in bianco e dire tu devi fare questo perche sono io che decido ed io ho ragione.

    Possiamo essere d’accordo o contrari con la decisione che ha preso il padre di eluana e questo è il succo diuna democrazia ma non possiamo MAI imporre le cose che pensiamo agli altri se questo la pensa differentemente.

    Francamente io sono cattolico ma il comportamento della chiesa in questo caso mi ha dato molto fastidio, parlando con alti prelati (non il parroco della chiesa)è venuto fuori che loro pensavano di eluana come di un nuovo caso Welby e parlavano di eutanasia, quindi questo sta a dimostrare il tipo di informazioni che hanno.
    Io da cattolico credo che possa succedere un miracolo ma non credo nel susstentamento della vita ad ogni costo che razza di vita è quella io non sono morto ma non sono vivo.francamente se mi trovassi nella stessa situazione lasciatemi morire ed essere giudicato dall’altissimo.
    Chiedo scusa se quello che ho scritto dara fastidio a qualcuno e per come è scritto ma è scritto di getto e non mi va di rileggerlo perhce potrei cancellare delle cose hce ora penso

    • Redazione scrive:

      Max77, ogni punto di vista diverso è benvenuto. Ti rispondo brevemente però che secondo me si è invece parlato troppo della sofferenza del padre e non di quella della figlia. E stravolti in questo modo i termini del problema, si è vista Eluana come un intoppo per risolvere la condizione del padre. E non è così. Dai media però il messaggio che è passato è stato esattamente questo: povero Beppino.
      Sulla Chiesa sono d’accordo con te: ha totalmente sbagliato tutto in questo frangente. E messi in conto anche i Lefevriani, ha incassato un errore dopo l’altro. Di comunicazione soprattutto. Il Vaticano vuole dare un’impressione di elitarismo e ortodossia che in un periodo come questo risulta del tutto anacronistica.
      Emilio

  5. Monica scrive:

    Io sono Cattolica, ma non mi sento di dire che la Chiesa ha sbagliato. Perchè ha espresso il suo parere seguendo le convinzioni che ne sono il fondamento.
    E’ facile dire “la chiesa sbaglia”, ma perchè non si dice che anche il presidente della repubblica ha sbagliato a non prendere posizione giudicando sulla forma e non nel merito?
    Tutti, noi compresi, esprimiamo posizioni, convincimenti, idee, ed è giusto che la CHiesa lo faccia, anche per Eluana, per chi non ha voce, per chi sa scegliere con la sua testa, per chi non ragiona in base ad una etichetta che gli sta cucita addosso. E adesso che lei non c’è più, possiamo solo credere che sia libera, anche dalla fame e dalla sete che le hanno imposto per dare la soluzione che il loro cuore suggeriva. Io credo che l’unica vittima sia lei, vittima dell’incidente, del destino, dell’impossibilità di affermare le proprie convinzioni, di un corpo vissuto come prigione, e di tanti che hanno voluto, in un senso e nell’altro, decidere per lei.

  6. V3N0M scrive:

    eluana englaro è morta nel 1992; il resto è stata solo barbarie, pagata da noi fra l’altro. la parabola che hai citato ha senso solo se la vedi al contrario: la compassione stava nel capire subito che la ragazza non esisteva più, agendo quindi di conseguenza.
    lo stesso gesu cristo dopo nemmeno mezza giornata sulla croce si lamentava accusando il padre, figurati se ci doveva stare 17 anni avendo già avvisato per tempo il padre di allontanare l’amaro calice.
    onestamente sono molto contento che il corpo di eluana abbia smesso il suo inutile e vuoto tic-tac:la sua coscienza ha finito di esistere in un freddo giorno del 1992 contro un muro. amen

  7. luigi scrive:

    Salve. Oggi cercavo una pagina pacata per provare a capire – da laico – una cosa.

    Se ne è andata prima che la Legge che glielo avrebbe impedito venisse approvata. Perchè – se il proprio destino va accettato – non si deve meditare su questa cosa ? Forse il suo destino era davvero questo.

    Io parlo di destino, forse altri possono trovare parole diverse.

    Ciao. Luigi.-

  8. Tommy scrive:

    Lo dico subito, non sono credente e il comportamento della chiesa mi ha dato fastidio (ma se molti credenti la pensano come me, qualcosa vorrà dire), come mi ha dato fastidio il comportamento dei politici. Stato e Chiesa dovevano starne fuori, la faccenda doveva rimanere tra famiglia e medici. Non è stato posssibile, perchè il padre ha avuto bisogno di farsi sentire per combattere la sua battaglia.
    M su questa faccenda in troppi han parlato, han giudicato, han condannato senza sapere. Chiamarlo assassino, parlare di omicidio, significa mancare di rispetto a un padre che ha passato un inferno lungo 17 anni.

    Mostrare la foto di Eluana sorridente quand’era in vita, come a dire che è ancora quella la ragazza che si sarebbe uccisa. Quasi a dire che quella ragazza sorridente è andata a letto tranquilla la sera prima e il padre ha voluto soffocarla con un cuscino. Non è esattamente così. Quella che ci hanno fatto vedere ossessivamente per tutto questo tempo, ERA Eluana. Quell’Eluana è morta 17 anni fa. Ovvio, mostrare le foto osierne, avrebbe avuto un altro effetto, vero? Comunque sono contento che non siano state diffuse foto di oggi, sarebbe diventata un’altra forma di sciacallaggio, anche se forse sarebbe servito a rivalutare la cosa sotto un’altra ottica più realista.

    Mi spiegate che vittoria sarebbe stata lasciarla a consumarsi a quella maniera per altri 20 anni? o 30? O chissà quanti?

    Poi scusami, ma non vedo il nesso col tuo aneddoto, quel ragazzo era in quelle condizioni da poco e in tutto dopo quanto si è risvegliato? Un’ora? Poco più?

    A parte il fatto che hai fatto una gran cosa, perchè ho paura che molti tuoi colleghi che mi è capitato di conoscere avrebbero detto proprio:”ci dispiace, niente da fare” per poi tornare a farsi un caffè. Se tutti i tuoi colleghi lavorassero a qyuel modo si salverebbero pià vite. Per carità penso che siate la maggioranza anche perchè quello è un lavoro che non scegli per caso. Quindi hai tutto il mio rispetto per questo.
    Ma perdonami, non vedo il nesso. E sono in molti, pare, a non considerare il fattore TEMPO che invece è determinante nel valutare i fatti. Se lei era in ospedale vuol dire che a suo tempo ci hanno provato a salvarla. Ma dopo un’ora è una cosa. Possono passare settimane, mesi, prima del risveglio. Si spera, con meno danni possibile. Ma dopo 17 anni… anche se si fosse risvegliata ora…in che condizioni? Un vegetale che vede e sente ma non si muove? consapevole del proprio stato, e di avere espresso tutto un altro desiderio? Che si è addormentata a 22 anni per risvegliarsi a 39? O magari con gravi danni cerebrali? E quale sarebbe la vittoria? So che molti, soprattutto tra i credenti, pensano che la vita ha sempre una sua dignità, “la vita è sacra, non importa in che condizioni”, ma, mi spiace io non sono di quell’idea. Soprattutto detesto la frase “Solo Dio decide delle nostre vite, non noi” Ma scherziamo? A parte che in questo caso pretendevano di decidere i politici, forse si ritenevano suoi emissari…anche loro. Ma mi sto dilungando, penso che il mio pensiero sia chiaro, quindi chiudo qui, sperando che il padre, almeno ora, venga lasciato in pace. Almeno questo.

    E che Taormina lasci perdere, evitando di mangiare anche lui da un piatto da cui han già mangiato in troppi, accantonando per una volta le sue disgustose manie di porotagonismo.

  9. vitaesogno scrive:

    Sono d’accordo con Tommy econ Max77. Sopratutto con Max, che è stato l’unico a ricordare che ELUANA,almeno un anno prima dell’incidente, AVEVA POSITIVAMENTE AFFERMATO DI NON VOLER ESSERE TENUTA IN VITA ARTIFICIALMENTE IN QUELLE CONDIZIONI. Condizioni che aveva davanti agli occhi, perchè (da quanto ho letto) parlava riferendosi ad un amico in coma. Nessuno può decidere della vita di un altro essere umano, ma ciascuno HA IL DIRITTO DI POTER DECIDERE DELLA PROPRIA. Checchè ne dica lo Stato e anche la Chiesa. E lo dico da cattolica praticante: la Chiesa ha una sua morale e ha tutto il diritto di esprimerla, ma non di imporla, nemmeno ai credenti. Per quel che mi riguarda, non vorrei continuare a vivere se fossi ridotta ad una pianta in vaso e l’unico giudizio che accetto, a questo riguardo, è quello di Dio. Perchè sono convinta che la mia vita appartiene a Dio, ma Lui me l’ha data in custodia e mi ha dato un cervello, un cuore e una capacità di discernimento per decidere, in coscienza, cosa farne. Sono d’accordo con Tommy su quanto ha detto delle foto di Eluana e della tempestività dei soccorsi in caso di incidente: c’è una bella differenza tra 10 minuti (o anche un’ora) e 17 anni.
    Per quanto riguarda l’interruzione dell’alimentazione: è vero, morire di fame e sete è, a dir poco, atroce, ma erano state prese tutte le misure possibili perchè Eluana non soffrisse. E questa non è una contraddizione: tutto è stato fatto (anche se con MOLTO ritardo) nel rispetto della volontà di Eluana e con lo scopo di farle sentire meno dolor posibile. Mi sembra che si contraddica, invece, chi dice “l’avete fatta soffrire” e poi si scaglia contro le misure anti-sofferenza.

  10. Giovanni Graceffa scrive:

    Da Facebook sono arrivato a questa pagina, a volte nel mare di internet ci si perde, vorrei meglio capire dal proprietario di questo blog dove la Chiesa ha “totalmente sbagliato” in questo caso, cosa avrebbe dovuto fare che non ha fatto.
    Ricordo solo che per 17 anni Eluana è stata accudita da persone che fanno parte della Chiesa.

    • Redazione scrive:

      @Giovanni: ha sbagliato a livello comunicativo. Per i principi che la chiesa ha – e che come si capisce anche dal post io stesso condivido – non poteva giustamente dire o fare altro. Ma è l’atteggiamento di forte e ostinata intransigenza che poco si sposa con le sfumature etiche del caso Englaro. Il muro contro muro, senza quasi dialogo, la campagna di ortodosso rigore inaugurata da Ratzingher, non sta premiando il Vaticano presso i fedeli. E’ necessario che la Chiesa si apra al dialogo e soprattutto al confronto con i fedeli, senza apparire come un muro di gomma. Il mio riferimento al “totalmente sbagliato”, comunque, riguardava gli errori – ancora una volta di comunicazione – commessi da Ratzingher con i Lefevriani. Tutto troppo frettoloso, troppo categorico e, anche qui, senza sfumature. L’aperta condanna di quanto detto da Williamson è venuta quasi 10 giorni dopo.

      Emilio

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