La pagliuzza e la trave: Di Pietro e Walter Veltroni

Pubblicato: gennaio 28, 2009 in Politica
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Insomma. “Di Pietro è un populista perchè attacca Napolitano e mette in crisi l’unico vero leader della sinistra italiana: Veltroni”. E’ questo che mi sono sentito dire oggi da un caro amico a cui ho gentilmente risposto: “Che Di Pietro spesso sia populista è vero, ma chi non lo è? E soprattutto: non imputare all’Idv le mancanze del Pd”. In soldoni: se Veltroni non riesce a essere un leader credibile, non desse la colpa agli altri.
Ma cosa manca al Pd? La coerenza. La coerenza di partito nei confronti dei tre milioni di elettori che alle primarie hanno scelto Veltroni. Ci sono esponenti della nomenklatura del Partito Democratico che poco sopportano democrazia ed espressione popolare. E parlo di D’Alema.
Se Veltroni avesse davvero un qualche potere e venisse lasciato fare opposizione, lo sosterrei. Ma la logica della seggiolina veterocomunisdiessina è più forte di ogni obamiano buon proposito veltroniano. Evviva la ridondanza. E così il leader del Pd, il Barack Hussein Obama italiano (non bronzed), se ne sta lì in attesa di venir sostiuito, incapace di mettere il suo partito davanti al voto dei cittadini. Hanno scelto Veltroni, lo lasciassero timonare. Se il Walternazionale riuscisse a fare la voce grossa, infatti, i vari dalemi e dalemiani si ridurrebbero al silenzio: “cittadini, sono loro che non mi mettono in grado di fare opposizione, chiedetegliene conto”. E invece no: si accusa l’Italia dei Valori di mettere in ombra il Partito Democratico e di essere populista. Capite che c’è qualcosa che suona stonato in tutto questo.
Di Pietro accusa Napolitano?!? Ebbene, siamo in una democrazia e sul Csm, Apicella e la procura di Salerno (per Catanzaro è stata una messa in scena in fondo) la pressione del Colle è apparsa a tutti inaudita. Quando mai un presidente della Repubblica, seppure a capo del Consiglio Superiore della Magistratura, ha agito con una simile ingerenza? Ebbene, non gli si può poi chieder conto del cadavere politico di Apicella? Sacrificato per la riforma della giustizia sull’altare di Why Not? Certo che si può. E’ democrazia. Sarà forse anche populista…ma i buoni propositi sognatori di Veltroni, per ora, hanno prodotto poco o nulla.
EF

commenti
  1. lucyvanpelt scrive:

    Da elettrice di sinistra quale sono, il mio unico obiettivo in questo momento tragico per la sinistra italiana, è quello di esaminare elementi di una nuova classe dirigente al suo interno.

    Tolta la Bresso, tolto pure Soru, alcuni amministratori locali di sinistra mi hanno attirato per idee e spregiudicatezza. il presidente della provincia di Firenze, Matteo Renzi, sfida apertamente vecchie logiche di partito, e si candida alle primarie come sindaco sfidando il candiato weltroniano e quello dalemiano.
    Zingaretti, altro presidente di provincia da seguire, cosparge i comuni di reuter wifi, e per la giornata della memoria celebra ogni anno diplomati e nuovi frequentanti di un master di secondo livello in didattica della shoah dell’università di roma tre, dichiarando che la formazione, il senso critico e lo studio sono le uniche cose che contano in questo momento. ma vi sembra poco? non pensate che sia utile cominciare a parlare di nuovi possibili leader a sinistra, in modo sistematico?

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