Il Brasile nega l’estradizione di Cesare Battisti, in Italia deve scontare l’ergastolo.

Pubblicato: gennaio 14, 2009 in Politica
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Cesare Battisti

Durante l’ultima fiera della piccola e media editoria, stand di DeriveApprodi, mi sono ritrovato tra le mani un libro di uno scrittore condannato per aver trucidato quattro persone, attualmente in fuga dalla verità e dal carcere: Cesare Battisti. Il titolo del libro – “L’ultimo sparo, un “delinquente comune” nella guerriglia italiana” – mi aveva attirato e avevo preso in mano quel testo. Poi ho letto il nome “Cesare Battisti”. Toh, mi sono detto, un altro assassino che scrive, libero come l’aria nel mondo. Quando ho aperto bocca c’erano una decina di persone che gongolavano davanti allo stand. “Scusi ma questo qui è il Cesare Battisti ex-terrorista o un omonimo?” – “No, no, è lui” mi ha risposto la responsabile dello stand. “E voi pubblicate libri, con i compensi che a lui ne derivano, di un ex-terrorista che ha ammazzato gente innocente?”, ho ribattuto. Le persone attorno, zitte e mute, si godevano quello strano siparietto, intentato da uno che evidentemente non aveva nulla di meglio da fare. “Certo, perché ci sono problemi?” fu l’intelligente risposta della standista. Al che mi sono limitato a ghignare senza risponder nulla. E ho rimesso il libro al suo posto. Le persone attorno, ovviamente, non sono uscite dal loro silenzio e anonimato.
E oggi quel Cesare Battisti lì, condannato per aver trucidato quattro persone, ha ricevuto dal Brasile di Lula la garanzia che potrebbe evitargli di pagare per le sue colpe. E visto che in Italia si sente spesso parlare di omicidi, terroristi e segreti di Stato in assenza di una contestualizzazione storica, di seguito vi riporto la storia (fonte: Agenzia Giornalistica Italia – AGI) del Cesare Battisti di turno:

Cesare Battisti viene arrestato nel 1979 con l’accusa di banda armata, faceva parte dei Proletari armati per il comunismo (Pac), e viene recluso nel carcere di Frosinone. Da qui evade il 4 ottobre del 1981 e fugge in Francia dove, per un anno, vive da clandestino e dove conosce la donna che diventerà sua moglie. Successivamente si trasferisce in Messico dove nasce la sua prima figlia, proprio mentre le autorità italiane lo condannano in contumacia all’ergastolo per aver commesso quattro omicidi e diverse rapine. Battisti viene giudicato colpevole di aver sparato al maresciallo dei Carabinieri Antonio Santoro (Udine, 6 giugno 1978 ) e all’agente della Digos Andrea Campagna (Milano, 19 aprile 1979) ; viene condannato anche per l’assassinio del macellaio di Mestre, Lino Sabbadin, ucciso a Santa Maria di Sala il 16 febbraio 1979 e per aver partecipato alla pianificazione del omicidio del gioielliere Pierluigi Torregiani (Milano, 16 febbraio 1979). Lui, nel frattempo, è sempre libero come l’aria.

Nel 1990 torna a Parigi dove trova un impego come portiere di uno stabile e frequenta la comunità dei rifugiati italiani, protetti dalla dottrina Mitterand: rinunciare alla violenza in cambio di protezione. Oltre al lavoro di portiere, Battisti inizia la sua carriera di letterato e traduce in italiano alcuni romanzi noir francesi. Viene arrestato poco dopo a seguito di una richiesta di estradizione da parte del governo italiano, richiesta giudicata però inammissibile dalle autorità francesi che nell’aprile del 1991 rimettono Cesare Battisti in libertà.

Nel 1999 l’editrice Gallimbard, prestigiosa casa editrice francese, pubblica nella serie Noir il romanzo di Cesare Battisti “Travestito da uomo”.

Nel 2002 la Francia riceve una nuova richiesta di estradizione da parte del Governo italiano. Nel 2004 Battisti riceve la cittadinanza francese ma viene nuovamente arrestato e, nonostante una poderosa campagna di stampa in favore dell’ex-terrorista da parte di Le Monde, le autorità francesi il 30 giugno 2004 concedono l’estradizione.

Battisti fugge così in Brasile, dove viene però arrestato il 18 marzo del 2007 e il 28 novembre del 2008 il Comitato nazionale per i rifugiati del Governo brasiliano respingono la richiesta di asilo politico avanzata dall’ex terrorista. L’estradizione sembra questione di giorni. Ma Battisti ci mette lo zampino un’altra volta e in un’intervista di alcuni giorni fa dichiara: “Se torno in Italia mi ammazzano”. Evidentemente sconvolto da queste poche parole di Battisti, il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, concede all’ex (ma in base a cosa poi si definiscono “ex”?) terrorista lo status di rifugiato politico.

EF

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commenti
  1. V3N0M scrive:

    “ex” inteso come perona che presumibilmente ha cessato l’attività terroristica e l’appartenenza ideologica; siccome quest’ultima era la causa della sua attività criminale e violenta, si può pensare che ora sia una persona “normale” e innoqua..il punto chiave è sempre quello di stabilire se omicidi compiuti nell’ambito di una lotta armata per perserguire obiettivi politici siano da trattare diversamente rispetto a 4 omicidi di diversa matrice compiuti da un’altra persona slegata da qualsiasi gruppo.
    resta il fatto che il battisti ha goduto (non so perchè) di grande stima all’estero, tant’è che su wiki leggo:
    “Nel 2007 una campagna di solidarietà a Cesare Battisti ha raccolto 1500 firmatari (tra cui spiccano nomi di personalità di primo piano del mondo della cultura e della politica francese)”.

    che dire, buon brasile a lui e pessima giornata a me, anzi, a noi.

  2. Salvatore Conte scrive:

    Mr. Presidente Lula, mi meraviglio di tè ! Ti professi paladino dei diritti umani e, forse lo sei ma, con Cesare Battisti come la mettiamo ? Quali prove ancora cerca il tuo ministro che gli concede benefici e/ o status vari, che però pagano i contribuenti brasiliani ed italiani ?

    Amo il Brasile ed il POPOLO BRASILIANO ed avevo in previsione una vacanza a Fortaleza ma….ho annullato tutto ! Tutti i Brasiliani che vivono da pascià in Italia che ne pensano (CALCIATORI – DIVETTE – BALLERINE – ETC..ETC..) ? E i trans brasiliani che sono scappati dal brasile perchè dichiaravano “di sentirsi perseguitati in Brasile” ? caro Lula, questo garantismo che vuole dimostrare quel tuo ministro sa tanto di rancido nei confronti di prove schiaccianti di Tribunali ITALIANI!!!! VIVA L’ITALIA ! A noi ITALIANI quando qualche governo straniero ci chiede e pretende con forza l’estradizione di un assassino ci affrettiamo ad estradarlo, perchè comunque L’ITALIA resta la culla mondiale dei diritti umani !!!!! Lula rifletti ti prego. Quali persecuzioni ??? Anzi Il criminale che adesso il tuo ministro lo fa apparire come un santo, se venisse in Italia, nelle carceri Italiane starebbe da turista !!! Mi firmo perchè non temo , perchè che tu sei un uomo giusto !!
    salvatore CONTE. Lula non deludermi !!!!!

  3. Redazione scrive:

    @V3N0M: bisogna partire dal presupposto che tutti gli omicidi sono uguali perché non si può dire una morte, siccome è giustificata da motivi politic, è più accettabile di altre. Detto questo, Battisti dovrebbe campare in carcere così come tanti altri che hanno ammazzato figli di operai solo perché vestivano una divisa.

    Emilio

  4. Redazione scrive:

    @Caro Salvatore,
    spero che Lula ti legga. Sono d’accordo con te sul fatto che l’Italia sia la culla dei diritti umani…un po’ meno posso assicurare che vengano assicurati per tutti. Basta guardare i clandestini e gli immigrati stipati nei Cpt…diciamo che a uno come Cesare Battisti li assicurerebbero senza ombra di dubbio. Anzi. Magari gli farebbero fare qualche conferenza e lezioncina in qualche delirante università.

    Emilio

  5. Salvatore Conte scrive:

    Cara Redazione – Caro Emilio – d’accordo che ancora i diritti non sono assicurati per tutti ma, non vorrei trasformare quel mio sfogo nei confronti del ministro brasiliano che mi ha fatto trasalire allorquando ha fatto quelle esternazioni/ precisazioni sui diritti umani etc. Non vorrei dicevo che il mio msg fosse politicamente strumentalizzato l Anche perchè per mè il crimine non ha un colore politico e và condannato di qualunque colore esso sia!
    Ho gridato VIVA L’ITALIA perchè sono stato in molte Nazioni Europee ed i miei figli anche in Sud America (tra le altre CUBA) e quindi quasi sempre deluso ho ripetuto mille volte “PIU’ MI ALLONTANO DALL’ITALIA E PIU’ LA AMO ! Salvatore Conte

  6. marcia scrive:

    sono cittadina brasiliana e vivo in italia da ormai 1/3 della mia vita… volevo soltanto dire che negare l’estradizione a questo “signore”, e’ negare che giustizia sia fatta…

    • Redazione scrive:

      @Ciao Marcia, benvenuta su questo blog. Sai, mi piacerebbe davvero sapere in Brasile come è stata vissuta questa vicenda, quanto a voi brasiliani sia stato spiegato (da Lula & Co.) chi sia Cesare Battisti…

      Emilio

  7. giulio scrive:

    Per dirla come Andreotti: ” A pensar male si fà peccato ma spesso ci s’indovina. “Ovvero la coppia Sarkozy e la moglia Carla Bruni nella loro recente visita in Brasile hanno chiesto al Presidente operaio Lula di intervenire per non concedere l’estradizione in Italia di Battisti. Le smentite recenti da parte dlel’Eliseo sull’argomento stanno a significare la veridicità di questo mio convincimento. e quindi tale negazione è frutto del narcisimo matrimonil- istituzionale della copia francese che non smette di metter naso negli affari del nostro Paese. Lo sgarbo della decisione brasiliana è tale comunque da meritare una rappresaglia da parte del nostro Paese. Prendere lezioni di diritto da una paese famoso per i squadroni della morte ( omicidi di persone senza processo da parte della polizia ! ) e per milioni di bambini che vivono in strada abbandonati e in condizioni disumane è inaccettabile.
    E da oggi in poi facciamoci rispettare: tiriamo fuori le unghie e i denti e rispondiamo colpo su colpo a questi cafoni di stranieri: Inglesi , francesi e brasiliani in primis. Rimpatriamo per prima cosa i viados !!

  8. Riciard scrive:

    Credo nella giustizia italiana, anche s enon a priori, e credo sia un errore, quello brasiliano. Errore che dipende dalle dichiarazioni dello stesso Battisti, coadiuvate dalla visione che questo paese da all’estero. Abbiamo poco tempo fa ricevuto Lula con Ronaldinho.
    http://riciardengo.blogspot.com/2009/01/il-nuovo-ambasciatore-in-brasile-sara.html

  9. carlinogentile scrive:

    Proteggere un assassino (tra i più schifosi: vedi delitto Torregiani) come il Battisti, è indegno di qualunque paese civile.
    Ma il Brasile vuole darci lezione di “democrazia”.
    Proprio il paese dei meninos de rua, delle bambine prostituite nelle strade (magari sotto gli occhi delle autorità conniventi), dei viados esportati in mezzo mondo, della devastazione selvaggia dell’Amazzonia e connessa distruzione degli indios… Ma quale “democrazia” vorranno mai insegnarci governo e presidente di un paese simile, lasciando pascolare impunito un criminale vigliacco e insolente? Abbiano pure uno…stomaco di ferro,ma alla gente onesta…viene da vomitare!

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