Tutti i numeri della mafia su Facebook. Possibili denunce dalla Polizia postale

Pubblicato: gennaio 5, 2009 in Politica
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Apologia di reato e istigazione a delinquere. Sono queste le accuse che la Polizia postale potrebbe muovere nei confronti di quanti si sono iscritti ai gruppi di sostegno ai boss mafiosi come Totò Riina e Bernardo Provenzano. «Il monitoraggio della rete – ha spiegato oggi Diego Buso, direttore della divisione investigativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni – è continuo, non solo sul caso specifico ma, in generale, per tutto ciò che riguarda la prevenzione del crimine per via telematica, dal contrasto alla pedopornografia ai gruppi estremisti su internet. Quello dei social network – continua Buso – è un fenomeno abbastanza nuovo. È prevedibile che si confermi un “campo di battaglia” investigativo anche nei prossimi mesi. In questo senso – conclude – stiamo cercando di instaurare un canale privilegiato con i gestori di questi siti per ottenere riscontri nelle indagini sulle segnalazioni di reato».
Ma veniamo ai numeri. Su Facebook sono quasi 700 i fan di Bernardo Provenzano e oltre 200 lo vogliono “santo subito”, nemmeno fosse un papa. I fan di Totò Riina, invece, sono circa 4.500 e 150 i sostenitori del boss che viene considerato il suo erede, il latitante Matteo Messina Denaro. E si contano oltre 500 gruppi e nomi che si richiamano alla mafia e altrettanti quelli sotto la denominazione “Cosa Nostra”. Spuntano anche i Lucky Luciano, Luciano Liggio, Giovanni Brusca, Salvatore Lo Piccolo e così via.
Una notizia positiva in tanta stupidaggine però c’è: sono oltre 25mila gli utenti che hanno aderito al gruppo “Fuori la mafia da Facebook”. Che da qualche parte, nemmeno troppo nascosto, il buonsenso ancora esista? Speriamo di sì. Per ora si contano 25mila veri cittadini e un manipolo di imbecilli.
EF

Fonti: Per l’intervista: Adnkronos – per le statistiche: AGI – Agenzia Giornalistica Italia

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commenti
  1. sapo scrive:

    La madre degli stolti è sempre incinta,per fortuna le altre madri sono sempre di più.

  2. Redazione scrive:

    E sono loro – le altre – che salveranno questo Paese…

    Emilio

  3. Neclord scrive:

    Questa gente è uno dei tanti motivi per i quali mi devo vergognare ogni giorno del mio paese.

  4. V3N0M scrive:

    a me invece fanno ridere certi modi per “combattere” sia la mafia che la pedofilia, ma non mi dilungo per non innescare polemiche.la cosa peggiore di tuttò ciò secondo me è l’atteggiamento di facebook, che prima censura le mamme che allattano, poi difende in nome della libertà di espressione gruppi dei più svariati..non solo questo

  5. Redazione scrive:

    @V3N0M: La vicenda è infatti paradossale. E’ una questione di coerenza, oppure, peggio ancora, di fifa. Fifa della mafia e di chi gestisce quei gruppi. Oggi su Repubblica Attilio Bolzoni scrive che probabilmente i gruppi su Facebook rappresentano solo l’ultimo “aggiornamento” della mafia, che non manca mai di insediarsi in nuovi terreni di investimento e di “pubblicità”.

    Emilio

  6. Redazione scrive:

    @Neclord: che dirti: Resistere, resistere, resistere…e non è rivoluzionario, è civile.

    Emilio

  7. Neclord scrive:

    @ V3n0m: facebook è un servizio americano, non le comprende nemmeno certe logiche “politiche” italiane. Fanno troppo schifo. Il censurare i seni nudi è stata una scelta discutibile ma conforme con le loro regole. Ti parlo onestamente, nonostante anch’io per via del mio blog abbia avuto casini con loro, come ben sai.

    • Redazione scrive:

      @Neclord: che in America ragionino con altre logiche, mi sembra molto strano. La mafia italiana – e non solo – in America è cosa più che nota. Semplicemente si vuole creare il caso e nulla più. E’ pubblicità anche questa e, di contro, non si dà troppo fastidio alla mafia…e per certa gente è un buon compromesso.

      Emilio

  8. V3N0M scrive:

    credo che l’azione legale (per quanto ostica) sia da attuare contro facebook e non contro utenti più o meno consapevoli che si iscrivono ad un gruppo. anche perchè se ci mettiamo a contrastare le apologie…

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