La strage dei migranti: a ottobre 108 morti nel Mediterraneo

Pubblicato: dicembre 3, 2008 in Politica
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Si chiama Fortress Europe il sito internet dedicato ai migranti e alle vittime dell’emigrazione. Clandestini che dalle zone di guerra o dall’estrema povertà fuggono e muoiono nel loro viaggio verso l’Europa, verso la Fortezza Europa, ben protetta dal mare, dalle motovedette e dalle leggi che limitano gli accessi ai Paesi.

E se non si può raggiungere la meta legalmente, allora ogni stratagemma si rivela utile: si viaggia avvinghiati e malamente legati sotto i tir, nascosti nei cassoni, ammassati su fatiscenti carrette del mare. È questa l’atroce realtà dei viaggi della speranza, spesso sbrigativamente liquidati dai media nostrani come ‘immigrazione clandestina’. Il blog Fortress Europe, invece, ha deciso di tener conto in modo puntuale del numero delle vittime – accertate o presunte – che sono scomparse nel mar Mediterraneo, divenuto ormai una tomba della speranza.

Se si guarda alla contabilità di ottobre, ad esempio, sono state almeno 108 le vittime lungo le frontiere europee. Ed è uno stillicidio quasi quotidiano. In Marocco, un’imbarcazione con 50 migranti a bordo ha naufragato, lasciando un solo superstite, mentre i corpi di cinque persone sono stati ritrovati senza vita sui cayucos giunti alle isole Canarie e altri due cadaveri sono stati ripescati a largo di Malaga. Nel mar Egeo, invece, le vittime contate nel mese scorso sono state almeno 20. A queste vanno aggiunti i 18 migranti morti in un incidente stradale al confine tra Turchia e Grecia che ha coinvolto il camion su cui viaggiavano nascosti. Stessa sorte per altre due persone in Spagna. A Calais un uomo è morto mentre cercava di imbarcarsi su una nave per l’Inghilterra e con lui ha perso la vita anche un soccorritore tuffatosi in acqua per salvarlo. Ma la conta non finisce qui. L’Egitto continua a proteggere il suo confine israeliano con le armi e sono stati tre i morti in un mese. Chiudono la lista cinque annegati in un lago alla frontiera tra Albania e Grecia e i due corpi ripescati a largo di Malta, nel Canale di Sicilia, segno dell’ennesimo naufragio fantasma, in tutto e per tutto identico alla strage di Portopalo, per anni sconosciuta e svelata dal giornalista di Repubblica, Giovanni Maria Bellu.

EF

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