Croce Rossa Italiana, arriva il Commissario straordinario

Pubblicato: novembre 25, 2008 in Politica
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Il provvedimento è il numero 397/08, del 4 novembre 2008 e proviene direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: la Croce Rossa Italiana è commissariata. Il documento è chiarissimo. «Considerate le gravi carenze e irregolarità di gestione dell’Associazione, in particolare emerse dalla verifica amministrativo-contabile effettuata dall’ispettorato generale di Finanza della Ragioneria generale dello Stato presso il Comitato centrale della Associazione Croce Rossa Italiana – corpo militare – condotta dal 20 febbraio al 16 giugno 2008 i dottor Francesco Rocca è nominato commissario straordinario dell’Associazione Croce Rossa Italiana, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione». Firmato: Maurizio Sacconi.

Dopo anni di scandali, inefficienze ma anche di numerosi interventi a favore dei meno fortunati e delle popolazioni in guerra, la Croce Rossa passa alla gestione d’emergenza, un po’ come è accaduto a Napoli per il problema rifiuti. Al governo la situazione è apparsa catastrofica.

L’ordinanza commissariale del 14 novembre 2008, prevede inoltre che «gli Organi Statuari dei Comitati Regionali, Provinciali e Locali della Croce Rossa Italiana sono sciolti» e i rispettivi presidenti «assumono l’incarico di Commissario». Stessa sorte anche per gli Ispettori delle componenti volontaristiche, a loro volta sciolte dal provvedimento.

Eppure la Croce Rossa resta in mani ‘note’. Francesco Rocca, infatti, è stato fino allo scorso settembre, per poco più di un anno, capo del dipartimento socioassistenziale della stessa Croce Rossa. «Sono onorato del nuovo incarico che mi è stato affidato e che considero un vero atto di fiducia nei miei confronti da parte del Governo – ha dichiarato Rocca – dopodiché sono consapevole che ci sarà molto da lavorare, a causa della situazione delicata in cui versa l’Ente, in merito soprattutto alla questione dei volontari ‘in periferia’ e alla condizione finanziaria. Tutto ciò richiederà un grosso impegno da parte mia e del comitato centrale». Mentre il l’ex-presidente Massimo Barra ha sottolineato «E’ indicativo che ci siano stati nella Croce Rossa per sette anni un presidente, e per 18 anni dei commissari di governo. Ciò significa che i vari governi, di qualsiasi colore fossero, non erano tanto interessati al fatto che l’Ente rappresentasse un organismo indipendente e sovrannazionale, ma quasi una loro proprietà, un ‘paraministero’». E sul fronte del debito ha aggiunto: «Il 28 dicembre 2005, data del mio insediamento ho ereditato un buco di cassa con la Bnl di 57.553.623,90 euro. Lascio al mio successore un buco di 18.888.705,57 euro. Questi numeri dimostrano ampiamente – conclude Barra- che sono stato artefice di un risanamento clamoroso». Ma la Croce Rossa, almeno per i prossimi 12 mesi, resta in emergenza.
EF

© Periscopio

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