Le scimmiette in politica

Pubblicato: novembre 14, 2008 in Politica
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Ieri sera me ne stavo seduto proprio dietro Antonio Di Pietro, infagotatto come al solito tra il pubblico di AnnoZero. C’erano il buon Travaglio, Rizzo e Stella. C’era anche Castelli e Porro (de il Giornale). Insomma, una tribuna variegata e la discussione non è mancata. Ma a sorprendermi è stata la cecità della politica verso un sistema “di base” di cittadini che rispolvera le cosidette riunioni di fabbrica, fa volantinaggio fuori dalle acciaierie e parla di “compagni”. Fuori dalle fabbriche, invece, il sindacato – dopo una cena berlusconiana – si spacca, proprio come voleva il Progetto di Rinascita democratica della P2. E non si è spaccato adesso, hanno iniziato a lavorarlo ai fianchi già ai tempi della trattativa Air France/Klm-Alitalia, quando si sapeva che prima o poi Silvio sarebbe tornato. Insomma, gli intervistati lamentavano la cassa integrazione e Castelli si rivolgeva a Rizzo e Stella criticandone lo stipendio (guadagnato, a differenza dell’ex ministro, con soldi in gran parte privati). Mentre Santoro si limitava a riportare i fatti, quasi fossero una nota di colore ma senza chiedere troppe delucidazioni ai politici presenti. Non mi è capitato di ascoltare infatti nessuna soluzione o quantomeno richiesta di chiarimenti agli esponenti della maggioranza in sala, in merito alla disfatta lavorativa presentata nel collegamento con Torino. E’ stata solo paragonata agli stipendi d’oro ma senza prenderla concretamente in considerazione.

Sarà banale ma ho davvero impressione che dal basso qualcosa si stia iniziando a muovere e temo…alcuni dicono che parlare di ritorno degli anni Settanta è esagerato, ma a volte sarebbe meglio aguzzare occhi e orecchi per non perdersi neanche un particolare. Forse sarebbe necessario interrogare i politici proprio su quale percezione abbiano della realtà che ribolle intorno. Superfluo forse, ma sempre meglio che non ignorare.

EF

commenti
  1. V3N0M scrive:

    non ho potuto vedere anno zero perchè il giovedì ho un corso,non fatico però a credere a quello che dici. santoro per poter tornare in tv rischiando il meno possibile si è è dovuto morigerare molto, talmente tanto che adesso è incapace di inchiodare i politici alle proprie responsabilità come faceva prima. dal canto loro i parlamentari presenti in studio ormai non fanno altro che ghignare sotto i baffi consci del fatto che il conduttore spara a salve, quindi possono parlare dei problemi del paese come se al governo ci fosse qualcun altro..quasi quasi sta diventando più pungente chicco mentana,lui almeno quando non è d’accordo piazza sempre la battuta, anche se non calca la mano per evitare polemiche e dissapori.
    un ritorno degli anni 70 è difficile, manca l’ideologia alla base, l’identità di classe e la percezione chiara di quali sono i propri diritti. può darsi che resti solo la violenza senza idee… e forse è quello che vuole certa gente per delegittimare ulteriormente qualsiasi movimento di opposizione al sistema.

  2. Redazione scrive:

    Non avevo ancora finito di leggere il tuo commento e già mi dicevo “e se resta la violenza senza idee?”…ed è esattamente quanto hai scritto tu. Sono pienamente d’accordo con la chiosa finale e anche con il resto. Si spara a salve. Sempre…di giornalistico in italia c’è rimasto ben poco. Francesco La Licata, de La Stampa, tempo fa in un incontro alla nostra scuola di giornalismo disse che ormai si pubblica tutto senza commento, per non dar fastidio…quanto è vero.

    Emilio

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