Da Facebook alla mannaia

Pubblicato: ottobre 19, 2008 in Politica
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Emma Forrester

Emma Forrester

Si lasciano, lei scrive sul noto spazio web di Facebook di essere “single” e l’ex marito, preso dalla gelosia, la uccide a colpi di mannaia. La vittima, Emma Forrester, è morta così. Per un clic di mouse e per aver scelto un’opzione dell’avatar virtuale. 

Mi chiedo: davvero non sappiamo più comunicare in altro modo se non attraverso le community? Tutti su Facebook, tutti sanno e conoscono tutto di tutti, il nome e il cognome sono obbligatori altrimenti non rispetti le regole non scritte. E da qui la seconda domanda: il destino dov’è finito? Il caso che fa incontrare le persone dopo anni sembra essere divenuto questa ennesima community che ci riduce ancora una volta dietro lo schermo di un computer a sbirciare foto, chattare e alla fine, fortunatamente, porta anche a ritrovarsi. Ma c’è sempre di mezzo la tecnologia e la frenesia di ritagliarsi un posto per il proprio nome e il proprio cognome, per dargli un minimo di visibilità, per costruirsi un’opportunità in più rispetto al quotidiano. Facebook, il libro delle fotografie. E poi accadono casi come quello che ha condotto a miglior vita Emma Forrester, la giovane dai capelli biondi (o rossi, a seconda delle fotografie) e gli occhi azzurri, trucidata a colpi di mannaia. Ma se cercate Emma Forrester su Facebook, lei vi apparirà come se fosse ancora viva: canottierina arancione, pantaloncini neri, “Emma Forrester – London”. E accanto alla piccola foto del profilo, accessibile a chi non è utente di Facebook, i suoi “Amici”: Victoria May, Gayle Watts, Alan Fisher, Natalia Battistini ed altri. Amici del web, chattate o forse chissà, vere amicizie. Ma se non si sapesse del processo e della condanna all’ergastolo per l’ex marito che si è autoaccusato del’omicidio, forse tutti noi crederemmo Emma ancora viva e sorridente. Già, perché se gli amministratori o chi per loro non cancelleranno l’account di Emma Forrester, forse resterà on line per sempre, lì a sorridervi. Questione di password. Questione di Facebook.

EF

commenti
  1. Paolo Ribichini scrive:

    Sai, il vero problema è che non si capisce perché un fatto privato deve divenire pubblico. Purtroppo Facebook è una bella invenzione ma bisognerebbe essere capaci ad usarla, ad iniziare dal rispetto della propria e dell’altrui privacy

  2. Neclord scrive:

    La gente è fuori di testa … ma tanto eh

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