Insomma è stato tutto un bluff. Marina Petrella ce l’ha fatta, mentre i familiari delle vittime sono stati beffati. La dottrina Mitterand, quindi, non è poi così negativa come Sarkozy l’aveva dipinta e tutto resterà come prima. L’Italia, secondo il presidente francese, evidentemente non sarebbe stata in grado di assicurare un adeguato supporto psicosanitario alla Petrella e quindi meglio tenerla in Francia, dove si è rifugiata dopo la condanna all’ergastolo. E la notizia fa scalpore ma non troppo, nella domenica sonnacchiosa del nostro dormiente Paese. Un’Italia che proprio con gli anni di piombo non ha ancora chiuso i conti e che ancora circonda di un fascino immotivato persone che hanno ucciso e sequestrato. Gli ex-terroristi vanno a parlare in televisione, partecipano alle conferenze, attirano microfoni. Non per raccontare la verità ma per farsi pubblicità. Ormai si sta perdendo sempre più il concetto di pena e di colpa.

La parola ai medici dunque, a loro l’ultima sentenza, quella che salva un’assassina dalla giusta punizione (si tratta di giustizia) cui sarebbe obbligata. Ai medici e al Pilato-Sarkozy l’ultimo colpo alle vittime di un terrorismo che tutto fu meno che rivoluzionario. Bensì strumentalizzato e usato da quello stesso Stato che volevano sovvertire. E la mancata estradizione è solo l’ultima illusione, ai danni dello Stato questa volta. E’ depressa? Poverina. Speriamo abbia capito le conseguenze delle sue azioni, dei suoi proiettili, delle sue scelte.

EF

commenti
  1. […] Commento: sulla mancata estradizione di Marina Petrella […]

  2. Martina scrive:

    “Fascino immotivato”: mi ha colpito questo passaggio del tuo post, Emilio che mi trova d’accordo, e che vorrei commentare. Tempo fa, in un collegio dell’Università Cattolica, sentimmo di aver compiuto un mezzo miracolo, potendo organizzare un incontro pubblico con Anna Laura Braghetti, autrice di un libro insieme alla giornalista Paola Tavella, Il prigioniero, da cui poi è stato liberamente tratto il film “Buongiorno, notte”. Attorno a questo personaggio si creò una curiosità tale da alimentare quel fascino che invece di indirizzarsi sui fatti, ancora dolorosi e irrisolti, si dirottò sul personaggio stesso. Il fatto è che queste persone sono fondamentali, a mio avviso, per capire, oggi, cosa successe trenta-quarant’anni fa, e soprattutto per avvicinare un modo distorto di pensare la lotta che difficilmente la società di oggi potrebbe generare, talmente siamo assopiti nei nostri problemi, ma anche nelle nostre comodità. La comprensione dei fatti passa attraverso l’ascolto di queste persone, per questo sono affascinanti. Però hai ragione quando dici che non bisogna dimenticare che questi fatti sono spesso azioni delittuose, e in cui la volontà ha un peso, che la situazione storica in cui si generarono non può attenuare. La nostra passione per gli anni di piombo dovrebbe nascere più dall’urgenza di comprendere l’ieri per l’oggi, per risolvere ciò che è ancora irrisolto, che dalla lettura retrospettiva di un mito che tuttavia, proprio perché con esso non si è pacificati, stenta a generarsi.

  3. Redazione scrive:

    “La nostra passione per gli anni di piombo dovrebbe nascere più dall’urgenza di comprendere l’ieri per l’oggi, per risolvere ciò che è ancora irrisolto, che dalla lettura retrospettiva di un mito che tuttavia, proprio perché con esso non si è pacificati, stenta a generarsi”.
    Hai ragione, è necessario ascoltarli e capire. Ma le incongruenze sono troppe e alla fine si capisce che cercano solo notorietà e dicono poco e niente. Chi sparò VERAMENTE durante l’agguato a Moro ad esempio? Raccontano una verità del tutto parziale…
    Il comprendere l’ieri per l’oggi, hai ragione…ma finché non smetteremo di considerare tutto come un bel film, un qualcosa di romanticamente tremendo, non arriveremo a nulla.
    Emilio

  4. Domenico Malara scrive:

    Ciao, proprio ieri ho pubblicato sul mio blog un post su Francesca Mambro (www.malarablog.wordpress.com/2008/10/12/ehi-mambro-mambro-italiano-uno-stato-di-diritto-no-uno-stato-di-vergogna), la terrorista dei Nar riconosciuta responsabile della strage di Bologna e quindi dell’uccisione di 95 persone. Era stata condannata complessivamente a 6 ergastoli, 84 anni e 8 mesi. In questi giorni il Tribunale di sorveglianza di Roma ha concesso alla terrorista nera la libertà condizionale fino al 2013 quando, in assenza di altri reati, la pena sarà estinta.
    Mi chiedo se viciavo in un Paese normale, se il nostro è uno Stato di diritto o più verosimilmente uno Stato di vergogna.
    Parlando della vicenda Mambro ho anche voluto lanciare una provocazione, nella speranza che questa sia interpretata nel modo giusto. Ed è la stessa provocazione che voglio lancire per la vincenda Petrella: si parla tanto delle magagne di Berlusconi (che esistono e sono evidenti), ma perché un partito come Italia dei Valori oltre a battersi per bloccare le leggi ad personam di Berlusconi, con la stessa forza non si batteanche per affermare una volta per tutte la certezza della pena? Perché nessuna forza politica, neppure le sinistre, si sono indignate per le vicende Mambro o Petrella? Ma davvero il male dell’Italia è solo Berlusconi? E di questi terroristi (che restano tali nonostante la loro riabilitazione da parte di intellettuali e giornalisti radical-chic) perché nessuno ne parla? Perché nessuno raccoglie firme affinché nel nostro Paese sia fatta vera giustizia?
    Provate a chiedere alle famiglie delle vittime della strage di Bologna se a loro indigna di più il lodo Alfano o la scarcerazione della terrorista che ha ucciso i loro cari. Non credo che avrebbero dubbi a rispondere…
    Alla prossima. Domenico (www.malarablog.wordpress.com)

  5. Redazione scrive:

    su questo hai perfettamente ragione. Ma non è una questione solo dell’IdV, è trasversale a tutti i partiti.

    Emilio

  6. andrea scrive:

    Io voglio che qualcuno mi dica se la Petrella ha chiesto scusa alla figlia dell’agente di polizia che ha trucidato e che ha lasciato orfana di padre.Perchè non lo fa? il suo ergastolo è la giustizia non una vendetta.Se sta male abbiamo degli ottimi ospedali anche in Italia

  7. Redazione scrive:

    ciao Andrea,
    non so dirti se abbia chiesto perdono o meno, ma sono d’accordo con te che in Italia ci siano ottimi ospedali, ottimi per curare qualsiasi forma di depressione, tristezza o degenze fisiche…perfettamente d’accordo.

    Emilio

  8. petisso scrive:

    mi chiedo cosa sarebbe successo se al posto della petrella c’era la mambro.

    mi viene da vomitare.

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