Razzismo parmense

Pubblicato: settembre 30, 2008 in Politica
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Ecco dove portano politiche sull’immigrazione fondate sulla paura e sulla diffidenza dello straniero: sette vigili urbani di Parma oggi hanno ridotto per terra un ragazzo ghanese, accusato di essere uno spacciatore. E sui documenti che accompagnavano i suoi effetti personali avrebbero scritto: Emmanuel “Negro”. Il comando è lo stesso in cui venne scattata la foto alla prostituta gettata per terra.

Il comandante dei Vigli di Parma, Emma Monoguidi, ha ipotizzato che la scritta l’abbia fatta Emmanuel stesso e che il volto tumefatto sia la conseguenza di una violenta caduta, non di un pestaggio. Insomma, una riedizione del razzismo: lui è un “negro”, quindi si è inventato tutto.
E pensare che Emmanuel stava per iniziare a lavorare come volontario in una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Italia mia, quando ti sveglierai?

EF

commenti
  1. Sel86 scrive:

    Ciao! Io sono di Parma e mi spiace che questa bella città venga nominata solo per brutte cose: caso Tommy, Parmalat, prostitute e ora si parla pure di razzismo.
    Sono sincera, io non sono razzista e sono a-politica. Premesso questo ti dirò che parma è piena di stranieri, e da donna, ho paura a fare 2 passi da sola. Mi spiace dirlo ma chi non è razzista, prima o poi per paura lo diventa. Poi purtroppo per fare giornalismo c’è chi si inventa delle cose. Sul caso della prostituta, oggi sulla nostra Gazzetta c’è un articolo in cui viene spiegato che la prostituta maltratta dalla polizia è una montatura. Sul caso del Ghanese..se qualcuno gli ha fatto del male, è giusto che paghi. Ma non generalizziamo.
    Sai cosa c’è…che la gente ora ormai ha paura e non si fida della giustizia e sbagliando cerca di agire da se’, ed ecco cosa succede. Pessima cosa.

  2. Redazione scrive:

    beh la stessa cosa accade a Milano. Eppure han fatto passare Roma per città pericolosissima quando è una tra le più sicure d’Europa. E la colpa non è (solo) dei giornalisti, anche la politica ci mette del suo. Lo sai, ad esempio, che gli atti dell’interrogatorio di chi intervenne in soccorso della ragazza stuprata a Roma pochi giorni prima del voto sono secretati? Per non influenzare le elezioni si disse. Peccato che uno degli “angeli” che intervennero quel giorno è comparso poi accanto ad Alemanno e il rumeno accusato dell’aggressione è difeso da avvocati di grosso calibro. Strano, vivendo sotto i ponti non se li sarebbe mai potuti permettere. Allora è questione sia di percezione, di informazione ma anche di una politica che crea allarmismi assurdi e troppo spesso immotivati.
    grazie di essere passata!

    Emilio

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