Maxioperazione anticamorra nel casertano: arrestati i presunti autori della strage di Castelvolturno. Le indagini partite nel 2004.

Pubblicato: settembre 30, 2008 in Politica
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Grafico delloperazione con i tre boss fermati

Grafico dell'operazione con i tre boss fermati

All’alba di oggi un’operazione delle forze dell’ordine contro il clan dei casertano dei casalesi, ha portato all’arresto di una trentina di latitanti e a 77 notifiche in carcere. Tra i fermati anche tre boss ritenuti tra gli esecutori della strage di Castelvolturno e la moglie del capo dei casalesi, Francesco Schiavone, detto Sandokan. Contestualmente agli arresti, la Guardia finanza ha sequestrato beni mobili, immobili e società commerciali per un valore di circa 100 milioni di euro.

Sono stati impegati oltre 500 agenti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, provenienti dalle squadre mobili delle cinque province campane, da Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso e dai reparti di prevenzione di 13 regioni italiane. Le operazioni – in tutto due – sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli.

Veniamo agli arrestati. Quattro i nomi di spicco: Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo, Giovanni Letizia e Giuseppina Nappa. I primi tre sono ritenuti mandanti ed esecutori della strage di Castelvolturno, dove vennero trucidati sei immigrati, e di Baia Verde, in cui fu ucciso un italiano, gestore di una sala giochi. La quarta è la moglie del boss Francesco ‘Sandokan’ Schiavone, attualmente detenuto. E’ accusata di ricettazione, per aver percepito lo stipendio che l’organizzazione assicurava mensilmente ai familiari degli arrestati.
Cirillo, Spagnuolo e Letizia erano in tre diverse villette, tra Monteruscello e Giuliano in Campania, ed erano armati. Sequestrate durante la perquisizione anche diverse pettorine delle forze dell’ordine, un lampeggiante per auto, palette da segnalazione, due kalashnikov e 5 pistole – due 9×21, dello stesso modello di quelle usate nella strage di Castelvolturno e in altri diversi omicidi commessi sempre dall’ala bidognettiana dei casalesi -, diverse moto e un fucile a pompa.

Al momento dell’arresto, Giuseppina Nappa ha esclamato:”non avete salvato l’Italia”. Ma era più l’ultimo rantolo di un animale ferito che non un’affermazione vera e propria.
L’ordinanza di custodia cautelare che ha portato agli arresti di oggi è legata a reati commessi fino al 2004. Il gip ha ricostruito numerosi episodi di estorsione, che permettevano al clan di incassare i soldi per gli stipendi da pagare ai familiari degli arrestati e agli affiliati: dai 1.500 ai 4.000 euro al mese. Tra le società vittime delle estorsioni, le ditte impegnate nell’ammodernamento della Alifana, un sistema di trasporto su binari regionale. Alle società veniva chiesto dal 3 al 5% dell’importo complessivo dei lavori, tra i 25mila e i 50mila euro mensili. Metre i fratelli Orsi, impegnati fino al 2004 nella raccolta dei rifiuti nei comuni di Castel Volturno, Mondragone, Grazzanise e Santa Maria la Fossa, sono stati costretti a versare al clan dei Casalesi la somma di 125mila euro. La ricostruzione è stata possibile grazie a una serie di documenti ritrovati a casa di Vincenzo Schiavone – detto «’O Copertone» – nel dicembre 2004, dove era riportata la contabilità completa del clan e la mappa degli affiliati: 146 nomi divisi in 11 gruppi.

Dai magistrati che hanno condotto le indagini un’importante conferma: «La cattura dei tre latitanti non è caduta dall’alto – ha dichiarato il pm Giandomenico Lepore – ma frutto di indagini basate su intercettazioni. Le intercettazioni sono essenziali per qualsiasi indagine, piccola o grande che sia. Non possono essere eliminate così di botto, altrimenti è meglio che chiudiamo bottega».

Soddisfazione è stata espressa dal Capo dello Stato e dal ministro dell’Interno Roberto Maroni: “E’ stato inferto un colpo durissimo ai casalesi. Si tratta di “un giorno da mettere negli annali, perchè lo Stato ha dato il segnale che interviene in tempi rapidi, in modo efficace e vuole riprendere il controllo del territorio”.

EF

commenti
  1. Neclord scrive:

    “E’ stato inferto un colpo durissimo ai casalesi. Si tratta di “un giorno da mettere negli annali, perchè lo Stato ha dato il segnale che interviene in tempi rapidi, in modo efficacie e vuole riprendere il controllo del territorio”.

    Problema risolto in 3 giorni? Ma prende per il naso gli italiani? Ci sono magistrati VERI che sono morti per sconfiggere la mafia, altro che qualche lacchè che da “padano” si interessa casualmente al sud.

  2. Redazione scrive:

    Non credo che qualcuno possa realmente pensare che il problema sia risolto in tre giorni. Diciamo però che, nei fatti, è davvero un colpo pesante per la camorra.

    Emilio

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