C’era una volta l’Alitalia

Pubblicato: settembre 18, 2008 in Politica
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CAI ha ritirato l’offerta su Alitalia. Il nostro Paese non ha più una compagnia di bandiera e oltre 20.000 dipendenti finiranno disoccupati. Socialmente ed economicamente è un disastro. Eppure, tutto questo mi fa tornare alla mente quanto si racconta degli anni ’70: una politica incapace di trasmettere ai cittadini ideali forti, politici deboli e poco autoritari, una situazione occupazionale critica e prospettive per il futuro quasi nulle. Al vertice, una massoneria deviata, una lobby di potenti che manovra la comunicazione e le forze dell’ordine. Sono forse stato estremo, ma il mio timore è che la tensione sociale porti a mostri abominevoli quali si sono visti negli anni ’70-’80.

L’Alitalia fallisce dopo anni di indecisioni in cui questo carrozzone è servito per tutti gli usi e i consumi, soprattutto elettorali. L’impressione è che si tratti di una sorta di diluvio universale, un evento definitivo, simbolo dell’incapacità politica dei leader nostrani da dieci anni a questa parte. Almeno.

State bene attenti a quanto accadrà adesso: la causa del disastro sarà attribuita o ai sindacati o ai piloti. A ognuno le sue colpe, dirà il buon Silvionazionale. Senza ricordare invece agli italiani che forse una colpa, in primis, ce l’ha anche lui: di aver fatto fallire la trattativa con Air France. Un tavolo di confronto inficiato proprio dalle promesse del premier che permisero ai sindacati di fare la voce grossa quando invece avrebbero dovuto tacere e ringraziare. Caro Silvio, se 20.000 persone da oggi sono in mezzo a una strada, è anche colpa tua. Chissà che non risolverai anche questa emergenza con discariche e militari.

EF

commenti
  1. PaoloRibichini scrive:

    Si, la rimozione è già in atto. La colpa è dei sindacati…Berlusconi non c’entra nulla. Io sono convinto che il grande errore dei sindacati sia stato quello di essere stati troppo duri su AirFrance, ma alcuni lavoratori dell’Alitalia sotto il CAI avrebbero guadagnato 600 euro. Non sto sparando numeri a caso…600 euro al mese! Quando prima guadagnava 1100 euro. E’ pura follia, per gente che deve mantenere la famiglia e pagare il mutuo. D’altronde non è nemmeno comprensibile perché il costo di un fallimento ricade sui lavoratori e non su chi è il vero responsabile: la dirigenza prima, Berlusconi poi. Qualcuno alcuni mesi fa parlava di Insider Training….

  2. Redazione scrive:

    Di Pietro parlò di insider trading da parte di Berlusconi…ma di Pietro è un ex magistrato, quindi Silvio ci sputa sopra.

    …ieri leggevo un sondaggio sul web: Se si votasse adesso, chi voteresti? Di Pietro aveva il 33,4%

    Emilio

  3. scrooge scrive:

    ti segnalo anche questa mia analisi sul piano fenice e privatizzazioni alitalia

    http://i-com.it/AllegatiDocumentiHome/239.pdf

  4. PaoloRibichini scrive:

    Emilio, i sondaggi sul web, basati su dichiarazioni volontaristiche, non hanno valore statistico. In realtà secondo la Ipsos (cito a memoria), Di Pietro ha la fiducia del 40% degli italiani. Ciò non significa che lo voterebbero. Di Pietro si attesta, su questo punto, all’8,3%, quasi raddoppiando le sue preferenze

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