Roma: Amato rinuncia alla Commissione Attali

Pubblicato: settembre 16, 2008 in Politica
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Non sarà Commissione Amato, sarà Commissione Marzano. È stato lo stesso ex presidente del Consiglio ad annunciare la sua rinuncia al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel corso di un incontro ieri sera al Campidoglio. E insieme, Amato e Alemanno, hanno individuato nell’attuale presidente del Cnel, Antonio Marzano, una figura istituzionale in grado di guidare la cosiddetta Commissione Attali per Roma, promossa dal Comune, dalla Provincia e dalla regione Lazio.
Amato, nel corso del faccia a faccia con il sindaco, durato circa un’ora e mezza, si è detto rammaricato per la decisione ma ha spiegato che le ultime polemiche, seguite ai giudizi espressi nei giorni scorsi da Alemanno sul fascismo, hanno dimostrato che con lui alla guida, la Commissione rischiava di diventare il parafulmine della diatriba politica nazionale, smarrendo il senso originario per cui era stata pensata.
Rammarico per la decisione di Amato è stato espresso in serata anche dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: «Mi dispiace – ha detto il premier – che abbia scelto di rinunciare. Non era una decisione da prendere, soprattutto da uno come lui che è sempre stato indipendente dal contorno della sinistra».
A fronte di numerosi auspici di conciliazione, la decisione di Amato era comunque nell’aria. Da giorni infatti circolavano nei corridoi della sede del Partito democratico indiscrezioni secondo cui un rifiuto da parte dell’ex premier veniva dato per certo. E le prese di posizione di uomini anche molto vicini a Veltroni, contrarie alla commissione, hanno reso l’operazione sempre più difficile.
Non è servito neanche il pressing di Alemanno, del vertice di An e dello stesso Fini, che nei giorni scorsi aveva invitato i giovani della destra a riconoscersi «nei valori dell’antifascismo». Seguito a stretto giro di posta dal sindaco di Roma che confermava le parole del presidente della Camera. L’ultimo tentativo chiarificatore Alemanno l’ha infine tentato ieri pomeriggio. Lasciando fuori dalla porta le polemiche politiche, il sindaco di Roma ha dichiarato che il nome di Amato era stato scelto «non in quanto politico di sinistra, visto che non ricopre più una posizione politica, ma per costruire una commissione che lasci spazio alla società civile, per elaborare strategie per lo sviluppo della città». E inutili sono state anche le – sempre meno – voci favorevoli provenienti dal centro-sinistra. Ad alzare il livello della polemica politica, infine, nel pomeriggio di ieri è intervenuto anche Massimo D’Alema che durante la festa provinciale del Pd di Modena è tornato sul nodo del giudizio storico sul fascismo. «Ciò che ha detto Fini è importante. Ma pur riconoscendo il valore delle sue affermazioni sul fascismo – ha proseguito l’ex ministro degli Esteri – si ha la sensazione che ogniqualvolta Fini prenda una posizione illuminata, lo faccia più a titolo personale che non come leader di una destra che non sembra molto influenzata dalle sue aperture». Prima ancora c’erano stati i duri attacchi al Governo e alla maggioranza da parte di Veltroni, durante la Summer School del Pd a Cortona.
A guidare la commissione dunque, una nomina istituzionale di alto livello, libera da qualsiasi possibile appiglio polemico di natura politica.

EF

Pubblicato su Il Sole24Ore del 16.09.08

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