Post (banale ma che avevo voglia di scrivere) sul Sud

Pubblicato: agosto 18, 2008 in Politica
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Vacanza lampo, appena un giorno di mare e due di viaggio. Sono stato nel Salento, a Santa Maria di Leuca. Oggi di nuovo in redazione. 

Beh, dopo questa “vacanza” sono sempre più convinto che nostro Paese stia rasentando la follia, che non abbia più rispetto per nessuno e guardi solo al proprio cortiletto. 
Da molti considerato una delle parti più belle d’Italia, il Sud viene letteralmente invaso da quanti spesso lo invocano con l’epiteto “terronia”. Milanesi, veneti, e combriccola nordesca varia. Ad agosto si verifica una vera e propria calata di persone che si comportano come se il Meridione fosse di diritto territorio loro.
Durante i fuochi d’artificio di Ferragosto, ad esempio, all’indirizzo di uno dei fuochisti che accendevano le micce – in perfetto accento milanese – dietro di me ho sentito esclamare: “Figa, che sfigato quello lì, guardalo corre da una parte all’altra…che sfigato”.

Non è certo da una battuta che nasce questo mio post ma da una situazione che, acuita forse anche da certi toni politici a dir poco irresponsabili, sta spezzando l’Italia a livello “interiore”, di spirito.
Durante un lungo periodo di permanenza in quel di Milano, mi sentii dire “Le lampadine del parco giochi del LunEur (a Roma), vanno avanti grazie a noi milanesi”. E potrei citare molti altri “detti” popolari nei confronti del Sud. Poi però al Sud si va in vacanza, lo si tratta come fosse il cortiletto di casa.

Colpa di tutto questo è sicuramente anche della classe politica nostrana che, invece di indicare vie di risoluzione delle tensioni, le inquadra in precisi programmi politici, le sfrutta al solo fine del voto. E’ bello urlare che al Sud sono terroni? Benissimo, creiamo un partito di gente che urla che al Sud sono terroni. La situazione è però anche figlia di un disagio strutturale che subisce l’onere mafioso. Un’economia che debba scendere continuamente a patti con chi vive e specula attraverso la mafia – e non è certo li Sud ma la politica che lo governa – non potrà mai viaggiare ai ritmi della Tav o della fiera di Milano. Anche se, ammettiamolo (non come Chiamparino disse di Torino: “qui la ‘ndrangheta non c’è!) le mafie esistono anche al Nord. Ma sono gestite. Al nord fanno affari, mentre nel Meridione scaricano le scorie, il “resto”. Il Sud Italia da sempre è un gran bel castello fatto di slogan elettorali lanciati al vento in cui nessuno crede più. Rifiuti, mafia, camorra e silenzio. Con tutte queste “cose” buttate in una badcompany come il Meridione, è facile far volare alto il Nord. Eppure, come accade per una arcinota badcompany nostrana, si promettono sempre fondi strutturali, soldi a pioggia, finanziamenti e stati di emergenza, senza mai risolvere nulla.

Un giorno mi sono chiesto: se dall’Italia la mafia sparisse all’improvviso, cosa accadrebbe? Il Paese crollerebbe? Forse sì…certamente ci sarebbe una rivoluzione e forse al Sud le vere energie (che abbondano) supererebbero chi ad oggi dà dello “sfigato” ad un fuochista che chissà quanti sacrifici ha fatto per correre da una miccia all’altra sul molo di Santa Maria di Leuca.

EF

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