Una domanda: ma la Guzzanti lo sapeva che quella di piazza Navona non era la SUA manifestazione? Non era il SUO show? Non era il palco di un teatro con in cartellone una SUA performance? Probabilmente lo sapeva ma, come ha dichiarato ieri, se ne è fregata. Fregandosene – per riprendere un verbo che a quanto pare le è molto caro – ha mandato in rovina la manifestazione che non era contro il papa, non contro Veltroni né contro Napolitano, ma contro le leggi ad personam di Sivlio Berlusconi.

In un’intervista comparsa oggi sulle pagine de La Stampa, Sabina dichiara: “Era tutto previsto. Quando ho scritto l’intervento mi sono chiesta se togliere o no certi passaggi. Poi li ho lasciati. […] rifarei tutto. il pubblico di Roma ha riso anzitutto sulle battute del Papa all’Inferno. […] Il mio intervento è stato il più visto su Youtube. C’è una fetta di elettorato che non ne può più delle ingerenze della Chiesa e della pavidità della sinistra. […] Il mio intervento, con quelli di Grillo e Travaglio, è stato il più discusso, segno che ha funzionato“. Scusate ma che significa? Un intervento discusso è un intervento vincente? Dove sta scritto? Le parole di Sabina, che fino a qualche giorno fa stimavo come comica e come ‘dissidente’, non hanno né capo né coda. Si vanta di aver rovinato (perché questo è in fondo quanto ha fatto), una manifestazione non sua ma dove era stata invitata e che non aveva tra i suoi obiettivi la critica al Papa o alla Chiesa. Attacchi fuori luogo, finalizzati semplicemente a mantere una posizione di anti-tutto che Di Pietro rischiava di rubargli.
Lo ribadisco. I comici, tutti insieme, quelli per lo meno che vogliono fare antipolitica, hanno coscientemente fatto fallire la manifestazione di Di Pietro perché questi non gli rubasse scena, pubblico ed e/lettori. Questione di milioni di euro di fatturato.
Dite che questa è solo cattiveria? Come diceva qualcuno a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende.

Conclude la Guzzanti: “milioni di persone ascoltano me e Grillo perché sentono da noi quello che vorrebbero sentir dire da certi politici“. Cosa? Parolacce. Non credo proprio. E non ci sarebbe neanche dell’altro, perché la Guzzanti di proposte non ne fa.

EF

commenti
  1. freesud scrive:

    La manifestazione dell’otto luglio ha smascherato l’infiltrazione culturale dei dogmi dell’autoritarismo nel recinto intellettualoide di una parte del centro-sinistra italiano.

    Rivendico il diritto di critica nei confronti di qualsiasi soggetto svolga funzioni pubbliche nel nome del popolo italiano.

    Sconvolge sapere che gli esponenti di un partito progressista italiano siano così ottusi e destri da ritenere volgare il diritto di critica.

    Piena solidarietà alla invettiva satirica della Guzzanti ed alle motivate critiche di Grillo. In Piazza Navona abbiamo respirato profumo di libertà.

  2. roberto scrive:

    ho visto ed ascoltato su internet l’intervento della guzzanti. fa bene a fregarsene di tutto e di tutti, chi non capisce un tubo è meglio che non si impicci, infatti non si è impicciata di nulla, ha sparato solo insulti a raffica. avrebbe potuto benissimo distribuire olio di ricino o mandare al manicomio chi non la pensava come lei, se fosse nata in altri tempi. non ha fatto un ragionamento che è uno! ha raccolto quattro applausi da quei poveri frustrati che possono godere solo sentendo denigrare e/o calunniare il nemico di turno e chi non da loro ragione. ma questa non è democrazia. quando prodi ha vinto le elezioni sarebbe stato per il bene di tutti se avesse potuto governare. così come è per il bene di tutti che oggi governi chi ha avuto i voti della maggioranza degli italiani. imparatela la democrazia e piantatela di essere convinti di avere sempre ragione sinistresi frustrati. SILVIO VI AMA E VI PERDONA!

  3. Giuliano scrive:

    Sono d’accordo con quanto è scritto nel Post

  4. Antoine de antoniis scrive:

    La Guzzanti, a modo suo, ha detto: Il pemier non è moralmente e policamente corretto; il Vaticano interferisce pesantissimamente con le cose della nostra laica repubblica. Il linguaggio è stato quello colorito e libero della satira. Non è oscena la satira; è oscena l’attuale politica italiana. I concetti della Guzzanti (ognuno può esprimerli come vuole) sono pienamente condivisibili.

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