Di Pietro a lavoro nella sua tenuta

Tangentopoli e poi la politica. Il giudice Carnevale che dice di essersi pentito di averlo promosso all’esame. Infine la nascita dell’Italia dei Valori. Il personaggio è lui: Antonio – detto Tonino – Di Pietro, l’ultima speranza per una politica giusta, pulita e corretta, che si è purtroppo mischiato al grillismo più spinto e maleducato. Ha perso la prima vera occasione per dimostrare al governo la forza del suo partito e di un’opposizione costruttiva.

Quanto è successo l’8 luglio scorso, a piazza Navona, infatti, ha i suoi (bei) precedenti. Preda forse del desiderio di raccogliere i voti dei grillini, Di Pietro da mesi ha abbracciato le tematiche del comico genovese e della sua cricca di insultatori da quattro soldi, da cui mai ho sentito giungere proposte concrete di cambiamento (a parte aver riformato il Vaffancul** in V-Day). Si è illuso il buon Di Pietro, di poter inquadrare nel progetto politico dell’IdV persone che invece non concepiscono alcuna progettualità e sono i migliori alleati di Silvio Berlusconi: Beppe Grillo, Sabina Guzzanti e tutti gli altri (salverei Travaglio). I migliori alleati del Cavaliere sono proprio loro, lo ripeto, credo non a torto. Pensateci: l’unica manifestazione in cui davvero l’opposizione poteva dimostrare al Partito Democratico e alla maggioranza lo spessore del pensiero alternativo, è stata rovinata (ad esclusivo beneficio di Silvio Berlusconi) proprio da Grillo e dai comici anti-tutto. Attacchi al papa, a Napolitano, insulti e parolacce. Cosa c’entrava tutto questo con le leggi ad personam? Nulla. Il favore fatto al premier, invece, è enorme. E proprio sul premier vivono persone come Grillo. Ricordate il suo fatturato da brivido? Mai e poi mai avrebbe potuto permettere ad uno come Di Pietro (povero ingenuo) di rubargli la scena. Meglio invece far fallire tutto e restare l’unico urlatore anti-berlusconiano. E la protesta contro le leggi? e il lodo? e la salva-premier? Tutto è andato in fumo. Grazie Grillo, grazie Guzzanti. La democrazia ringrazia.

EF

commenti
  1. Marino scrive:

    Sono un attivista del PD. Però lo vorrei più moderno. Non pensi che la giustizia,chiunque stia al governo, vada riformata. Si tenta la riforma del I potere, del II ed è giusto anche per il terzo. La gente va tutelata prima con una buona politica, poi entri la giustizia se si comporta male. La giusta giustizia.

  2. Redazione scrive:

    La giustizia va riformata ed è giusto farlo. Ti consiglio però di andare a vedere come la P2 voleva cambiare la giustizia e di paragonarlo agli attuali “segnali” di riforma…altro che Giovanni Falcone…
    Di Pietro dovrebbe farsi sentire davvero, non in modo strumentale e cacciavoti.

    Emilio

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