Napolitano: unità sulla questione campana. A Casale i funerali di Michele Orsi

Pubblicato: giugno 6, 2008 in Politica
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Vi propongo un articolo pubblicato ieri sul periodico PERISCOPIO.

Casal di Principe

“La criminalità organizzata è responsabile di molti traffici compreso quello dei rifiuti tossici e questi rifiuti tossici in gran parte sono arrivati dal nord, ne sia consapevole l’opinione pubblica di quelle regioni” Queste le parole con cui ieri il capo dello Stato, in occasione dell’inaugurazione di un’aula alla memoria del giornalista Giancarlo Siani, presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, è tornato sul binomio criminalità organizzata e rifiuti in Campania. “Nessuno dimentichi mai la corresponsabilità e il dovere di tutti a partecipare al riscatto di Napoli – ha continuato il presidente, ricordando il giornalista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 – perché non esistono due città, una bella e una brutta.iste Napoli e c’è un’unica comune responsabilità che riguarda tutti i cittadini e le istituzioni”.

Napolitano ha poi promesso che si spenderà per potenziare gli uffici giudiziari partenopei e per realizzare le misure più urgenti.I segnali di presenza dello Stato non si fermano comunque solo al capo dello Stato. Domani, infatti, una delegazione del Partito Democratico incontrerà il capo del Viminale per illustrargli iniziative e proposte da adottare contro la criminalità. Per sabato è inoltre previsto un viaggio a Caserta e a Casal di Principe, da parte del capo dell’opposizione, Walter Veltroni, insieme con il ‘ministro ombra’ (dell’interno), Marco Minniti, e gli ex-prefetti Serra e De Sena, oggi parlamentari.
Nel PdL, invece, l’atmosfera non è delle migliori. Il presidente dei senatori, Maurizio Gasparri, ieri si è affrettato nel rinnovare la sua fiducia a Mario Landolfi e Nicola Casentino, i due deputati chiamati in causa dall’imprenditore Michele Orsi, trucidato domenica scorsa a Casal di Principe con 18 colpi di pistola. “Non ho dubbi sulla moralità dei due deputati – ha dichiarato Gasparri – e non c’è alcun imbarazzo nel Popolo delle Libertà”. La giornata di oggi, invece, durante il voto del decreto Alitalia, i deputati del PdL si sono scagliati contro l’onorevole Francesco Barbato (Italia dei Valori), reo di aver accusato, pur senza nominarlo direttamente, Mario Landolfi (AN): “in questo Parlamento – ha tuonato Barbato – vi ho indicato un deputato che la mattina sta a Montecitorio e la sera armeggia con i camorristi”. Al grido “Fuori! Fuori!” si sono quindi scatenati i deputati della destra, in difesa del loro collega di partito.
Mentre nei saloni della politica si litigava, a Casale di Principe oggi si sono svolti i funerali di Michele Orsi. Una celebrazione blindata, con posti di blocco ogni 300 metri e circa 200 agenti tra investigatori della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, inviati nella città casertana per presidiare il territorio e dare la caccia ai latitanti. Dopo i caroselli dei giorni scorsi, denunciati da Il Mattino di Napoli, anche oggi si sono registrati festeggiamenti: alla stessa ora delle esequie di Orsi, infatti, mentre la città si stringeva attorno all’imprenditore ucciso, a pochi metri di distanza, nella chiesa di piazza Villa, parrocchia del Santo Spirito, si festeggiavano le nozze di Carmine Schiavone, figlio dell’omonimo boss, detto Sandokan. La sposa è una ragazza di Casal di Principe, figlia di un imprenditore locale. “Fino ad oggi non è ancora reato celebrare un matrimonio”, ha dichiarato don Mario Vaccaro, il sacerdote che ha officiato il rito.
Durante il funerale di Michele Orsi, invece, don Delio Pellegrino non ha mai nominato la camorra, chiamando i clan semplicemente “questi”: “Se questi hanno pensato in questo paese di poter controllare tutto e tutti – ha tuonato don Delio – hanno sbagliato; se hanno pensato di poter spegnere la voglia di vivere, si sbagliano perche’ Gesu’ parla a loro. Allora, se vogliamo che il sangue di Michele non sia stato versato inutilmente, è necessario creare una coscienza sociale, civile ed ecclesiale. C’e’ bisogno della collaborazione di tutti – ha continuato il parroco -, a incominciare dallo Stato che non deve limitarsi a presenze formali, ma deve reagire con atti giudiziari e con fatti. Qui – ha concluso il parroco – c’e’ anche tanta brava gente”.

EF

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