Cecità nazionalista

Pubblicato: giugno 5, 2008 in Senza categoria
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Rom rom rom e invece a commettere uno dei peggiori delitti possibili – lo stupro di una bambina marocchina di appena 13 anni – è stato un ragazzo italianissimo, colpevole forse anche di altri due terribili episodi analoghi.

La notizia è giustamente finita sulle pagine di quasi tutti i quotidiani e nei tiggì, ma chiedetevi cosa sarebbe successo se, a commettere un reato degno della castrazione chimica, fosse stato un clandestino? Un rom, un albanese, un vattelapesca qualunque, un non-italiano?

Ricordo ancora i manifesti stampati da Forza Nuova e affissi in mezza Roma durante la campagna elettorale. Rappresentavano una donna che urlava durante un tentativo di violenza, mentre lo slogan sottostante ricordava Giovanna Reggiani e recitava qualcosa di simile a “E se capitasse a tua moglie?”. Questa volta, invece, l’animale che ha stuprato la bambina era uno di noi, il figlio che qualsiasi persona avrebbe potuto avere. Meditate, dunque, italiani da decreto sicurezza e reato di clandestinità. Meditate, riguardo l’assuefazione mediatica in cui vi siete rinchiusi.

Per la cronaca, il violentatore, colui per il quale un decreto sicurezza dovrebbe prevedere almeno il carcere e la castrazione chimica, si chiama Gaetano Calicchio (dal sito del Corriere della Sera), classe 1978, Proprio il figlio che chiunque potrebbe avere.

Gli italiani forse allora non sono più “brava gente”.

EF

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