Emergenza rifiuti: tutti i costi

Pubblicato: maggio 7, 2008 in Politica
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Emergenza rifiuti

Quello italiano era un dramma annunciato: la mancata risoluzione dell’emergenza rifiuti in Campania e la quasi totale assenza di strategie operative per affrontarla, hanno portato al deferimento del nostro Paese alla Corte di Giustizia europea. Ma non è tutto.

Insieme alla Regione governata da Bassolino, infatti, la Commissione ha inviato un “primo avvertimento” anche al Lazio, per la mancata notifica dei piani regionali di gestione dei rifiuti. L’Europa non si sbaglia: dopo la Campania, il Lazio rischia il collasso dei siti preposti allo smaltimento e diverse sono le problematiche che il neogovernatore Zingaretti dovrà affrontare in materia di rifiuti. Non è ancora stato ultimato, ad esempio, il gassificatore di Malagrotta e si è ben lontani dalle stime del piano Marrazzo che, entro il 2009, intendeva portare la raccolta differenziata al 50 per cento, realizzando 12 siti per il trattamento dei rifiuti umidi e otto strutture per “rivalorizzare” le 700mila tonnellate di combustibile derivato. Piani molto ottimistici, se non addirittura utopici: finora nel Lazio la raccolta differenziata è ferma all’11 per cento, esistono solo sette impianti per la selezione dei rifiuti e appena quattro linee energetiche per la valorizzazione del combustibile.

immagine di una discaricaSecondo i tempi della Corte di Giustizia europea, comunque, trascorrerà forse un anno prima che venga emessa una sentenza; in caso di pronunciamento negativo, inoltre, verrà aperta una procedura che potrà durare anche 24 mesi prima del giudizio definitivo.
Se nel Lazio l’emergenza è alle porte, in Campania si fa strada il rischio epidemie, dovuto ai cumuli di rifiuti accatastati lungo le strade e alle alte temperature dell’estate.
La crisi, oltre che sanitaria, è però anche economica. Secondo la Corte dei Conti (relazione del 2006, per gli anni 1997-2005), in un decennio di gestione commissariale, per l’emergenza campana sono stati bruciati 856 milioni di euro, 101 solo per l’esproprio dei terreni. Secondo la Commissione d’inchiesta Parlamentare voluta da Prodi nel 2006, inoltre, «è accaduto che nello stesso giorno, siano stati acquisiti e rivenduti e affittati alla Fibe (la società di Impregilo che avrebbe dovuto smaltire i rifiuti), terreni per un valore quintuplicato». Altri 68 milioni sono stati spesi per conto della Ecolog (società di FS Logistica), che ha spedito su rotaia la spazzatura oltre confine, mentre altri 100 sono stati impegnati per le sole spese di struttura degli impianti che avrebbero dovuto produrre CdR. La via crucis degli sprechi nostrani per l’emergenza e la immondizia non finisce qui. La sola gestione commissariale è costata 282, 127milioni di euro, l’ottanta per cento dei quali previsti per l’attuazione di una raccolta differenziata mai realizzata. Considerando inoltre che il costo annuo degli stipendi dei 2316 lavoratori  preposti alla raccolta dei diversi scarti urbani, pesava sulle casse campane per 65 milioni di euro l’anno, è evidente dove siano andati a finire quei soldi. Dulcis in fundo, sono stati 22,4 i milioni di euro incassati, in otto anni, da commissari, subcommissari e personale amministrativo.
In questo panorama da Sprecopoli tutta italiana, il 2 maggio scorso il supercommissario all’emergenza rifiuti, Gianni De Gennaro, venerdì infine partirà l’ultimo treno per la Germania (non è stato rinnovato il contratto a Ecolog), proprio mentre in 45 comuni la raccolta della spazzatura è ferma fino a data da destinarsi e si cerca di allestire in tempi brevi la discarica nella cava di Chiaiano.

EF

articolo pubblicato anche sul quindicinale PERISCOPIO ON LINE

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