Le sorprese del contribuente: i ricavi della fabbrica della coscienza

Pubblicato: aprile 30, 2008 in Politica
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tasse

Facendo un giro sul sito del Corriere della Sera on line, ho letto che l’Agenzia delle Entrate ha messo in rete l’elenco (2005) dei redditi dichiarati di tutti i contribuenti italiani. A parte che la pubblicazione in sé mi ha lasciato del tutto sconcertato ma, leggendo l’articolo, ho scoperto quanto guadagnava il buon Beppe Grillo: 4.272.591 euro – 356.049,25 al mese -, sono rimasto allibito. Mi sono chiesto se i “grillini” che campano con 1000 euro al mese e del grillo acquistano Dvd, libri e magliette, lo sapessero. Dopo aver letto e riletto (stentavo a crederci) quei numeretti scritti in piccolo sul sito, ho allora digitato l’indirizzo della mitica pagina beppegrillo.it per vedere cosa ne dicesse il celebre nostro: un intero post sosteneva la pericolosità dell’elenco, adducendo come giustificazione la possibilità per i criminali di sapere quanto guadagna ognuno di noi. Come se Camorra, ‘Ndrangheta e Cosa Nostra avessero bisogno del sito dell’Agenzia delle Entrate. Ottima giustificazione. Nella testa però mi risuonava sempre la cifra appena letta: quattromilioniduecentosettantaduemilacinquecentonovantuno euro di reddito imponibile. Altro che informazione libera, giornalai corrotti e grandi gruppi editoriali potenti: questo è business! Io avrei bisogno di tre vite per guadagnare tutti quei soldi. Purtroppo però non ho un sito con editori affermati alle spalle né un palco da cui urlare, sono un precario insomma. 4.272.591 lo riscrivo e ribadisco: questo è business, è uno stipendo degno dei grandi politici e dei grandi imprenditori. Un tempo Grillo portava avanti battaglie “e basta”, dopodiché hanno inziato ad arrivare i Dvd, i libri e tutto il resto…business. E allora tutto mi è sembrato sempre meno sincero. E allora fare V2-Day, urlare contro la Casta e contro i grandi gruppi è facile. Grillo guadagna più dei contributi pubblici dati al Foglio (circa tre milioni e mezzo di euro), a Europa (3.613.912,92), alla Padania (4.028.363,82), poco meno de L’Unità, del Manifesto (4 milioni 441mila…), dell’Avvenire (6milioni 300mila…). Guadagna otto volte più dei contributi dati a mensili come Left (509.129), Carta (517 mila euro circa) o a Famiglia Cristiana (312mila euro l’anno). Se poi confrontiamo questi numeri con i dati di un giornale come Nigrizia, il confronto è impietoso: 4 milioni e passa contro 45mila euro. I dati sono presi dal sito del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria. Il business del giustizialismo, mentre noi restiamo in fondo, sotto al palco.

Come fanno notare diversi grillini sul sito del comico, non ci sarebbe da scandalizzarsi per la pubblicazione dell’elenco: fino a ieri bastava andare negli uffici comunali per avere tutti i dati. Altro che Camorra, ‘Ndranghedta, Cosa Nostra e rapine in villa: non si tengono i miliardi in casa (non siamo mica tutti poggiolini). La critica da muovere al provvedimento è invece un’altra ed è sociale: adesso chiunque potrà andare a farsi i fatti del vicino nelle pause di lavoro. Tutto ciò sa più di frustrazione spettacolarizzata che non di reale operazione di trasparenza. E’ come se si volesse mettere i cittadini uno contro l’altro, basandosi sul fattore economico, per una sorta di voyerismo deviato. Chiedo dunque: se fino a poco tempo fa era sufficiente andare negli uffici comunali per avere i dati di qualsiasi persona, che senso ha avuto oggi mettere on line le stesse liste?

EF

Aggiornamento: questa sera alcuni commentatori del blog di Grillo parlavano di censura. Mi sono fatto un giro in rete e guardate cosa ho scoperto.

Da un commento lasciato da Mario Pisciotta a questo post (leggete nei commenti), ne riporto una parte: “Relativamente al consenso che Beppe Grillo si crea sul suo sito eliminando gli “scomodi” e’ vero:ne ho avuto esperienza diretta, mi inibi’ il nick e NON potei piu’ inviare alcun commento (attualmente li mando, ma con un altro nick) […]”.

commenti
  1. tano distefano scrive:

    ma grillo non ha mai detto di essere povero… piuttosto, il fatto di sapere che dichiara così tanto non è che un valore aggiunto: paga le tasse, e pure tante, laddove tanti industriali piagnucolano ed evadono… dici sia business… può darsi… se tutto il business d’italia fosse come il suo forse avremmo più gente informata su certe questioni importanti…

  2. Redazione scrive:

    Caro Tano,
    almeno Grillo paga le tasse: perfetto, su questo non ci piove ed è positivissimo come esempio. Solo mi chiedo se in fondo noi tutti non siamo mera parte dell’ennesimo business più grande di noi…solo ben mascherato. Perdonami ma il sospetto mi è venuto. Grazie per la tua opinione,

    Emilio

  3. RoLa1961 scrive:

    sinceramente non mi scandalizzo del redditto di Beppe Grillo.
    Mi infastidisce che il mio reddito possa essere messo online senza la mia autorizzazione mi fa inc…… la pubblicazione del mio indirizzo (se è vero quanto pubblicato sul blog di grillo, per fortuna il garante della privacy ha bloccato questa iniziativa .

    Roberto😉

  4. Fabio Mancinelli scrive:

    Quello che dici e` corretto salvo il fatto che non si possono paragonare lo “stipendio” di Grillo ai contributi pubblici ai giornali.

    Grillo, infatti, guadagna quello che guadagna perche` ha un “mercato”, dice cose che hanno un seguito e grazie a quelle cose la gente paga per sentirlo. Mi sembra che non faccia una piega. Poi, a mio avviso, Grillo dice anche molte cose giuste il che, ai miei occhi, rendono ancora meno “scandalosa” quella cifra.

    Ovviamente cosi` come c’e` chi paga per Grillo contribuendo a farlo arrivare a quei 4 milioni, c’e` anche chi paga per vedere il Bagaglino, per vedere quelli del Grande Fratello o altri personaggi. Sarebbe interessante che tu facessi anche dei paragoni con quanto dichiara un Costantino, un Corona, oppure un qualsiasi Mario Rossi che sia passato per il Grande Fratello. Li` si che ci sarebbe da scandalizzarsi!

    Inoltre trovo che Grillo abbia molti piu` “meriti” visto che la sua faccia e` stata bandita dalla TV da almeno 20 anni. Riempire palavobis e` gia` difficile quando stai tutte le settimane in TV, figuriamoci quando devi fare tutto senza l’aiuto di un passaggio in TV.

    Tornando ai giornali, invece, alcuni prendono quei 4 milioni sia che vendono sia che non vendono. Anzi spesso stampano il doppio per prendere piu` fondi. Copie che poi saranno destinate al macero ancor prima di essere stampate. A me questo non sembra che sia un meccanismo corretto. Dove sarebbe la “meritocrazia” in tutto questo? Ed il tanto osannato “mercato”?

    Io mi scandalizzerei se Grillo prendesse 4 milioni facendo spettacoli a cui non assiste nessuno. Ma questo sappiamo benissimo che non e` vero. Mentre, al contrario, e` dimostrato che ci sono giornali che non si riescono neanche a trovare in edicola e che prendono fior di milioni. Dov’e` allora il vero “scandalo”?

    Francamente Grillo e` criticabilissimo. Peccato che lo si critichi sempre per le cose sbagliate con argomenti che non entrano mai nel merito di quello che “predica”.

  5. Redazione scrive:

    Caro Fabio,
    mi sono beccato anche qualche insulto proprio per aver toccato Grillo nei suoi mitici e assurdi referendum (salvando quello sulla Gasparri). Sui finanziamenti ad esempio: toglierli significa far morire la piccola editoria che davvero fa controinformazione, come il Manifesto ad esempio (non sono comunista😉 ), bisognerebbe invece riformare la legge, evitare il macero delle copie o l’abbandono dei quotidiani in eccesso alle uscite delle metropolitane… Grillo però non parla di riforma, distrugge e basta. Idem per l’Ordine: andrebbe riformato, non abolito.
    Paragonare il reddito di Grillo a quello dei sovvenzionamenti statali è stata evidentemente una provocazione per far comprendere come quanto circonda l’idolo del giustizialismo è in realtà una macchina da business, l’ennesimo, creato ad arte sulla rabbia e sulle frustrazioni dei cittadini.
    Insomma…Grillo sarebbe apprezzabile se sapesse passare dalla pars denstruens a quella construens, proporre oltre che abolire.
    Emilio

  6. Yerle scrive:

    Ti scandalizza che nel 2004 Grillo abbia guadagnato 4 milioni di euro e non ti scandalizza che Benetton dichiara di guadagnare un quarto di quello che guadagna Beppe Grillo?
    Beh.. complimentoni!
    Potevi risparmiartelo questo post, tutti i frequentatori del blog di Grillo sanno che non è povero…

  7. Redazione scrive:

    Caro Yerle,
    il mio post può risultare banale ma è evidentemente una provocazione per far comprendere come da un certo momento in poi Grillo si è trasformato in un business di cui tutti noi abbiamo fatto parte (mi ci metto dentro anche io), una macchina da soldi imponente. Attenzione: anche altrove ho detto, e qui lo ribadisco, che Grillo ha avuto una funzione sociale importantissima: ha risvegliato le coscienze. Adesso però il tutto sta divenendo un fenomeno con gadgets, magliette, libri, Dvd e tutto il resto… sinceramente questo delude. Si fa soldi sulla rabbia della gente.

    Emilio

  8. Fabio Mancinelli scrive:

    Ma infatti sbaglia chi prende le proposte di Grillo per oro colato.
    Il problema e` che purtroppo la tendenza al destruens e` viene naturale quando si vede lo spettacolo a cui assistiamo giornalmente.

    Quando ti ritrovi di fronte un ordine dei giornalisti che quasi premia chi col giornalismo ci si pulisce il fondoschiena ti domandi se valga veramente la pena riformarlo.

    Per i giornali e` vero quello che dici… Ma quanta “piccola editoria” puo` attingere al calderone senza una “raccomandazione”? E soprattutto in che percentuale questo sistema favorisce le “piccola editoria”?

    Travaglio con la sua magnifica e documentata distizione di giornali veri di partiti veri, giornali veri di partiti finti, giornali finti di partiti veri e giornali finti di partiti finti pone il problema nei tuoi stessi termini. Sarebbe anche giusto dare qualcosa ai veri giornali… Ma sappiamo come vanno le cose in italia!

    Inoltre sempre sentendo Travaglio comprendi che forse il problema e` la quota di pubblicita` in televisione… Ma poi inizi a seguire il filo e ricadi di nuovo nei soliti temi ed inizi a ri-renderti conto che probabilmente e` meglio distruggere tutto per ricostruire invece che continuare a mettere le pezze. Ovvero quello che dice Grillo che “propone” di distruggere… per ricostruire🙂

    Il problema, a mio avviso, e` che la classe dirigente italiana e` talmente inetta che ormai non gli si puo` piu` affidare neanche la piu` piccola riforma.

    P.S.: Io a priori non sono ne` contro l’ordine ne` contro i finianziamenti pubblici… Ma per come sono implementati attualmente francamente lo sforzo di “riformarli” mi sembra sprecato che tanto vale abolirli. Sperando che dalle loro ceneri possa nascere un sistema migliore.

  9. Redazione scrive:

    Caro Fabio,
    ti chiedo dunque cosa accadrebbe senza fondi pubblici all’editoria: i giornali diverrebbero schiavi della pubblicità a cui, come è noto, si vendono veri e propri pacchetti di pubblico espresso in numeri e audince. Già adesso molte notizie non vengono pubblicate perchè non sono ‘di moda’ (senti mai parlare di Somalia ad esempio? In questi giorni ci sono un milione e mezzo di sfollati), il tutto perché nessuno vorrebbe la propria pubblicità accanto ad argomenti scomodi, con bambini ricoperti di mosche. Il terrorismo, l’antiamericanismo o, viceversa, l’americanismo, l’omicidio, sono invece vendibili in termini di attenzione. Hai ragione nel dire che è un circolo vizioso ma il problema non è negli ordini o nelle leggi ma in chi quelle leggi le fa. Scagliarsi contro l’informazione è un’azione marginale. Grillo l’anno scorso sorprese prima di tutto i politici, che tremarono. Adesso invece la politica si è voltata dall’altra parte e l’ha lasciato fare in silenzio. Perchè invece non fare un altro V2-Day per tirare le fila dei fatti politici, perché non stare col fiato sul collo dei politici e quindi, a cascata, dei giornali, degli ordini e di tutto il resto? Se si parla dei Servi Giornalai, non si cambierà molto e quello contro i politici sarà stata solo una manifestazione marginale. Tutti gli anni si dovrebbe tornare in piazza a chieder conto….non credi? Senza voltare lo sguardo.
    Grazie per la tua opinione!

    Emilio

  10. roberto scrive:

    cercavamo la mafia? eccovi accontentati!

  11. Redazione scrive:

    Caro Roberto,
    non credo proprio che Grillo sia la mafia né lo è l’andar contro alcune sue tesi. Il tuo giudizio è un po’superficiale, non credi? Se poi vuoi leggere concretamente qualcosa contro la mafia, vai all’intervista fatta a Lirio Abbate, giornalista che tutti i giorni in Sicilia rischia la vita, nella pagina I MIEI ARTICOLI.
    A presto

  12. Martino scrive:

    Ciao, ma ragazzi, Beppe mi pare faccia spettacoli da tutto esaurito, vende libri e DVD, e ci dobbiamo scandalizzare se guadagna un bel po’ di quattrini ? Buon per lui, ma almeno apre gli occhi a un po’ di gente che crede nelle favole… e per chi non condivide al 100 per 100 le posizioni di Beppe, trova provocazioni che possono spingere ad approfondire argomenti di interesse civile…. saluti

  13. Redazione scrive:

    Caro Martino,
    infatti non ho mai messo in dubbio il positivo ruolo sociale svolto inizialmente da Grillo, che adesso dovrebbe però inziare a proporre qualcosa di costruttivo, senza gridare solo di abolire il mondo. Tutto qui, così altrimenti non si va da nessuna parte.
    Grazie per la tua opinione!

  14. daniela scrive:

    secondo me a tutti voi rode punto e basta. perchè grillo i soldi se li guadagna. com’è che non c’è sto scandalo su soldi dati ai calciatori???? invece io mi apro il culo per fare due lavori e sopravvivere e coi contributi devo pagare giornali quali il foglio!!!!!!!!!!

  15. Fa gli show, fa “informazione”, vende sè stesso, è famoso, è seguito, cosa c’è di strano in quella cifra?
    I biglietti dei suoi spettacoli teatrali non costano 2 euro.
    I problemi (anche su Grillo) sono altri.
    Ciao

  16. “Guadagna otto volte più dei contributi dati a mensili come Left (509.129), Carta (517 mila euro circa)” E che razza di riviste sono??? Se vendono poco, ricevono poco. E cosa centrano questi paragoni con i suoi ricavi? Se io guadagnassi la stessa cifra di Grillo, o il doppio, sarei schifato lo stesso per tutto ciò. Anche se cmq, come alcuni fanno notare, con più pubblicità le notizie seguiranno ancora di più la moda.

    Non sapevo che andando negli uffici dell’agenzia si potessero consultare liberamente i redditi altrui…Ne hai prove? L’hai già fatto? Mi sa di enorme cazzata!

  17. Redazione scrive:

    Caro Daniele,
    e invece basta andare negli uffici comunali che è tutto consultabile. Ma, ammetterai, c’è una bella differenza di privacy tra l’avere tutto nei registri e spiattellarlo in bella vista sul web… …che poi Grillo abbia guadagnato tutti quei soldi, non c’è nulla di male, è il business che ha creato attorno a sé che non è altrettanto bello. Anzi.
    Grazie per aver scritto

    Emilio

  18. Mario Pisciotta scrive:

    Relativamente al consenso che Beppe Grillo si crea sul suo sito eliminando gli “scomodi” e’ vero:ne ho avuto esperienza diretta, mi inibi’ il nick e NON potei piu’ inviare alcun commento (attualmente li mando, ma con un altro nick).
    Relativamente al fatto che lui guadagni 4 milioni di euro NON mi puo’ fregar di meno, io per l’appunto sono sempre stato “alla finestra” per vedere cosa REALMENTE faceva e non gli ho dato mai neanche un centesimo.
    Che si voglia combattere un’oligarchia facendo 2 v-day cosi’ distanti tra loro e raccogliendo le firme in quest’occasione sapendo che saranno INVALIDATE (la legge dice che devono passare almeno 6 mesi dalle elezioni) la dice lunga sulla REALE volonta’ di Grillo di combattere il sistema.

  19. Redazione scrive:

    Caro Mario,
    ti ringrazio molto per questo commento obiettivo e consapevole. E’ vero, le firme non varranno nulla, carta straccia, ma guai a dirlo, si viene crocifissi. Sul V2-Day poi hai perfettamente ragione: bisognerebbe tener d’occhio ogni anno la politica, non cambiare argomento. Altrimenti i politici si voltano dall’altra parte e lasciano fare…come si dice: echissenefrega.

  20. Alex scrive:

    “ooh, maestra… Beppe è cattivo… mi ha bloccato l’ip e posso accedere solo da un altro computer… buahhhh!” Ma cretino, ma lo sai che l’ip cambia ad ogni connessione? A te t’hanno bloccato il cervello, non l’ip!!!

  21. Redazione scrive:

    Per Alex:
    Primo: cretino lo dici a qualcun’altro.
    Secondo: prima di scrivere queste cose informati sul web per sapere come funziona la censura.
    Ciao e grazie della visita

  22. dario cicchero scrive:

    premetto non sono un “grillino” e non voglio difendere lui o altri, volevo solo fare una piccola precisazione diciamo di forma:
    se grillo guadagna soldi perchè qualcuno compra i suoi “gadget” alla mia tasca non cambia nulla, chiunque compri un suo gadget lo fa su base “volontaria” come chiunque abbia comprato il libro Gomorra di Saviano lo ha “reso ricco” (e per questo il valore del suo libro e della sua persona cambiano) e lo ha fatto su base volontaria, ma se lo stato mi finanzia il foglio o la padania o l’unità ecc… essendo stato lo fa con i miei soldi anche (sarà qualunquista ma è così) e questo non mi stà più bene, anche perchè molti di questi finanziamenti (lo dimostrò report tempo fa) non sono giustificabili.
    saluti, dario cicchero

  23. Redazione scrive:

    Caro Dario,
    che molti dei finanziamenti non siano razionali, è evidente. La legge infatti andrebbe riformata in modo molto profondo ma non abolita del tutto, pena la morte di numerose testate di nicchia che invece fanno informazione.
    Che la gente compri su base volontaristica i gadgets di grillo è verissimo, ma ammetterai che far soldi sulla frustrazione altrui e sulla rabbia politica, non è esattamente il massimo. Nemmeno alle mie di tasche cambia qualcosa se tizio o caio comprano le t-shirt di grillo, ma se tizio o caio spera che grillo possa cambiare qualcosa e per questo spende il suo stipendio precario in gadgets, allora un po’ di risentimento mi sale perché tante cose (come le firme inutili, ad esempio) grillo non le dice ma gli fanno comunque pubblicità.
    Per Saviano, ammetterai, il discorso è ben diverso, fortunatamente. Combattere la Camorra non è esattamente ‘easy’ come urlare da un palco vaffanculi vari a destra e a manca…
    Grazie per la tua opinione!

    Emilio

  24. leonardoanceschi scrive:

    Ma è davvero utile offrire uno strumento di trasparenza nelle mani degli utenti?
    Non sarebbe più utile offrire degli strumenti più potenti nelle mani degli ispettori per permettere loro dei controlli più efficaci?

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