Grande Fratello 2008: l’illusione della verità

Pubblicato: aprile 22, 2008 in Politica
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L’hanno definito “il più vero” tra tutti gli abitanti della Casa, il suo nome è Mario Ferretti, (ex) muratore e vincitore dell’edizione 2008 del Grande Fratello italiano. Premio finale: 500mila euro. Il più vero e anche il più ricco.

Davanti a tutto questo grande spettacolo, mi chiedo come si faccia a rintracciare oltre lo schermo la verità e la sincerità della persona. Vorrei capire quando un individuo è vero o finto in televisione e quando nella realtà. Insomma, quali sono i criteri di autenticità alla base del GF? Ne esistono?

Temo infatti che in una realtà senza più stimoli, la dimensione televisiva stia letteralmente rendendo ciechi i propri telespettatori. Le vicende d’oltreschermo vengono avvertite come mentalmente contigue, al punto che se ne cerca la veridicità dimenticando gli specchi finti, le telecamere, i microfoni e le gag studiate a tavolino, quasi si stesse fisicamente in quella casa perfetta, sempre pulita, dove non c’è mai nulla da fare se non sedersi su un divano e far scorrere i minuti.

Mario Ferretti, insomma, ha vinto perchè – ripetiamolo – è stato “il più vero” di tutti. Esiste quindi anche in televisione una percezione del falso all’interno dell’apparenza. Un’intuizione scomoda per la quale quanto vediamo potrebbe essere mero spettacolo e non vita ipotetica. Proprio questo scarto, questo discrimine di fondo, è valso 500mila euro al fortunato, al “più vero di tutti”, l’Highlander della nostra tv. Ma non solo. Mario Ferretti è stato anche quello che meglio si è fatto conoscere, in modo sarkosziano, dal proprio pubblico, illudendolo di essere così come lo si percepiva. Ansia di verità, dunque, che esprime una voglia intrinseca di sincerità nei rapporti umani, di superamento delle barriere sociali che costringono ognuno a una ‘distanza di sicurezza’ dal prossimo. Anche nell’oltreschermo, essere veri equivarrebbe allora all’essere capaci di farsi conoscere per quello che si è. L’illusione però è dietro l’angolo: per esser “veri” è necessario apparire “non-falsi”. Eppure lo spettatore non se ne accorge, anzi. Si spulciano le situazioni, i gesti e le parole alla ricerca di quanto è definibile come sincero perché si “desidera” trovarlo da qualche parte.
Cosa accadrebbe, però, se nel GF non si verificassero i soliti e sempre uguali innamoramenti, le litigate, i piagnistei, gli abbracci, tutte e sole le situazioni/cliché (e non altre, troppo umane) all’interno delle quali si cerca una qualche reazione che esprima ‘sincerità’ ? Se tutto fosse realmente un reality, identico alle vicende familiari degli spettatori, lo guarderebbero ancora?

Risposta banale. No. E infatti accade il contrario, l’esatto opposto di quanto ci si aspetterebbe da un ‘reality’. Nel GF lo spettatore non riconosce casa propria – avvertita non come la vita vera ma come un’esistenza sofferta – e si attacca al televisore a commentare o commemorare le altrui vite polistirolesche. Si ricerca la verità, espressa in una nuova forma di sincerità umanamente televisiva e dignitosa, capace di scacciar via le angosce per il collega che in ufficio straparla alle spalle di tutti o per un parente insopportabile. Al GF la vita è come la si vorrebbe (davvero?). Non ci sono problemi di soldi, malattie, bollette da pagare ma anzi divani, piscine, specchi su ogni parete (che, si sa, moltiplicano gli ambienti). Lì dentro, ammettiamolo, è più facile essere sinceri. Ma allora la verità di una persona dov’è? Nel marito nervoso perché deve fare i conti con la quarta settimana e lo stipendio che manca o nel (ir)reality televisivo dove il problema più complesso è una litigata al limite del burlesco?

Secondo i dati di Endemol, su 14 puntate sono stati in media 5.503.000 (un gran bel partito di governo!) gli italiani incollati al teleschermo a seguire vicende che non conoscono recessioni economiche, rialzi del petrolio, ignorano la politica e la Storia che si svolge all’esterno (a favore di una minima e fittizia interna) e le semplici quotidianità di ogni giorno. Cinque milioni e mezzo di italiani, insomma, hanno deciso di regalare un miliardo di vecchie lire a chi, in questo contesto, ha saputo essere “il più vero di tutti”.

EF

commenti
  1. manuela scrive:

    Devo confessarmi: anch’io faccio parte di quei 5.503.000 italiani che hanno assistito alle puntate del Grande Fratello!…
    ma credo che solo guardandolo ci si possa rendere realmente conto di che programma e’.
    beh, devo dire che sono pienamente d’accordo con le tue affermazioni e allusioni: spesso e volentieri mi sono chiesta se quei ragazzi non avessero proprio niente da fare nella loro vita , se non avessero un lavoro, una famiglia da seguire…e ti parlo di impegni quotidiani.
    per non parlare degli impegni civici a cui son venuti a mancare: credo proprio che i loro nomi manchino dalle liste dei seggi elettorali.

    La cosa che piu’ mi ha turbato e’ la facilita’ con cui tutti piangevano! venivano posti di fronte a situazioni di riconciliazione, o di abbandono in certi casi, e piangevano come se fossero stati mandati in guerra!!!come se avessero abbandonato le loro famiglie, i loro figli perche’ costretti ad andare al fronte!!!
    e poi, il fatto di denudare la dignita’ piu’ profonda di un uomo, la stessa dignita’ che una persona ha nel momento in cui si isola per piangere da sola, per timore che altri la vedano, beh li’ dentro e’ stata spudoratamente calpestata.
    e ritengo offensiva ogni lamentela da parte dei protagonisti nei confronti di tutte quelle persone che “la pagnotta” se la guadagnano faticando, onestamente, aggiungerei.

    quel petetismo eccessivo, sentimenti portati all’estremo per dimostrare di avere un briciolo di carattere; mentre “gente”, che non era stata assorbita dal circolo vizioso dell’ EGOCENTRISMO, che usciva dalla casa ‘accusata’ di non avere personalita’!!!!!!!!!!!
    gente che davanti a migliaia e migliaia di persone diceva TI AMO, parola che perde di valore proprio nel momento in cui la pronunci…
    gente che si metteva le mani addosso per una frase detta con un tono un po’ diverso dal solito… gente che doveva a tutti i costi parlare…
    tutto cio’ mi ha fatto davvero riflettere:
    e qui si ritorna davvero alla questione del potere mediatico che aliena la mente degli spettatori ingenui, che non si servono di quel filtro celebrale che distingue la realta’ dalla finzione. sono gli spettatori-bambini che pendono dalle labbra degli opinionisti, e che giustificano ogni loro azione o modo di essere tenendo come modello quello che e’ offerto dai media… oppure che credono che babbo natale esiste ancora.
    Forse allora e’ proprio ora di svegliarci, di alzarci e… invece di accendere la televisione… di andare a fare una bella passeggiata all’aria aperta.

  2. Redazione scrive:

    Cara manuela,
    grazie per il commento e la visita. Hai toccato un tasto fondamentale e spesso tralasciato: il limes tra realtà e consapevolezza della finzione. La gente assume per se stessa dei modelli solo perché li vede in tv senza capire che è giunto il momento, come scrivi tu, di andare a farsi una passeggiata. E purtroppo questa televisione ci sta sempre più addormentando, mediante pensieri prepensati e vite previssute. I sentimenti vengono banalizzati, soffocati i silenzi che fanno parte della persona e dell’interiorità costretti all’urlo. Tutto è spettacolo…l’uomo scompare.

  3. Caspita, quante parole per un programma colorato di marrone.
    Sono d’accordo col tuo articolo e condivido anche ciò che dice Manuela.
    Se si parla di persone vere, lo sono soprattutto quelle che non si mettono in mostra. Sono timide e tali rimangono. Gli altri per mettersi in mostra dicono cazzate o fanno schifezze. Perchè queste vengono premiate? Vere perchè hanno un indice di decenza e dignità bassissimo?
    Mi ricordo che tempo ci si scambiava bigliettini, ci si parlava nell’orecchio, ora i segreti vengono urlati ai quattro venti.
    Ci si vende per soldi coi quali potremo allegramente continuare ad inquinare il mondo, pensare solo a prodotti, senza incentivare più la mente, diventando ancora più passivi di quando all’interno della Caaaase si scureggiava sul divano.
    Il segreto che nessuno svela è che il denaro è la catena a cui ci tengono imprigionati i potenti. Più siamo poveri, o più vogliamo soldi perchè influenzati dalla pubblicità che ci fa desiderare tante robe nuove ed inutili, più scema il nostro DIRITTO di chiedere più DIRITTI, più LIBERTA’.
    Pensiamo al 68, i ragazzi non pensavano ai soldi, non pensavano al lavoro, alle convenzioni e, senza tutto ciò, reclamavano una libertà totale. Quando hai soldi invece pensi solo a cosa comprare. Non pensi neanche più alla salute, inquini senza meno complessi, tanto hai i soldi per andare in clinica, alla faccia di chi non inquina e magari si ammalerà più di te!
    Ciao

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