Il sito NO EIKON pubblica un’interessante pagina dove controbatte al referndum contro i giornalisti del prossimo V2-Day di Beppe Grillo. Prendendo spunto dal sito, ecco alcuni buoni motivi per non firmare.

1 – Abolire l’Ordine dei Giornalisti significa deresponsabilizzare l’informazione (e chi scrive) davanti alla legge. Per farci operare pretendiamo che il medico sia iscritto all’Ordine dei Medici e abbia superato un esame di Stato… per avere un’informazione seria no?!? Fare giornalismo non significa infatti fare la semplice cronaca di un avvenimento ma chiama in causa anche lo stile, la capacità di contestualizzare la notizia e dargli solide basi critiche e culturali. Chi decide, ad esempio, cosa sia o non sia notizia? Ricordiamoci infatti che la testimonianza quasi mai equivale alla notizia. Il singolo dà una visione particolare e soggettiva di un evento, ben diversa dalla descrizione del fatto completo.

2 – Nel 1981 il finanziamento pubblico ai giornali venne creato per garantire un effettivo pluralismo dell’informazione (erano gli ultimi anni della P2) e sostenere tutte quelle testate che non cavalcavano l’onda delle notizie ma trattavano argomenti meno “commerciali”. Se togliessero i finanziamenti oggi resterebbero solo i grandi gruppi editoriali dei vari Caltagirone, Berlusconi, ecc…

3 – Le notizie reperibili sulla rete sono spesso delle “bufale”, caratterizzate dal soggettivismo di chi scrive. Le informazione disponibili su internet hanno tutte la stessa dignità, come dire che c’è tutto e il contrario di tutto.

4 – Chi ha deciso l’argomento del V2-Day? Beppe Grillo o una consultazione oculata con i suoi grillini? Credo il primo, che ha semplicemente cavalcato l’onda populista dei luoghi comuni. Un’iniziativa verticale insomma, assai poco democratica.

A quanti accusano i giornalisti di essere corrotti, rispondo quindi che non si tratta di corruzione ma di precariato. Chi ha un contratto a tempo determinato, sicuramente non mette in evidenza informazioni ‘scomode’ o indigeste al suo stesso direttore. Togliendo i finanziamenti pubblici ai giornali, invece, si acuirebbe maggiormente la forza dei pochi gruppi economico-imprenditoriali (con conseguenti interessi in politica) che già oggi gestiscono i giornali, facendo quindi scomparire tutte le testate minori di controinformazione (che certo non godono di buona salute nel nostro Paese).

Forza Grillo, ripensaci!

EF

commenti
  1. 1) da giornalista, ti dico che sarebbe molto bello se l’ordine dei giornalisti funzionasse come dovrebbe funzionare quello dei medici.
    purtroppo, la deontologia e l’etica professionale non sono garantite dall’esistenza dell’ordine ne tantomeno dall’esame di Stato.
    2) vero. nell’ottantuno il finanziamento dei giornali venne pensato per garantire una informazione più libera. peccato che oggi siano solo i grandi gruppi e i giornali di partito (anche dei partiti inesistenti) a ricevere finanziamenti. drogando per la seconda volta il mercato dell’informazione. la prima botta viene data dalle concessionarie di pubblicità (queste sì un vero raket, e qui si dovrebbe scavare nei conflitti di interesse). la seconda botta viene data con la legge sul finanziamento. che è allucinante e non finanzia che ne avrebbe bisogno (giornali “indipendenti” o nuove testate) ma solo una potente lobby che peraltro di soldi ha poco bisogno.
    3) e 4) siamo d’accordo. ma:
    3) esiste una legge che impone, giustamente, la registrazione delle testate giornalistiche. in rete ci sono testate registrate (e quindi sottostanti a regole sacrosante) e siti non registrati. questa già è una discriminante.
    4) niente da dire🙂

  2. Annalisa Caramia scrive:

    Frequentanto alcune lezione aperte della Scuola di giornalismo della Cattolica ho assistito alle testimonianze di un giornalista di rai 3 e di un giornalista sportivo che lavora per la mediaset e ha collaborato con la trasmissione Controcampo.
    Il leit motiv dei loro interventi, in un clima familiare e amichevole, è stato quello delle pressioni politiche quotidiane e insistite: basta una telefonata e sei destituito dalla tua mansione, un’altra telefonata e ti hanno tolto un reportage oppure persino impedito di mandare in onda determinate moviole di una partita di calcio.

    Uno di loro ci ha parlato di deontologia professionale in termini di compromesso tra le decisioni politiche e un briciolo di scrupolo personale nel ‘far bene’ il proprio lavoro.

    Rispetto ad altri Paesi l’ordine dei giornalisti rappresenterebbe un’anomalia italiana e già D’Alema aveva tentato, senza successo, di abolirlo. Non so bene quanta responsabilità attribuire all’ordine in termini di tutela della dignità della professione e quanta invece al ‘sistema malato’ di un’informazione che ormai ‘costruisce la realtà’.

  3. giosby scrive:

    Ho scritto un racconto sul mio percorso nel meetup di Beppe Grillo, un’esperienza che mi ha lasciato molto perplesso, che mi ha molto cambiato, che mi ha permesso di evidenziare una realtà a me del tutto sconosciuta, dove ho scoperto che inganno e menzogna regnano nella nostra società al di sopra dell’immaginabile.

    Censure, manipolazioni, sotterfugi e lati oscuri nel mondo inquieto ed inquietante di Beppe Grillo …

    http://mondogrillo.net/meetup/la-ragnatela-del-grillo/

  4. “Fare giornalismo non significa infatti fare la semplice cronaca di un avvenimento ma chiama in causa anche lo stile, la capacità di contestualizzare la notizia e dargli solide basi critiche e culturali”

    Sullo stile sono d’accordo, ma non è la cosa più richiesta al giorno d’oggi.
    Se ricerco lo stile per fortuna posso trovarlo in romanzi e poesie o canzoni.
    Quello che manca sono le solide basi critiche.
    Chi mi dice che l’ordine ce le abbia e le rispetti?

  5. 3) Anche in edicola c’è tutto e il contrario di tutto: Il Manifesto e Famiglia Cristiana, ad esempio. Quattroruote e TuttoMountainBike, ad esempio, due visioni del tempo libero e della vita completamente diverse!
    Un cattolico pensa che ciò scritto sull’altro giornale sia spazzatura.
    Per fortuna su internet posso passare da una pagina all’altra liberamente e i siti hanno più dignità della carta stampata perchè hanno meno pubblicità e non ricevono soldi dallo Stato! Se trovo bizzarra un’informazione, trovo altri siti che la pensano uguale e compenso le differenze per avere una realtà oggettiva. Semplice, no?

  6. Redazione scrive:

    Per Daniele: se l’Ordine non le rispetta allora c’è comunque qualcuno a cui chieder conto. La figura istituzionale è garante in qualsiasi caso, può esser presa e riformata in toto se necessario.Abolirla creerebbe l’anarchia.
    Le basi critiche poi, sono personali di chi scrive. Il fatto è che ormai ci addormentano con dei servizi già prepensati, annullando le basi critiche di chi riceve. Se chi riceve pretendesse uno spessore culturale più forte, non manderebbero in onda il GF in prima serata…e invece la cultura la trasmettono a notte fonda. Ci vogliono scemi e votanti. Elettori prepensati.
    Ciao!

  7. Brian di Nazareth scrive:

    4 buone ragioni per il V2-DAY

    1 – Se l’ordine dei giornalisti non è in grado di difendere la propria dignità (vedi Renato Farina e Giuliano Ferrara – ex informatore CIA) e i propri iscritti dalla angherie dei potenti non ha ragione di esistere… o serve solo ad adare gratis dal dentista?

    2 – Non devo pagare io per far pubblicare milioni di str.nzate e non trovare 1 sola riga sul V2-day, sulla mafia di Berlusconi o sulle tangenti di Dalema. Che se li paghino i partiti, il vaticano e i padroni i loro giornaletti da strapazzo.

    3- La rete è più meritocratica della carta: continua ad esprimere le tue idee guardando ai fatti e con onestà intellettuale e te ne accorgerai.

    4- Ti piace la legge Gasparri?

    Cordialmente.

  8. Redazione scrive:

    Caro Brian,
    a giudicare la pagina doppia che al V2-Day hanno dedicato Repubblica e La Stampa, non mi sembra proprio che sia stato ignorato…
    Su La Stampa scrive Lirio Abbate, uno dei più famosi giornalisti antimafia…basta comprare i giornali per rendersi conto che l’informazione c’è. Non è perfetta ma nemmeno fa poi così schifo.
    E Diario ad esempio? Che fece quella bellissima inchiesta su Berlusconi anni fa? Te la sei dimenticata forse? Era piccola editoria quella…eppure…
    Quello sulla Gasparri è l’unico referendum su cui sono pienamente d’accordo. Peccato le firme non valgano.
    Ciao e grazie della tua opinione!

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