L’Alitalia desaparecida

Pubblicato: aprile 8, 2008 in Politica
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Insomma, la cordata è sparita. Ora si parla di Bossi e di Costituzione (menomale che nel frattempo Veltroni ha parlato anche di mafia). E l’Alitalia? E gli imprenditori? Nessuno ne parla, tutti tacciono perchè ormai l’onda mediatica del salvatore dell’italianità sembra passata. I media dedicano alla nostra compagnia di bandiera giusto un ‘taglio basso’, preferiscono un Bossi che riempie lo schermo o una fiaccola olimpica spenta (tra i due l’ultima è di gran lunga l’unica vera ‘notizia’). Esiste la fila di “imprenditori salvaItalia”? Non si sa. Meglio però distrarre nuovamente gli italiani, tenerli svegli (o assopiti) con una sparata tanto grossa quanto quella sulla cordata: i fucili leghisti durante le elezioni. <Slogan>, rettifica Berlusconi. E se poi qualcuno dovesse invece farlo sul serio? Se qualche invasato si presentasse al seggio e prendesse a pistolettate tutti? Forse non avrebbe compreso l’ironia o sarebbe stato un frutto malato di giornalisti che fraintendono. Speriamo che anche la mira sia leghista e spari in aria. Niente più cordata insomma, nemmeno un cordino, niente. Alitalia sembra abbandonata ai sindacati, a loro volta presi in mezzo al fuoco incrociato di Air France e dei dipendenti.

Peccato però che la paventata cordata (o cordino che dir la si voglia), abbia creato il caos nella passata trattativa. Forti delle parole di Berlusconi, i sindacati hanno creduto di poter fare la voce grossa con Air France, di bluffare pur non avendo nulla in mano se non il laconico ‘passo’. Cosa sarebbe accaduto se non fosse apparsa la fantomatica cordata? E poi, seconda domanda forse meno banale, chi e quanti hanno guadagnato dagli alti picchi toccati dalle azioni Alitalia nei giorni “berlusconiani”? Adesso però non se ne parla quasi più. Tutto svanito, nonostante il carrozzone Alitalia sia ancora lì.

Santo Bossi, parlerà pure per slogan, come dice il Cavaliere, ma lo fa sempre al momento giusto.

EF

commenti
  1. Mario Bucchi scrive:

    Alitalia desaparesida e munta fino all’ultima goccia. I problemi veri( non perchè prima non ce ne fossero) di Alialia sono cominciati con Malpensa. Malpensa ( Progetto UE) doveva nascere come aeroporto del nord anche in sostituzione ed a sostegno di Linate ormai saturo. La politica, e i manager di allora di Alitalia hanno abboccato, ne hanno fatto un Hub.
    Hub significa che gli aerei e gli equipaggi devono “dormire” a Milano. La manutenzione, i pezzi di ricambio e quindi gli Hangar devono essere a Malpensa.
    Per essere un Hub ci devono essere anche altre compagnie che portano passeggeri in transito, ci devono essere strade adatte per i traferimenti in auto, ci devono essere collegamenti ferroviari etc.
    Il territorio circostante come Province e Comuni deve essere convinto dello sviluppo( lavoro ed affari) che può dare un aeroporto e quindi lo deve sostenere.
    Invece che cosa è accaduto:
    I contratti di lavoro del personale navigante prevedevano le assunzioni a Roma e quindi il loro lavoro iniziava a Roma ed andavano a Milano fuori servizio, togliendo posti a passeggeri paganti e riducendo il tempo di lavoro. Gli aerei non erano sufficienti per partire da Roma e Milano spesso per le stesse destinazioni e questo accadeva con cancellazioni di altri voli o con riduzione del Network.
    I pezzi di ricambio ed il personale specializzato partivano da Roma per risolvere i problemi più gravi. Tutto questo ha comportato costi di gran lunga superiori ai ricavi.
    La Regione ( Formigoni che adesso si lamenta) allora non ha minimamente supportato la partenza di Malpensa con nuove linee ferroviare ne tantomeno predisponendo auto strade adatte. Questo perchè i milanesi non volevano abbandonare Linate, un aeroporto sotto casa anche se ormai arrivato al limite. Formigoni ed i suoi amici non hanno cercato di tranquillizzare il teritorio circostante l’aeroporto di Malpensa quando ci furono furiose manifestazioni contro Malpensa per inquinamento acustico. Ricordiamoci che la maggior parte di quelle case erano abusive. C’è stata successivamente una grossa speculazione sui terreni circostanti. Tutto questo ha comportato per Alitalia costi maggiori ed un numero di passeggeri inferiori all’attesa.
    Nel frattempo il numero dei voli delle compagnie straniere a Linate non è diminuito, nonostante gli accordi. Che dire poi della SEA, società di gestione Aeroportuale. Impreparata per gestire un Hub ;i primi sei mesi sono stati una tragedia, ritardi disguidi bagagli etc..
    Alitalia ha divuto inviare a Malpensa suo personale di scalo ( centinaia di persone).
    Dopo quell’esperienza negativa, i politici hanno sostituito il Management nato nella Compagnia con personaggi provenienti da Ferrovie che hanno completato l’opera di decadenza di Alitalia. Persone a mio parere non abituate alla concorrenza, con grossi e non meritati stipendi,ascoltatori delle esigenze dei politici; e dell’Alitalia e dei suoi dipendenti nessuna considerazione.
    Considerate che ecceto la Germaia ( Francoforte e Monaco) nessun altro paese Europeo ha due Hub. (fine prima puntata)

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