Vertice di Bucarest: Nato e Russia tornano a parlarsi

Pubblicato: aprile 6, 2008 in Politica
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Qualcosa si muove, sul fronte occidentale. Soprattutto all’interno dell’Alleanza Atlantica. Terminato il vertice di Bucarest, infatti, è tempo di bilanci. Il dato più importante emerso dall’incontro è stata l’assenza di scintille, accuse e rivendicazioni che in molti temevano, soprattutto durante l’incontro finale di venerdì, tra i 26 Paesi aderenti alla Nato e il presidente russo Vladimir Putin.<La Russia non è un nemico nè la Nato è un’alleanza contro di essa>, ha affermato il presidente George W. Bush e, pronta, è arrivata la risposta del suo omologo russo: <Le nostre preoccupazioni sono state ascoltate dagli Stati Uniti e questo è positivo per la trasparenza e la fiducia reciproche>.
La Guerra Fredda sembra insomma lontana, e non solo a parole. Gli Stati Uniti hanno infatti ufficialmente invitato Mosca a partecipare alla costruzione dello Scudo Spaziale Europeo (ABM), proponendo di ampliare l’ombrello di protezione del sistema anche ai Paesi che prima erano ‘scoperti’: Turchia, Bulgaria, Grecia e Romania. Da parte sua la Russia ha dichiarato di essere disposta a compiere un passo indietro sul Cfe, il Trattato sulle Armi convenzionali in Europa siglato nel 1990, a patto che i membri della Nato si dicano disponibili a controfirmare la versione aggiornata del Cfe (1999), in cui viene riconosciuto il nuovo assetto geopolitico del continente, successivo alla caduta dell’URSS.
E sembrano esserci novità anche sul versante afgano. Putin infatti ha firmato un accordo che permette il transito, su territorio russo e uzbeko, di materiale non militare destinato alla missione Isaf, la forza multinazionale a guida Nato, mentre la Francia ha promesso l’invio di altri 700 paracadutisti nella regione orientale del Paese. I militari di Parigi permetteranno ad americani e canadesi di concentrare le forze nelle zone ‘talebane’, a sud dell’Afghanistan. In tutto saranno circa duemila le unità di supporto inviate nel Paese di Hamid Karzai da 12 Paesi della Nato.
L’unica nota agrodolce del vertice riguarda il MAP, il Membership Action Plan, relativo all’allargamento dell’Alleanza Atlantica. Accesso negato alla Macedonia, esclusa per l’annosa questione del nome dal veto greco, e questione rimandata a fine anno anche con Ucraina e Georgia, bloccate dal veto di Francia e Germania. Porte aperte invece ad Albania e Croazia.
Pubblicato da EF anche sul quindicinale Periscopio

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