Russia: riaperta l’indagine sulla morte di Yuri Shcekocikhin

Pubblicato: aprile 4, 2008 in Politica
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Yuri Shcekocikhin

Nel 2003 la morte di Yuri Shcekocikhin venne attribuita a una “sindrome allergica”, oggi la procura generale di Mosca ha riaperto il caso: troppe somiglianze con la morte di Litvinienko, l’ex agente del FSB avvelenato a Londra da una dose di polonio.
Deputato della Duma tra le file del partito liberale Jabloko, Shcekocikhin aveva fatto parte della commissione contro la corruzione ed era vicedirettore della Novaja Gazeta, lo stesso giornale dove scriveva Anna Politkovskaja. Nei suoi articoli contro le mafie, nel 2002, Shcekocikhin aveva lodato l’antimafia italiana e la legge sul sequestro dei beni: «Un esperimento dalle caratteristiche uniche – aveva scritto -, uno strumento per umiliare la mafia e indebolirne il potere, una dimostrazione che lo Stato può riuscire a essere più forte».

Nel 2002, secondo Shcekocikhin, alcuni esponenti dell’ufficio del Procuratore generale, avrebbero ostacolato le indagini sulla Three Whales and Grand, accusata di non aver rispettato le leggi sull’ingresso delle merci nello stato e di aver frodato circa 20 milioni di dollari falsificando peso e valore dei loro beni. Shcekocikhin morì poco tempo dopo.

La riapertura delle indagini sulla morte di un giornalista è un fatto poco frequente in Russia, si spera solo non sia un’operazione di facciata ma possa portare a una svolta verso una più concreta libertà di stampa.

EF

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