FOCUS LAVORO – Approvato il DdL sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Pubblicato: aprile 1, 2008 in Politica
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Lavoratori

La cronologia dei fatti ha dell’incredibile, almeno stando ai tempi ‘soliti’ della politica italiana: in meno di un mese si è arrivati all’approvazione del DdL in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il calendario e l’iter del DdL: 

Il 6 marzo 2008 il Consiglio dei Ministri approva il decreto legislativo che attua la legge delega n° 123 del 3 agosto 2007. Meno di una settimana più tardi, il 12 marzo, la conferenza Stato-Regioni esprime parere favorevole riguardo lo schema di decreto legislativo. Il 18 marzo la Camera dà un primo via libera al decreto, stilando però una serie di osservazioni, frutto di una riunione congiunta delle Commissioni Lavoro, Affari Sociali e Bilancio della Camera. Il 20 marzo anche la Commissione Lavoro del Senato esprime alcune osserazioni ma conferma il via libera al DdL. Oggi, 1 aprile 2008, il decreto sulla sicurezza è stato finalmente approvato (clicca per scaricarlo). Il tutto in meno di un mese. Come dire che quando si impegna l’Italia sa dare risultati in tempi relativamente brevi.

Alcune novità:

Il ‘nuovo’ decreto prevede corsi di formazione per i dipendenti, crea la figura del responsabile per la sicurezza (art.17), e sopratutto compie un passo fondamentale verso il coordinamento delle ispezioni “per eliminare le sovrapposizioni delle rispettive attività” (art.5), mediante l’istituzione di un Comitato unico presso il Ministero della Salute e di un Comitato Regionale di Coordinamento. L’articolo 8 del DdL prevede inoltre la creazione di “un unico e condiviso sistema informativo nazionale (SINP) […] al quale possano accedere anche le parti sociali”.

L’articolo 11, comma 4, prevede che la materia della sicurezza venga riportata nell’ambito “dell’attività scolastica ed universitaria“, per creare una maggiore consapevolezza delle tematiche relative all’infortunistica. A questo si aggiungono incentivi alle piccole e medie imprese che realizzino progetti formativi. Le imprese dovranno altresì fare in modo che i corsi di formazione risultino ‘comprensibili’ anche ai lavoratori immigrati (Sez. IV, Titolo I, art. 36, comma 4 e art. 37, comma 10).

L’articolo 14, comma 4, prevede inoltre l’arresto fino a un anno per il datore di lavoro che non ottemperi al provvedimento di sospensione dell’attività, quando previsto dall’autorità ispettiva.

Novità anche riguardo al ruolo del medico. Verrà istituito un albo dei medici competenti in materia di sicurezza presso il Ministero della Salute (Sezione V, Titolo I, art. 38, comma 4). L’articolo 25 prevede inoltre l’obbligo di custodia della cartella sanitaria e di rischio e quello di riconsegna una volta terminata l’attività. Le cartelle sanitarie e di rischio, inoltre, devono essere trasmesse dal medico all’ISPESL per via telematica. In nessun caso, inoltre, il medico che abbia funzioni di vigilanza può operare come medico del lavoro. Nelle aziende con diverse attività produttive, inoltre, il datore di lavoro può nominare più di un medico competente, individuando poi un coordinatore del gruppo (Sezione V, Titolo I, art.38, comma 4).

Sarà poi obbligatorio e fondamentale il documento di valutazione del rischio (art.28), dove si dovrà anche tener conto della specifica mansione di ciascun lavoratore in relazione allo stress da lavoro, all’età e alla provenienza da altri Paesi.

Le aziende prive di un rappresentante per la sicurezza, inoltre, secondo l’art. 52, devono partecipare con un contributo pari a due ore lavorative annue per ciascun lavoratore, al Fondo di sostegno alla piccola e media impresa istituito presso l’INAIL.

Il DdL mira inoltre a informatizzare tutta la burocrazia relativa agli infortuni (Sez. VIII, Titolo I, art.54).

Gli articoli dal 55 al 61 inseriscono nuove sanzioni per datori di lavoro, progettisti, fabbricanti, fornitori, installatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi.

Numerose norme relative al lavoro nei cantieri, alla protezione individuale e alla segnaletica sono state mutuate dalla legge 626 del 1994, da diversi decreti legislativi e dalle diverse direttive europee al fine di creare una normativa unica.

Così com’è la legge è una delle più avanzate d’Europa in materia, manca un ultimo passo per limitare gli incidenti e le morti sul lavoro: che venga rispettata.

EF

commenti
  1. Simona scrive:

    secondo me qst legge di lavoro nn è tanto giusta! ciao baci

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